PIAZZA PIERO MANZONI: NON SOLO ROSE…

Piazza Piero Manzoni non è solo una delle più grandi ed ariose di Soncino: da quando è stata demolita la moderna appendice della scuola elementare, vulnerabilissima sismicamente e esteticamente indegna del contesto, questa piazza dona al visitatore un’immediata e promettente anticipazione delle emozioni che Soncino sarà in grado di offrirgli; e lo fa proprio al varco della porta di San Rocco (verso il Borgo Sera), affacciata sul naviglio, e a due passi dal rivellino della maestosa rocca sforzesca.

E’ per questo che, dopo i necessari contatti col comune, che ha concesso il suo placet, ci siamo presi l’onore e l’onere di sistemare la grande aiuola che appare ormai in uno stato di abbandono non compatibile con l’importanza della piazza, ma anche e soprattutto col monumento dedicato al nostro illustre concittadino, del cui nome può fregiarsi.

Ecco perchè abbiamo progettato questo intervento, ma non solo: lo realizzeremo anche, e provvederemo direttamente alla sua conservazione e manutenzione. Questo è il video-rendering del nostro progetto

Si può notare che il piedistallo, realizzato da Demis Martinelli (che evoca le famose basi magiche del Manzoni, le quali, nell’intento dell’artista, trasformavano chi vi saliva nell’opera d’arte stessa) ora è attorniato d’erba (o da ciò che ne è rimasto); il che è un problema, perchè qualunque tappeto erboso verrebbe distrutto dal passaggio di quanti, e sono tanti, vogliono assurgere ad identificarsi come opera d’arte. Per questo abbiamo previsto di contornare il rialzo esistente su cui appoggia l’opera, con una riquadratura di cubetti di Luserna, gli stessi del rialzo, confinandoli sul lato verso la scuola con una cordonatura sempre di pietra di Luserna.

Lo stesso trattamento verrà riservato alla zona centrale, dove insiste una grossa lamiera per l’accesso a una cameretta interrata sede dell’impianto di decompressione del gas: la striscia di terra tra lamiera e cordolo di pietra verrà pavimentata e contornata allo stesso modo.

Le due aiuole risultanti verranno lavorate e ben livellate, poi verrà steso un telo semipermeabile per impedire la crescita di erbe infestanti; sopra il telo verranno disposte due nuove linee indipendenti di canne gocciolanti che serpeggeranno attorno alle 340 piante di Rose Sevilliane (5 al mq); la corretta irrigazione sarà garantita da una centralina programmabile in grado di gestire le elettrovalvole di controllo del flusso irriguo (centralina ed elettrovalvole ci sono già e dovranno solo essere controllate); il tutto sarà ricoperto da uno spesso strato di pacciamatura.

Perchè la scelta delle rose? Perchè vogliamo cautelarci nei confronti di lordure di animali o anche per scoraggiare vandalismi o passaggi sulle aiuole. E perchè abbiamo scelto la rosa Sevilliana? Perchè è una rosa rustica molto bella, e pare sia la più usata in assoluto nell’arredo urbano europeo; è resistente e richiede poca manutenzione. Per il momento pensiamo a questo tipo, ma poichè verrà posata intorno a marzo del prossimo anno, c’è tempo per considerare altri tipi, e inoltre, ovviamente, saremo sempre aperti a eventuali suggerimenti da parte del Comune.

Le tempistiche? I lavori edili (pavimentazioni e cordonature in pietre di Luserna, predisposizione e/o sistemazione degli impianti idraulici ed elettrici, con posa di due faretti a fianco del piedistallo, ecc..) son previsti per ottobre/novembre. Le opere da giardiniere, che concluderanno il tutto, sono previste per febbraio/marzo 2021.

I soldi? I nostri soci, che non a caso superano il centinaio, spesso non si limitano al pagamento della tessera, ma poichè credono nella serietà e nelle capacità progettuali ed esecutive dell’associazione, spesso si prodigano in vari modi. In questo caso la progettazione e la direzione è a cura del direttivo; le opere edili, che sono la parte più onerosa, sono offerte dal nostro socio benemerito Primo Grazioli (impresa Bueto e C) . La fornitura e la posa dei faretti viene offerta dal socio Cesare Ruggeri, dell’omonima ditta di Impianti Elettrici. Le varie ditte che opereranno saranno coadiuvate dai nostri soci Ettore Guido Fanelli per le opere da giardiniere e da Renato Monfredini per le opere da elettricista; i lavori di periodica manutenzione saranno garantiti soprattutto dall’impegno di Ettore Fanelli, coadiuvato dai nostri soci Beppe Brescianini e Anna Comendulli.

