EUTANASIA DI UNA GRANDE QUERCIA

Che si trattasse del riparo da un gelido vento invernale, o della rassicurante frescura della sua ombra, migliaia di amanti hanno goduto di quella speciale intimità che le sue lunghe fronde sapevano offrire, senza nulla richiedere in cambio; anche solo per questo, avrebbe meritato maggior attenzione.

Estratto04

Non le abbiamo staccato la spina, ma neppure abbiam fatto qualcosa e il termine “eutanasia”, sia pure in forma passiva, non è poi così improprio.

Era il 2015, quando denunciammo i primi sintomi ai vari enti; alla fine i consulenti botanici dissero di non preoccuparci… e nessuno infatti pare proprio che si sia preoccupato.

Eppure inviammo anche scatti di fori nel tronco da cui usciva un grosso insetto, forse un Aegosoma Scabricorne (così ci disse un esperto) piuttosto raro (è in molte liste rosse) le cui larve si sviluppano mangiando legno,  ma l’esperto ci disse anche che predilige legni più teneri, per cui scartava l’ipotesi che fosse la causa delle prime sofferenze (qui di seguito le foto scattate allora da Gionni).

Estratto03

La quercia respira ancora, a fatica, ma non si sa mai… noi cercheremo almeno di far inserire la spina, anche se per ora non ci siamo riusciti.

Saremo grati a chiunque ci potrà dare una mano,

Mauro Belviolandi

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IN FILANDA 60 ANNI FA: BABI RACCONTA…

La vertigine di un tuffo all’indietro… giù giù di sessant’anni … nello spazio di 2 minuti.

Questo ci offre Babi… con un primo breve viaggio nelle emozioni di un mondo che par di toccare con mano, ma che non c’è più.

Buona visione,

Alla prossima puntata del racconto di Babi,

Mauro Belviolandi

LayoutFilanda

 

SONCINO TOUR 04: TORRI-AFFRESCHI-ROCCA

ALTRO PICCOLO TASSELLO DI SONCINO TOUR: PANORAMA DALLO SPALTO SUD-EST

In fondo al post potete visualizzare anche gli altri panorami sferici finora pubblicati; ricordo che faranno parte di una sezione del nostro nuovo sito (che utilizzeremo fra qualche mese); la sezione si chiamerà SONCINO TOUR, e lì si potranno visualizzare i luoghi più importanti e suggestivi, ma anche attingere notizie storiche e artistiche…

Colgo l’occasione, a nome di tutto il consiglio direttivo degli Amici della Rocca, per porgere i migliori auguri di BUONA PASQUA (composizione Paola)

Auguri

Mauro Belviolandi

ECCO LE ALTRE FOTO SFERICHE FINORA PUBBLICATE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

QUIZ03 – SOLUZIONE E VINCITORI

Stavolta era veramente moooolto difficile indovinare! Lo dimostra il gran numero di richieste private di aiuto e di chiarimento, a fronte di poche e coraggiose risposte.

I tigli inquadrati ora non ci sono più, e la porzione di foto ritagliata non dava grandi indicazioni… ma c’è sempre qualcuno che stupisce per rapidità di reazione e colpo d’occhio veramente formidabile: il meritatissimo vincitore è stato Roberto Toninelli, la cui famiglia è nota ai soncinesi per essere stata titolare della storica locanda Il Cannon d’Oro, della cui insegna riportiamo una suggestiva immagine dell’aprile del 1964, in via Lanfranco Goto:

CannonD'0ro

Gli altri vincitori sono il solito implacabile Gianbattista Cavalli, che è largamente in testa nella classifica complessiva, avendo conseguito un primo e due secondi posti; questa volta, a pari merito metterei Angelo Giovinetti, non precisissimo nella collocazione, ma ha fornito anche una data, cosa importante per l’interessante interpretazione della foto, come vedremo in seguito. Grazie anche a chi ha dato risposte, pur non essendo certo di aver individuato il luogo: questo è il bello del gioco.

