QUIZ 02: I LUOGHI E I VINCITORI!

Soluzione

La foto da indovinare era questa:

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Molto difficile… indubbiamente; anche se le inferriate curve, molto caratteristiche e ancora identiche oggi, su finestre che vediamo tutti i giorni nella via principale di Soncino, rendevano non impossibile l’impresa di riconoscerle…; ci vuole molto occhio, ed è per questo che facciamo i complimenti vivissimi a  Annamaria Carniti, che, dopo pochi minuti dalla pubblicazione, sbaragliava tutti con la risposta esatta! (abbiamo aspettato qualche giorno a pubblicarla per lasciare anche agli altri il piacere di indovinare).

Che la cosa fosse difficile è dato dal fatto che i primi tentativi sono andati a vuoto, e molti hanno inviato mail chiedendo aiuto… altri hanno posto domande via FaceBook, ma come abbiamo detto, lì si disperdono…. Per questo abbiamo pubblicato questo “aiutino”:

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Qui si vedono le forme delle finestre e si intravedono i cornicioni; inoltre si scorgono delle piante dietro l’angolo e ci sono molti elementi in più per capire…, e in effetti, a questo punto, alcuni hanno indovinato;  ma veniamo alla foto storica tutta intera, trovata nell’archivio del Castello Sforzesco di Milano, e confrontiamola con lo stato attuale:

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Le focali di Street View sono molto diverse, ma non c’è alcun dubbio che si tratti dell’attuale locanda Antica Rocca, angolo via Borgo Sera-Via Cesare Battisti.

Al tempo, negli anni ’30, era un vero e proprio albergo, Aquila d’Oro per l’appunto, e possiamo dire che la conformazione dell’edificio così come le finestrature  e i fregi di contorno, appaiono del tutto simili allo stato attuale; altrettanto possiamo dire dello scorcio delle porte, con lo sfondo della torre civica e della Pieve….; Soncino ha saputo mantenere intatto il suo fascino, o quasi…

Bellissima l’immagine delle persone, tutte prese dalla grande novità di un fotografo che li avrebbe immortalati, e chissà che, in quel gioioso anonimato, qualche “bimbo” possa ancora ricordarsi e riconoscersi! La torre ci consegna l’orario delle 15.40, le ombre ci dicono che potrebbe essere maggio… l’anno? potrebbe essere il ’36, o giù di lì.

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Ed ecco i vincitori, nell’ordine:

Annamaria Carniti (a tempo di record), Tita Cavalli (complimenti! la scorsa volta è stato il primo, ora si è distinto con un brillante secondo posto); seguono Giuseppe Casagrande e Giuseppina Pizzoccheri.

Complimenti a tutti, compresi quelli che, nello spirito del gioco, hanno comunque tirato a indovinare… e appuntamento al mese prossimo, visto che Paola sta già frugando nelle antiche carte…

Mauro Belviolandi

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DOVE ERAVAMO? SECONDO QUIZ!!!!!!

Dove eravamo?

Viva il duce, viva il re!… di sicuro non è roba dell’altro giorno… altri tempi… ancora poco e una tempesta spaventosa si sarebbe abbattuta sull’Italia, Soncino compresa… trasformando quelle acclamazioni in disperate urla di dolore…

Potrebbe sembrare un quiz per soli over …anta, ma non è così! Tutti potreste riconoscere il luogo.. ancora perfettamente esistente e praticamente identico!

Per questo anche i più giovani possono riconoscerlo, forza dunque!

PRIMO AIUTO

Molte mail che ci chiedono un aiuto: il quiz è un po’ difficile, e allora allarghiamo il campo… però scrivete le risposte solo qui sotto, dove ci sono i commenti…; evitate se possibile di inviare mail (gli altri non le vedono) o commenti su FaceBook (si disperdono)

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ECCO SOTTO LA RIPRESA UN PO’ ALLARGATA!