Purtroppo, per il momento siamo ancora scoperti per circa 4500€, soprattutto per le opere da giardiniere, nonostante la ditta che probabilmente eseguirà queste opere e dovrà garantire l’attecchimento, ci abbia offerto un buon prezzo. Naturalmente contiamo entro marzo di godere di altri contributi volontaristici, perchè molte sono le iniziative che stiamo portando avanti, e senza l’aiuto di tutti ci sarebbe impossibile far fronte a tutti gli impegni economici. Contiamo presto di pubblicare un bell’elenco dei cittadini benemeriti che avranno voluto contribuire a questa iniziativa.

A presto,

Mauro Belviolandi

Soncino 1400: ogni giorno rischiavi di morire…dalle risate!

Pubblichiamo 5 minuti di una bellissima farsa dialettale (la durata completa è di un’ora), tutta soncinese, per testi, regia, sceneggiatura, attori e pubblico.

E’ stata presentata nella sala dell’oratorio San Paolo nel 1986.

“Le mèraviglie dèl munt”: il testo è di Angelo Losi e Chicca Grossi; la regia è pure di Angelo Losi, che è anche interprete di straordinario talento. Di grande pregio anche la prospettiva del “munt” (piazza Cabrino Fondulo, che i soncinesi chiamano ancora “èl munt“, perchè legata alla sede del Monte di Pietà, che per secoli operò nel nostro borgo): una quinta dipinta dall’artista soncinese Prospet Zuccotti e dalla figlia arch. Nadia.

Siamo a Soncino, nel “munt”, nella seconda metà del ‘400, e il borgo è onorato dalla visita del Duca di Milano (Nino Ghilardi) col seguito di dame avvenenti. Un aitante soncinese (Nicola Valcarenghi), ormai prossimo al matrimonio dopo 15 anni di fidanzamento, perde la testa per la figlia del Duca, l’altezzosa Euchessina (Rosaria Reali) sorella del principino Falqui; in realtà, invece di consumare una notte d’amore, cadrà in un rovinoso tranello che, oltretutto, comprometterà il rapporto con la futura suocera (Rosetta Maina) e con la promessa sposa (Michela Lombardi). Ma, grazie alla genialità di un trascinante concittadino (Angelo Losi), alla maestria di un vibrante mandolino (Michele Balacco), al calore di voce e chitarra del bravissimo Pino Gallina, il tutto si ricomporrà nel migliore dei modi.
Nota: nel sunto che appare all’inizio del video, compaiono due errate attribuzioni personaggi/interpreti, che l’autore ci ha gentilmente segnalato (Bibe non era il duca, ma il podestà di Soncino, e Rosaria era la figlia del duca)

I video delle farse dialettali ci sono stati gentilmente concessi dallo stesso gruppo che le ha ideate e interpretate, e costituiscono senz’altro un’importantissima testimonianza artistica che assolutamente non deve andare dispersa; esse occuperanno un settore ad hoc del nuovo sito AdR a disposizione di tutti, e ad esse attingeremo per estrarre brevissimi spezzoni che si integreranno nella spiegazione di molte espressioni vernacolari che saranno a supporto del Lessico Dialettale Multimediale Soncinese, a cui stiamo lavorando da tempo.

Buona visione,

Mauro Belviolandi

“L’albero ed io” di Guccini… in dialetto soncinese…

E’ evidente che il dialetto, al giorno d’oggi, esprime un “idioma” più limitato, subordinato e incalzato dalla lingua italiana; ma riteniamo che il limite stia solo nella sua ormai scarsa pratica e conoscenza, per la naturale dispersione di un gran numero di vocaboli ed espressioni legate ad aspetti di vita ormai inconsueti; e il semplice lavoro di traduzione, alla buona, del bel testo de’ “L’albero ed io” di Francesco Guccini, vorrebbe essere un piccolo esempio di quante risorse ancora possiamo attingervi.

“me è ‘l piantù”

Chi volesse, può anche vedere il servizio andato in onda sul TG delle 19 di CREMONA 1, lo scorso 22/04/2020.