Ma veniamo alla foto intera, che chiarirà perfettamente a tutti il punto di vista della foto-Quiz :

FotoBR

qui riportiamo la stessa foto col riquadro del quiz e, di seguito, anche la stessa immagine ripresa oggi da Paola:

FotoBRconRiquadro

VistaOggiPaola

Si tratta quindi di via Padre Zanardi; il ritaglio del quiz riprende in primo piano il muro che divide la via dalla attuale proprietà e abitazione della famiglia Cavalli, poco a est dell’imbocco di via Stazzi; l’uomo che si intravede col cappello sul marciapiede si troverebbe praticamente davanti all’attuale agenzia immobiliare, ma non pensate di intravedere Massimo e Alessandra!

ASPETTI MOLTO INTERESSANTI DI QUESTA FOTO

Stabilire la data dello scatto ci porta all’esame di alcune singolarità di questa ricca immagine.

RiquadroMargiotta

Osservando la parte destra  possiamo affermare che sia stata scattata prima del 1958: infatti si intravede la saracinesca del garage delle corriere Margiotta (e questa la ricordiamo quasi tutti, perchè demolita solo una ventina di anni fa); ma subito dopo, tra il garage e l’attuale muro dell’immobiliare, non appare l’imbocco di via Stazzi; questa via è stata realizzata per servire, da un lato, la casa del noto imprenditore edile Pierino Cavalli (lato est di via Stazzi) e dall’altro le villette sul lato ovest, che cominciarono ad essere edificate nel 1958 (informazioni Teresa Businaro e Bibe Reali). Fino ad allora tutta l’area era occupata da un grande campo di proprietà Margiotta, e si accedeva da via Padre Zanardi attraverso un cancello privato, giusto per poter raggiungere l’unica abitazione in cui viveva la famiglia Margiotta; nella foto si nota chiaramente la proiezione dell’ombra dei cancelli semiaperti, proprio dove ora ha inizio via Stazzi.

Prima del 1958, ma quanto prima? La risposta sicura ce la dà la strada e il muro sul lato opposto!

Infatti notiamo innanzitutto che non ci sono rotaie sulla strada:

RiquadroNoRotaie

e, sul lato opposto, si intravede un lungo muro di mattoni pieni, in fase di demolizione: si trattava della stazione delle Tranvie.

RiquadroMuroDemoliz

Le ultime rotaie in via Padre Zanardi furono quelle della linea tranviaria Brescia-Soncino, soppressa nel 1950 e le rotaie furono tolte nel ’52; la stazione tranviaria di Soncino è ben riportata in questa nota immagine di oltre un secolo fa, che evidenzia anche le citate rotaie, non più presenti nella foto del quiz:

StazioneTram

Possiamo quindi concludere, sulla base di tutti gli elementi esposti,  che la foto del nostro quiz sia stata scattata tra il 1953 e il 1957.

 

Una non trascurabile osservazione: come abbiamo visto, molto si può ricavare dall’esame di uno scorcio del nostro borgo, da un suo angolo qualunque in un giorno indefinito, sia che si tratti dello sviluppo urbanistico di un Borgo Sera che avanza, che di una Soncino sorprendentemente nodale, in un intreccio di importanti collegamenti stradali e ferroviari; sappiamo anche che da questa singolare e importante posizione in cui la storia l’ha collocata, non sono maturati proporzionali sviluppi in termini di leadership economica territoriale; altre realtà, più o meno vicine, hanno invece eroso, per interessi campanilistici, quanto la storia sembrava volerci riconsegnare, dopo i fasti del basso medioevo e degli albori rinascimentali; per questo, nelle nostre iniziative, cogliamo volentieri l’occasione di promuovere, nel nostro piccolo, conoscenze e prospettive che possano dare profondità e visione anche alla scelte che l’attualità ci impone di assumere; chissà che essere consci del nostro passato possa essere guida per il nostro futuro.

CURIOSITÀ: FERROVIA E TRANVIE SONCINESI

Forse non tutti hanno perfettamente idea delle linee tranviarie e ferroviarie che hanno interessato Soncino. Per questo le riassumiamo brevemente, ricordando che sul web si trova ampia documentazione (ad esempio https://it.wikipedia.org/wiki/Tranvia_Brescia-Soncino e altri siti analoghi).

Specifichiamo che per tranvie (dall’inglese Tram-Way) si intendono mezzi su rotaia, come le ferrovie, ma con una circolazione su strade aperte anche ad altro traffico, per cui normalmente erano più lente e leggere delle ferrovie.

