Ecco cosa abbiamo fotografato sotto le fondazioni che reggono la torre cilindrica della nostra rocca:

Palificata sotto la torre cilindrica (eseguita nella seconda metà del 1400).
Si tratta di pali, fittissimi, probabilmente di rovere, in grado di reggere il peso della nostra massiccia torre.
Come a Venezia: infatti è a tutti noto che gli straordinari palazzi veneziani vennero costruiti sopra pali di legno infissi nei bassi fondali della laguna; i pali venivano affondati fino a trovare il terreno argilloso, in grado di reggere il grande carico degli edifici; la stessa torre di San Marco grava su queste palificate.

Immagine da VeniceWiki.org
Già da qualche anno, come AdR, abbiamo messo in evidenza alcune critiche fessurazioni, soprattutto alla base della torre cilindrica ed il Comune ha prontamente commissionato un sofisticato monitoraggio della fessurazione principale; il risultato di 4 anni di rilevamento in continuo ha certificato che la fessurazione è soggetta a un allargamento molto lento, ma non nullo.

Fase di montaggio degli estensimetri di monitoraggio delle fessurazioni esterne e interne.
Data l’assoluta importanza della sicurezza del nostro maggiore monumento, il Comune ha commissionato un’accurata “analisi statica di primo livello” per valutare il grado di sicurezza della torre; il lavoro è stato svolto dal nostroing. Stefano Cademartori (docente di Tecnica delle Costruzioni della facoltà di ingegneria dell’università di Bergamo, in qualità di socio di ErreDiTre Ingegneria, spin-off della stessa università) in collaborazione con gli Amici della Rocca che si sono occupati della ricerca storica sulle fasi costruttive della torre e sui lavori eseguiti sulla Rocca, oltre al rilievo interno ed esterno a mezzo laser-scanner, che ha consentito di evidenziare con precisione l’intero quadro fessurativo, indispensabile per orientare i calcoli strutturali.

Relazione tecnica recentemente consegnata al Comune.
E’ appunto durante questo studio, che ha richiesto anche prove penetrometriche eseguite a cura del geologo dott. Mattia Lucchi e scavi di sondaggio eseguiti da Giuseppe Maestri e assistiti dall’archeologo della Soprintendenza dott. Bishop, che abbiamo potuto rilevare, tra l’altro, la presenza della palificazione a circa 3m di profondità.

Prima fase di sondaggio del terreno.
I pali sono totalmente immersi nella falda, e questa è una situazione molto favorevole alla loro conservazione nei secoli. Come a Venezia, tra la testa dei pali e la muratura della torre, si è riscontrata la presenza di un assito di assicelle lignee per uno spessore complessivo di 10 cm.
La palificata è stata sicuramente essenziale per garantire la stabilità della torre per quasi 6 secoli; si pensi che abbiamo valutato il peso della torre in circa 2670 tonnellate e, solo per dare un’idea plastica delle forze in gioco, corrisponderebbe al peso di 1780 automobili di media cilindrata, messe una sopra l’altra per un’altezza complessiva superiore a 2,5 Km!
Bisogna proprio complimentarsi con i progettisti dell’epoca, oltre a restare sbalorditi per l’immane sforzo costruttivo. Si pensi solo all’esecuzione dell’immenso scavo che arrivò a ben 3 m sotto la quota del fossato stesso, fin sotto il livello della falda e, da qui, aver infitto nel terreno migliaia di pali di rovere con battipali rudimentali! Si tratta di un’impresa che ai nostri giorni ci parrebbe impossibile, se non con le potenti escavatrici ed altre macchine operatrici di cui oggi possiamo avvalerci. Si noti anche che i pali non sono limitati alle fondazioni della torre cilindrica, ma probabilmente riguardano l’intera rocca: negli anni ’80 infatti, durante scavi di sondaggio sotto la cortina orientale (quella che nel ’60 fu interessata dal crollo dell’intera merlatura), furono intravisti dei pali lignei; non risulta che esista una foto di tale avvistamento, ma dagli schizzi dell’arch. Pepo Fontanini, si desume chiaramente la loro presenza sia pure in misura meno rilevante trattandosi di carichi molto inferiori rispetto alle torri della nostra rocca.
I corposi calcoli di verifica strutturale, magistralmente esposti dall’ing. Stefano Cademartori, hanno consentito di valutare i gradi di sicurezza rispetto a svariati stati limite ed hanno consentito di individuare con precisione le indagini e i carotaggi strettamente necessari per poter scegliere l’intervento risolutivo che potrà mettere in sicurezza la torre cilindrica.
Saggiamente il Comune ha mostrato la volontà di arrivare fino in fondo all’indagine, per poter procedere quanto prima all’esecuzione dei lavori di messa in sicurezza; pur non trattandosi di pericoli imminenti, si vuole drasticamente escludere la possibilità che si ripetano fenomeni già verificatisi in passato: ad esempio, in una notte dell’agosto del 1960, durante un classico temporale estivo, un grande boato squarciò il silenzio in cui il nostro borgo era immerso, e al mattino, tra fumi polverosi, apparve ai nostri occhi la sagoma della cortina nord-orientale della rocca (verso la filanda) completamente trasformata dal crollo di tutta la merlatura, compresi i beccatelli e parte del muro, fino oltre il marcapiano intermedio.

Crollo della merlatura della cortina orientale – agosto 1960 (archivio ditta Intergeo Perforazioni).
Allora non erano certo mancate evidentissime avvisaglie che “qualcosa” non andava, come si intuisce immediatamente dalla storica foto che segue.

Preoccupanti avvisaglie del futuro crollo- circa 1959 (archivio arch. Flavio Cassarino).
Ma come si riuscì a ricostruire la merlatura? Come sono messe le altre merlature, verso il borgo Sotto e verso il tennis? A questi interrogativi ci impegniamo a rispondere in un prossimo articolo.
E cosa possiamo fare ora? L’invito che tutti gli Amici della Rocca vi caldeggiano è di provvedere alla SOTTOSCRIZIONE DELLA TESSERA AdR 2026, 10€ BEN SPESI per chi apprezza e desidera sostenerci nel perseverare nella ideazione ed esecuzione di lavori di ripristino, restauro e valorizzazione culturale, come in questi anni abbiamo sempre portato avanti (consolidamento del Ponte di Fuga, restauro degli affreschi della torre sud-orientale della rocca, progetto e ripristino del movimento dei Matèi, digitalizzazione dell’Archivio Storico Soncinese…e molto altro ancora).
Per richiedere o rinnovare la tessera basta cliccare sul nostro logo con sovrapposta la scritta rossa “2026” che trovate in alto a destra del nostro blog. Se preferite il contatto diretto, basta incrociare un qualunque membro del nostro direttivo: Paola Cominetti, Mauro Belviolandi, Anna Comendulli, Gianfranco Maina, Marisa Marchesi, Clotilde Grazioli , Antonio Ceribelli, Giuseppe Brescianini, Rosaria Secchi, Michele Grazioli. Da tre anni abbiamo consecutivamente superato il record delle 130 iscrizioni: contiamo su tutti voi per mantenerci su questi elevati standard!
Un caro saluto e alla prossima! Mauro Belviolandi