Come evidenziato nel filmato, per noi il dialetto non è un’utopia; nè intendiamo impegnarci in fini disquisizioni linguistiche; e neppure riteniamo sia materia da studiare a scuola.

Pensiamo che sia un prezioso insieme di valori, trasmessi di secolo in secolo e di bocca in bocca, in questa piccola plaga affacciata sull’Oglio; valori che prescindono da considerazioni di tassonomia linguistica, ma che sopravvivono nel nostro sentire e nel nostro vivere.

E’ questo filone interiore, propriamente culturale, che andremo a cercare, convinti che sia essenziale che non si estingua, perché qui sì… che si può sicuramente parlare di nostra identità… e, come AdR, faremo tutto il possibile perché non si disperda.

Mauro Belviolandi

Qui sotto il breve servizio sul TG di CREMONA 1, alle 19 del 22 Aprile

Auguri!… con dialetto

Come da tradizione la nostra Paola ha creato una bella cartolina di auguri, quest’anno particolarmente doverosi.

Buona Pasqua! oggi esclamiamo, e oltre al valore essenziale di questo augurio, che ci richiama, credenti e non, al profondo significato spirituale che religione e cultura ci tramandano da millenni, non possiamo che augurarci che il suo significato letterale esprima realmente un passaggio, una transizione positiva, anche verso la risoluzione di questa terribile pandemia.

Noi comunque non esitiamo a portare avanti le tante iniziative ed oggi vorremmo presentare sinteticamente le funzionalità del nostro Lessico Multimediale Dialettale Soncinese, che è già stato implementato nel nuovo sito degli AdR; aspetteremo probabilmente più del previsto, prima di attivare il nostro sito: è già pronto da tempo, le funzionalità sono già tutte implementate, ma le attuali limitazioni al movimento ci impongono una sosta, perchè noi vorremmo che anche i contenuti (Soncino Tour, lemmi dialettali, digitalizzazioni dell’archivio storico, ricerche varie…) possano raggiungere una certa massa critica, tale da meritare la vostra considerazione.

esempio di utilizzo del Lessico Multimediale Dialettale sul nostro nuovo sito

Speriamo che questa anticipazione dia l’idea della complessità di questo strumento e venga apprezzata da tutti voi. L’obbiettivo, anche con adeguate semplici lezioni di scrittura e pronuncia, è di far sopravvivere e di incentivare l’uso di quella che fino agli anni ’60 è stata la lingua assolutamente dominante nelle nostre strade e nelle nostre campagne…

… e non dimenticate che sopravviviamo solo con le vostre tessere, dunque continuate ad iscrivervi!

Alla prossima, con un video anticipatore di Soncino Tour

Mauro Belviolandi

Terribile doppio colpo Beppe, sentite condoglianze

Un colpo veramente terribile ha raggiunto il nostro consigliere Beppe Brescianini: solo qualche mese fa ci ha lasciati il fratello Flaminio, classe 1951, e ora è la volta del primogenito Luigi, classe 1948; era in attesa di essere ricoverato in ospedale, per curare problemi che aveva da qualche tempo, ma purtroppo la situazione è precipitata.

Non ci resta che stringerci attorno a Beppe, in questa terribile accoppiata, sperando di essergli di qualche conforto ed esprimere a lui, alla moglie, al fratello e a tutti i famigliari le nostre più sentite condoglianze.

A nome di tutto il Direttivo,

Mauro Belviolandi

Don Achille: pensieri, parole ed opere.

Pensieri, parole ed opere… da quando mi è giunta la dolorosa  notizia della morte di Don Achille Baronio, di Vescovato, indimenticato vicario e “costruttore” del nostro Oratorio,  queste tre parole mi frullano in testa senza tregua, sia pur celate dietro le angustie di una forzata quotidianità.

Inoltre non posso sopportare l’idea che una persona così rilevante possa andarsene così, senza alcuna celebrazione, in questi maledetti tempi di corona-virus; per questo, pur senza una precisa investitura, mi sento in diritto e in dovere di condividere il dolore della sua improvvisa partenza e di consegnare pubblicamente la consolazione dei tanti ricordi che scandiscono a posteriori le tappe della nostra maturazione, grazie ai suoi insegnamenti e al suo esempio.

Non è facile trovare persone in grado di dispensare con positività  pensieri, parole ed opere, ma ancor più difficile è trovare chi aveva sempre fatto di pensieri e parole la premessa coerente e necessaria per  costruirvi opere importanti, concrete che, a loro volta, tornavano ad essere premesse di altrettanti nuovi progetti, e così via, con passo costante, con fiducia, o meglio con fede… sempre, anche quando molti di noi gli hanno girato le spalle.