Tre furono le tranvie soncinesi:

1 – Tranvia Lodi-Crema-Soncino (dal 1881 al 1931):

TranviaLodiSoncino

2 – Tranvia  Bergamo-Soncino (dal 1884 al 1931):

Tranvia_Bergamo-Soncino

3 – Tranvia  Brescia-Soncino (dal 1881 al 1950, binari tolti nel 1952):

TranviaBresciaSoncino

La stazione delle Tranvie era posta in via Padre Zanardi, allora indicata  come via Borgo Sera (vedi fotografia sopra riportata) ed era raccordata alla stazione ferroviaria soncinese.

La stazione della ferrovia era posizionata in fondo all’attuale via don Minzoni; ne riportiamo un’immagine tratta dall’archivio Corbani:

StazFerrovia

La linea, che consentiva di raggiungere Edolo a nord, e Cremona a Sud, venne inaugurata nel 1932 e fu soppressa  nel 1956; arrivava da nord attraversando l’Oglio su un ponte ferroviario (detto ponte nuovo, perché ricostruito dopo i bombardamenti bellici) all’altezza dell’attuale oasi dei pensionati; proseguiva verso ovest girando al largo del cimitero e attraversando a livello via Bergamo, per poi entrare in stazione dopo aver sfiorato la “santella” della Madonna del Serraglio (ancora presente al centro di largo Manzella).

800px-Mappa_ferrovia_Cremona-Iseo

Alla prossima,

Mauro Belviolandi

QUIZ03 – UNA GIORNATA SPLENDIDA… MA DOVE?

A gentile richiesta, come si diceva un tempo, eccoci arrivati al terzo quiz

Dove eravamo?

Gente rilassata, ben vestita, siamo a Soncino, gira parecchia gente… una splendida giornata di sole…

ma dove precisamente???

e quando? (facoltativo)

rispondete sotto, nei commenti, potete fare anche tutti i tentativi che volete… contano solo le risposte giuste!

ERA VERAMENTE DIFFICILE – MOLTI CI HANNO CHIESTO UN AIUTO:

ECCO L’AIUTO

AiutoScoperto

Teniamo aggiornata la classifica delle risposte ai quiz, c’è già chi avanza alla grande… ma la corsa avrà molte tappe… e bisogna vedere alla fine!

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Ricordiamo quanto scritto in precedenza:

Dovete scrivere le risposte nei commenti a questo nostro post, in fondo a questa pagina; potete anche porre delle domande, per essere aiutati… Non sono ammesse risposte sui social (facebook, ecc…) perchè ci sarebbe solo confusione per la loro dispersione nei vari siti.

Il luogo deve essere identificato con precisione; per esempio, se si trattasse di una foto sul lumachino, non sarebbe valido dire “siamo in rocca, o al castello”, oppure “su una torre del castello”… capito? 🙂

La soluzione del quesito verrà pubblicata fra un po’ di tempo, indipendentemente dal fatto che qualcuno abbia risposto correttamente o meno; grazie ad antiche foto, mostreremo meglio il luogo dove è stata scattata, ed anche la stessa zona ai nostri giorni; in ogni caso faremo i complimenti alle persone che un po’ ci avranno preso… o che avranno perfettamente indovinato.

Buon divertimento!

UNO SGUARDO SPECIALE DAL LUMACHINO…a 543 anni dalla sua costruzione

Ci vorrà ancora qualche mese per preparare la primissima parte di SONCINO TOUR; la pubblicheremo sul nostro nuovo sito, perchè nel frattempo ne stiamo preparando uno nuovo, in grado di accogliere le app più avanzate.

Intanto, saltuariamente, speriamo che gradiate l’anticipazione di qualche panoramica sferica sulla nostra pagina  facebook, a cui potete accedere anche da qui.