No, non era precisamente un santo: il suo carattere forte e la sua ben nota decisione lo portavano a volte, per giusta causa, anche a qualche imprudenza, ma ciò nonostante,  non v’è dubbio che  don Achille abitasse nella ristretta comunità delle persone speciali.

È naturale, i ricordi si affollano  limpidi, e abbastanza  ampi da abbracciare i momenti più significativi  di un’intera generazione, e sembra impossibile che in soli 6 anni di permanenza a Soncino, abbia potuto lasciare una traccia così profonda e duratura…

Ora  vorrei affidarli  a qualche immagine muta, ma che poi tanto muta non sarà; immagini tratte dal suo archivio fotografico, di cui era gelosissimo, ma che tre anni fa volle consegnarmi per qualche tempo; la cosa mi stupì, ma più ancora mi stupii della sua risposta, quando gli chiesi cosa potevo fare delle sue fotografie: “ io ne sono geloso, ma tu fai ciò che ritieni meglio, di te mi fido”; non aggiunse altro, il tono perentorio, me lo ricordavo bene, era quello che non ammetteva repliche… e dunque eccone alcune:

No non era un santo, lui diceva che era un semplice prete, anche quando il vescovo voleva investirlo di un ruolo molto più importante, e lui rispose: “se vuoi che restiamo amici, lasciami fare “solo” il prete”.… e vien da chiedersi: qual’era la sua catechesi? Personalmente fatico a ricordare don Achille nei panni di un sofisticato predicatore impegnato in fini dispute teologiche; no, niente di tutto questo, solo il dovuto, o poco più;  ma se è vero che noi conosciamo e apprezziamo una persona solo quando veramente questa si apre, agisce e ti si svela in piena reciproca fiducia, così io penso che la sua profondità  fosse proprio lì,   in un limpido messaggio di umana rivelazione che, a ben vedere, è anche parte del messaggio di qualcuno che lo ha preceduto, e per il quale si è messo a servizio per tutta la vita.

L’oratorio San Paolo…: era quasi un rudere quando lui arrivò a Soncino, nel 1966; tanto che dovette accasarsi provvisoriamente a fianco di San Pietro Martire, un appartamento poverissimo, senza bagno e senza riscaldamento, come ci ricordò quest’estate, quando io e un comune amico lo prelevammo da Villa Flaminia, ed andammo a pranzare in un bel ristorante, appena fuori Cremona, sulle golene del Po.

Impressionanti i lavori che vennero fatti; ingenuamente gli chiesi: “ma chi finanziò la maggior parte dei lavori? La Diocesi? Il Comune?…”. Risposta secca: “Voi! La gran parte dei finanziamenti arrivò dai vostri lavori al bar del cinema e dei tornei notturni di calcio, dai biglietti venduti in gran quantità per tornei, pesche, feste e carnevali, e tante altre iniziative di cui i giovani dell’oratorio furono gli artefici principali…”. Non mancò di ricordare l’aiuto, sia pur molto secondario,  della parrocchia e di monsignor Luigi Affini e, contrariamente a quanto pensavamo, ci assicurò che monsignore gli diede sempre carta bianca. Importante anche l’aiuto dei privati, con donazioni varie, di molti volontari artigiani e operai e, aggiungerei, la scaltrezza e la bravura di don Achille che, con la sua verve, sapeva ottenere tutto a metà prezzo, se non meno, compreso l’apporto costante dell’arch. Roccatagliata di Bergamo, che curò progettazione e direzione lavori.

Guardate un po’ il prima:

… e confrontatelo al dopo:

Dicevo dei carnevali: tra una forchettata e l’altra, quanto entusiasmo traspariva dal suo sguardo nel ricordarci le interminabili serate, nelle stanze fredde dei lunghi inverni, a preparare i carri di carnevale e quanto calore in quella frenetica e generale operosità… fino all’esplosione della festa popolare nelle vie di Soncino, percorse da sfilate di gioia irrefrenabile, semplice, un rito che sembrava qualcosa di dovuto, forse quasi di immutabile, commovente e contagioso…

… e poi all’Oglio, con biciclettate al Grest, i giochi di ogni tipo, i tornei notturni, tornei di ping pong, tornei di biliardo, squadre di calcio, squadre di basket, squadre di pallavolo, e le corse alla colonia estiva di Monno, in alta Valcamonica, ed il ritorno il giorno dopo con la sua ‘500, per firmare un acquisto o per organizzare una serata di torneo, per poi ritornare in fretta ai monti… e così via.

La storia si tronca qui, improvvisamente: gli anni scorsi aveva superato un brutto infarto; successivamente era caduto, scendendo dal gradino di un altare, mentre celebrava la messa, e si ruppe il femore; ma la tempra era dura e si riprese lo stesso, pur fiaccato dai forti dolori e fece in tempo, poche settimane fa, a concelebrare il funerale del suo amico Ginetto Carniti, qui a Soncino; ma questa volta non ce l’ha fatta, e un’emorragia cerebrale lo ha stroncato in pochi giorni di ospedale, all’età di 84 anni.

Potrebbe sembrare scontato, e suonare forse un po’ retorico, affermare che ora lui vive in noi; ma tutti noi lo sappiamo, non si tratta di compiacenza celebrativa, è proprio così, lo attesta il brulicare dei nostri precisi ricordi, nella loro rassegnata e composta nostalgia, accompagnata da quell’incessante e motivatissimo refrain che segnerà sempre la sua presenza: pensieri, parole ed opere.

Mauro Belviolandi

Per altro, per chi volesse, questo è il link a un video che abbiamo voluto comporre per augurio a Orzinuovi, il paese più colpito del bresciano, ma anche a tutti noi, e non solo.

Caro Franco, sentite condoglianze

Purtroppo ieri è venuta a mancare Elisabetta Piovani, novantenne, mamma del nostro amico e consigliere AdR Franco Maina.

La notizia mi rattrista particolarmente perchè ho avuto direttamente a che fare con la cara Bettina, ed ho avuto modo di apprezzare la sua bontà e la sua generosità.

A nome di tutto il Consiglio Direttivo degli AdR, ci uniamo al dolore di Franco ed esprimiamo a lui e ai suoi familiari le nostre più sentite condoglianze.

Mauro Belviolandi

ANTICA ROCCA: UN NECESSARIO CHIARIMENTO

Premetto che, nei tempi duri del Corona virus, ci siamo chiesti se è opportuno mantenere attiva l’informazione sulle questioni storico/culturali soncinesi; volevamo almeno aspettare qualche tempo, in attesa di aria migliore; un recente articolo, apparso sulla provincia di ieri sull’Antica Rocca, ci impone però di essere molto chiari sulle nostre ricerche e sulle nostre eventuali modalità operative;  noi non abbiamo, e neppure ci sogniamo, di possedere alcun titolo sulla gestione di aree che riguardano solo i legittimi proprietari delle stesse in zona antica rocca, e il chiarimento si impone dunque solo perchè abbiamo avuto sentore di non poco allarme da parte delle proprietà. 

Di questa antica rocca sappiamo pochissimo, e siamo sostanzialmente a conoscenza solo di quanto il nostro massimo storico conte Francesco Galantino ci ha magistralmente lasciato già un secolo e mezzo fa (tre volumi documentatissimi); di sicuro la posizione dell’antico fortilizio era all’estremo sud orientale dell’attuale cinta muraria, verso Orzinuovi.

ZonaAnticaRocca

La domanda è:

perché gli AdR sono interessati a questo argomento?
Forse perché pensano che il sito possa diventare un’attrazione turistica?
ASSOLUTAMENTE NO! LO ESCLUDIAMO.

No perchè:

primo, lo riteniamo impossibile, visto che si tratta di proprietà private e in parte edificate;

secondo, perché quella zona non avrebbe alcun richiamo turistico, dato che probabilmente si potrebbero ritrovare, dopo onerosi scavi, solo qualche resto di muri e fondazioni e di eventuali cunicoli… e noi a Soncino abbiamo già ben altro da mostrare, a partire dalla nostra imponete cerchia muraria, per non parlare di rocca, chiese, ecc…;

terzo, perché già il comune soffre pesanti carenze di risorse per manutenere mura e rocca, figuriamoci se possiamo permetterci onerosissimi investimenti per demolizioni di edifici privati, espropri, scavi, formazioni di accessi non si sa da dove, ecc…; in questo caso sarebbe veramente inconcepibile.