Quando attiveremo quello nuovo, non ci sarà più bisogno di accedere via facebook, perchè troverete sul nostro sito tutte le panoramiche, con tutti gli strumenti di navigazione, ben organizzate, ma anche molto, molto di più…

Ed ecco la panoramica di oggi: uno sguardo dal lumachino, il punto più alto della nostra rocca, dove la parola “alto” non ha solo valenza altimetrica, perchè non tutti sanno che il lumachino è un vero capolavoro di genialità, come qui di seguito vi illustrerò brevemente; ma intanto forza! affacciatevi a questo balcone, come abbiamo sempre potuto fare fino a una ventina di anni fa…

Sì! il lumachino è veramente un piccolo gioiello; ogni gradino è costituito da due strati di mattoni; lo strato superiore, particolarmente usurato e scavato da un calpestio plurisecolare, è fatto da mattoni disposti di taglio; lo strato inferiore è costituito da mattoni messi di piatto, e il tutto è tenuto assieme dall’antica malta di calce idraulica…

ElicaGradiniFoto

….fin qui niente di eccezionale, se non fosse che sotto questa rampa non c’è nulla che “la tenga su”! Ma dove appoggiano questi gradini? come fanno a star su? Non possono essere a sbalzo dal muro cilindrico, perchè laterizi e malte non possono stare a sbalzo, non resistono a flessione, ma solo a compressione; neppure c’è un pilastro o un appoggio centrale… la risposta è semplice: appoggiano su se stessi! sono disposti a elica, con gran maestria: in parte, sull’esterno, appoggiano sul muro cilindrico; poi la prima parte, a metà gradino, appoggia per una piccola fascia sul gradino sotto e, a sua volta, fa da appoggio al gradino sopra; infine la parte centrale, la più difficile, la più sottile e la più inclinata,  è smussata in modo da formare un sottile pilastro a forma di elica verticale, la cui inclinazione è tale da trasformare il flusso tensionale in sole azioni di compressione, perchè la flesso-torsione complessiva sull’elica viene assorbita dalla cerchiatura laterizia cilindrica al contorno… …difficile da fare col cemento armato e con l’acciaio, figuriamoci con dei mattoni!

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Eppure questa piccola chiocciala ci sta a guardare da più di cinque secoli e, nonostante l’inesorabile scorrere del tempo, le ingiurie atmosferiche e l’incuria delle genti, sembra dirci, mentre la risaliamo: “prova tu a costruire un’elica con soli mattoni; se proprio ci riesci, e ne dubito, mettila alle intemperie, al caldo estremo del sole estivo, all’acqua delle miti stagioni e al gelo dei lunghi inverni; infine mettiti comodo e  tranquillo, aspetta 500 anni… e poi mi dirai cosa ne pensi!”

Gli Amici della Rocca hanno da tempo raccolto questa sfida, e non molleranno l’osso finchè non si riuscirà a restituire questo piccolo “alto” capolavoro al libero e sicuro accesso di tutti i soncinesi, come tradizione vuole…

…però voi soncinesi, non dimenticate di iscrivervi agli Amici della Rocca… è il minimo!!!!

A presto,

Mauro Belviolandi

Stampa e disegno originale del Bagetti: momenti da rivivere (parte prima)

 

Nuda e imponente, la nostra Soncino, ma anche triste e inerme… mentre le truppe dell’esercito napoleonico, in una inquietante atmosfera di innaturale tranquillità,  procedono senza colpo ferire ad occupare l’abitato.BagettiEstrattoStampaDaEbay02

Parte del contingente arriva dalla strada per Pizzighettone [così denominata sul disegno – cioè passano davanti a Santa Maria delle Grazie] e si dividono al bivio del Borgo Sotto.BagettiDisegno-angoloGalantino-BorgoSotto

Una colonna procede per l’attuale via Galantino e entra in Soncino dalla porta di Borgo Sera.BagettiDisegno-IngressoBorgoSera

Una lunga e più consistente colonna di fanteria e cavalleria devia verso il Borgo Sotto per entrare dal bastione di San Giuseppe [al monumento]…BagettiDisegnoBorgoSottoSanGiuseppe

…mentre il grosso del contingente prosegue invece di lato sull’attuale via Fabio Filzi e, tagliando l’area ora occupata dall’elegante edificio de’ La Cantina, punta dritto verso la Madonnina dell’Oglio, per poi dirigersi verso Brescia.BagettiDisegno-VersoMadonnina

C’è poco da stare allegri in questo 24 maggio del 1796, e Soncino pare trattenere il fiato: si è nel pieno della sanguinosa Prima Campagna d’Italia e i francesi, al comando di un giovanissimo Napoleone Buonaparte, sono all’attacco delle postazioni austriache; le truppe francesi, reduci da estenuanti marce e da dure vittoriose battaglie in Liguria, in Piemonte e nella Lombardia occidentale, hanno già subito migliaia di perdite; stanno avanzando contro l’esercito austriaco, che cerca di riprendere posizione oltre la linea del Mincio; poco prima dell’alba dello stesso giorno, scrive il Bagetti in un comunicato al Depôt de la Guerre a Parigi, le stesse retroguardie francesi hanno messo a ferro e fuoco il comune di Binasco, perché pare che la popolazione abbia parteggiato per gli austriaci.

Morel-IncendioBinasco

 [P.Morel – punition exemplaire…. Bagetti fece scuola, e P. Morel è uno dei pittori incaricati, molti anni dopo attorno al 1830, dal Depôt de la Guerre,  di trarre degli acquerelli dalle vedute del Bagetti]

 

Si può ben capire che non c’era proprio da scherzare! E la stupenda veduta di Soncino, quasi aulica ad uno sguardo distratto,  rende invece tutta la drammaticità del pericolo incombente, espresso dal contrasto fra la monumentale bellezza compositiva e il minaccioso incedere, ordinato e ineluttabile, quasi meccanico, di un esercito che pare inarrestabile.

Tutti conosciamo questa bellissima stampa, perchè le copie riprodotte negli anni ’60 a cura della Pro Loco, campeggiano sulle pareti di molte case soncinesi. La figura che segue è uno dei tanti esemplari che circolano, principalmente in Italia e in Francia…

BagettiStampa

…ma noi siamo riusciti a scovare l’unico esemplare, disegnato a matita (di cui si intravedono alcuni tratti) e ripassato a “penna bruna”, con tanto di annotazioni esplicative autografe; si tratta dell’originario capostipite, che ha poi dato vita a un complesso ciclo realizzativo, con stupendi Tableaux acquerellati  che fecero da base per le incisioni a bulino su rame, realizzate al “dépôt Général de la guerre” presso Parigi; anzi, più che scovarlo, ci è arrivato dritto dritto in casa: si tratta della copia del disegno originale di Giuseppe Pietro Bagetti ,  al seguito dell’armata francese che il 24 maggio del 1796 si apprestava ad occupare Soncino e ad attraversare l’Oglio.                               BagettiDisegnoBR

Il disegno è custodito nell’archivio della GAM (Galleria d’Arte Moderna di Torino). Già da parecchio tempo avevamo individuato il punto di vista esatto utilizzato dal Bagetti, per tracciare i primi rapidi schizzi, e poi per comporre la versione definitiva della suggestiva veduta: non avevamo alcun dubbio che Bagetti si fosse portato sul piano campanario del campanile di Santa Maria delle Grazie, e ci siamo andati anche noi.

AngoloVisivoDaFotoEstratto

Proiettando le immagini su un aerofotogrammetrico, siamo riusciti anche a misurare numericamente la precisione di tutta la rappresentazione (e quindi anche delle piccole imperfezioni dell’impianto prospettico); abbiamo esteso l’esame ai monumenti ma anche all’orografia, tracciata con chiarezza sorprendente a coronamento dell’abitato.

Ma, andiamo con ordine, e chiediamoci: chi era il “capitain ingénieur géographe artiste”  Giuseppe Pietro Bagetti? Non certo uno qualunque se lo stesso Napoleone Buonaparte nel 1811 lo insignì della Legion d’Onore e successivamente gli conferì una medeglia d’oro al Salon de Paris. Perchè la dottoressa Virginia Bertone, direttrice della Galleria d’Arte Moderna di Torino e massima esperta italiana del Bagetti, ci ha gentilmente inviato il file del disegno del Bagetti, con anche alcuni specifici particolari, e ha espresso il desiderio di venirci a trovare direttamente a Soncino? In che modo Bagetti eseguì questo famoso disegno? Se avrete la pazienza di leggere la seconda parte di questo nostro studio, vi daremo tutte le risposte… e vi metteremo a conoscenza di una nostra singolare iniziativa che potrebbe interessare ognuno di voi [segue]

Mauro Belviolandi