IL NOSTRO SCOPO è invece quello di riuscire a rintracciarne i resti sommersi attraverso innocui sondaggi geoelettrici, in modo da identificare, anche solo parzialmente, la pianta dell’edificio ed offrirne a tutti, via web o su pubblicazioni,  una ricostruzione virtuale la più attendibile possibile.
Sarà una ricostruzione in 3D di grande effetto, che non si fermerà solo all’antica rocca, ma anche alla primissima cerchia del primo vero nucleo abitativo di Soncino.
Ci avvarremo di software molto avanzati per le ricostruzioni degli edifici, ma anche di tecniche GIS per la corretta modellazione orografica del territorio, in modo da disporre di dati scientifici precisi che rafforzeranno ancor più le nostre elaborazioni grafiche.

Questo è tutto, e speriamo di aver placato il comprensibile allarme dei legittimi proprietari, visto che appaiono evidenti i motivi per cui crediamo che nessuno possa mai ipotizzare di effettuare scavi o altro senza il loro permesso, e comunque noi mai certamente! Speriamo anche che non sia stata compromessa la loro disponibilità a concederci  di effettuare le nostre innocue prospezioni geoelettriche, che hanno il solo fine di offrire a tutti i soncinesi una fedele rappresentazione di un monumentale tassello della loro storia.

Con l’augurio che al più presto si torni a postare in tempi meno critici,  vi saluto cordialmente.

A nome del Consiglio Direttivo

Mauro Belviolandi

All. : articolo di ieri de’ La Provincia

RossiAnticaRoccaDemolizioni

STORIA MULTIMEDIALE SONCINESE

Tante iniziative, all’apparenza frammentate… e ci mancavano solo i sondaggi geoelettrici! Tranquilli… tutto si inquadra in un piano più vasto e rigoroso: LA STORIA MULTIMEDIALE SONCINESE.

Sarà un lavoro lungo e impegnativo, che ci occuperà non poco nei prossimi anni.
La piattaforma 3D Soncino Tour, Il Lessico Dialettale Soncinese, e la Digitalizzazione dell’Archivio Storico non sono strumenti fini a se stessi, ma saranno il potentissimo supporto di una nuova narrazione della storia del nostro borgo, che si avvarrà anche di impattanti immagini tridimensionali che ricostruiranno Soncino all’epoca del suo massimo fulgore (e cioè attorno al ‘500).

Presto inizieremo i sondaggi geoelettrici della zona dell’Antica Rocca, proprio nelle vicinanze dell’omonima via, così chiamata, molto opportunamente, sulla base dei testi dei grandi storici soncinesi dei secoli scorsi (uno su tutti, il conte Francesco Galantino); si tratta  cioè di quel terrazzo verde a sud dell’attuale asilo di S.Martino, già convento di Santa Caterina, che si affaccia sulle mura dell’estremo orientale del viale del monumento; ed è proprio lì che andremo alla ricerca dei resti interrati di mura e fondamenta.

Questi tipi di sondaggi, assolutamente non invasivi,  consentono di riconoscere i materiali interrati sulla base della differenza di resistività elettrica; i dati vengono trasformati in mappe tridimensionali e a colori, in modo da evidenziare anche le strutture murarie in profondità; software dedicati, provvedono automaticamente a trasformare i dati in volumi ben rappresentativi; tutto questo sarà essenziale per una non arbitraria ricostruzione tridimensionale dell’antico fortilizio.

Abbiamo anche raccolto informazioni da uno dei residenti di quello stupendo terrazzo verde; si tratta del sig. Valter Bettinzoli, un dirigente dei gruppi alpini bresciani, già Sottocomandante  della 33° Batteria del Gruppo Artiglieria da Montagna “Bergamo”; Valter ci ha gentilmente segnalato la presenza di una antica struttura muraria a volto, sottopassante l’appezzamento, probabilmente riconducibile ad altri cunicoli individuati dai volontari del Borgo e Castrum Soncini; comunque sia, come nostro irrinunciabile principio etico, tutto quello che verrà trovato verrà sempre reso pubblico e messo a disposizione di tutti, senza eccezioni.

Sarà da lì,  zona del primo vero e proprio nucleo abitativo, che partirà la nostra originale narrazione, strumento accattivante, a disposizione delle scuole, degli studiosi e di chiunque sarà interessato.

A presto,

Mauro Belviolandi

Allegato: l’articolo di oggi di Andrea Arco, su La Provincia

antica rocca