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Ricordiamo quanto scritto in precedenza:

Dovete scrivere le risposte nei commenti a questo nostro post, in fondo a questa pagina; potete anche porre delle domande, per essere aiutati… Non sono ammesse risposte sui social (facebook, ecc…) perchè ci sarebbe solo confusione per la loro dispersione nei vari siti.

Il luogo deve essere identificato con precisione; per esempio, se si trattasse di una foto sul lumachino, non sarebbe valido dire “siamo in rocca, o al castello”, oppure “su una torre del castello”… capito? 🙂

La soluzione del quesito verrà pubblicata fra un po’ di tempo, indipendentemente dal fatto che qualcuno abbia risposto correttamente o meno; grazie ad antiche foto, mostreremo meglio il luogo dove è stata scattata, ed anche la stessa zona ai nostri giorni; in ogni caso faremo i complimenti alle persone che un po’ ci avranno preso… o che avranno perfettamente indovinato.

Buon divertimento!

Paola Cominetti

SANGUE NEL LETTO! E SUI MURI DI S.MARIA…

Stiamo lavorando alla realizzazione di una RAPPRESENTAZIONE TRIDIMENSIONALE “ATTIVA” dei monumenti soncinesi, per consentire a chi guarda sul pc o sul cellulare, di ingrandire e ruotare come se fosse sul posto e avesse le ali,  sia l’esterno che l’interno… ; desideriamo offrirvene un piccolo assaggio, molto incompleto, privo delle funzioni essenziali, per le quali ci vorrà tempo; andate sulla nostra pagina Facebook oppure cliccate sull’immagine sottostante; dovete solo entrare e scorrere a piacimento…

MA LE INTERAZIONI 3D NON BASTANO!

noi vorremmo che la percezione dei nostri monumenti non si riduca a pura e semplice sensazione estetica, a un semplice “che bello!”, quasi fossimo distratti turisti in casa nostra! Per questo è indispensabile  dare a tutti, con immediatezza e facilità, anche le informazioni necessarie per apprezzare con consapevolezza  i significati storici, architettonici, artistici, religiosi.. in una parola, culturali, dei nostri importanti monumenti…

Solo allora, assieme alla grafica accattivante e interattiva, potremo ritrovare il motivo per cui, all’ingresso di Santa Maria, c’è un santo che uccide a pugnalate i suoi genitori nel loro letto….

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… e perchè questo putto è in prezioso marmo di Carrara (e si vede) mentre questo “repositorio” è marmo di Candoglia, lo stesso con cui è costruito il duomo di Milano… fornito dalla stessa fabbriceria del Duomo…

…perchè sul sepolcro di Massimiliano Stampa c’è la firma di Giulio Dongiono, mentre  il progetto era del ben più famoso Cristoforo Lombardo?…

…e cosa c’entra Ottaviano da Sangallo,  priore del nostro convento,   con la storica processione, di portata storica rilevantissima e rappresentata dai più grandi artisti di tutto il mondo, che vide sfilare l’imperatore Carlo V e papa Clemente VII a Bologna, e che ritroviamo nell’ultima cappella di sinistra?…

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Insomma, c’è chi insegue la forma e chi la sostanza; noi, con modestia, ma con determinazione, vorremmo provare a coniugarle entrambe.

Occorre un po’ di pazienza, e forse anche un po’ del vostro sostegno.

Da parte di tutto il direttivo degli Amici della Rocca, rinnovo i migliori auguri di buon Natale e di felice 2018,

Mauro Belviolandi

 

DIFFICILISSIMI AUGURI, ma…

Sono proprio “difficilissimi” gli auguri che richiederebbe l’immagine del lumachino per trasformarsi, da progetto, in realtà!

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La difficoltà non sta nel mettere la stretta chiocciola in sicurezza, che pure non è cosa semplice.

Non sta neppure nella realizzazione della copertura del lumachino, in modo da impedire che acqua e neve scendano dalla ripidissima scala e danneggino la nostra stupenda torre cilindrica: se non va bene in un modo, se ne possono studiare altri… anche se noi pensiamo che quello che proponiamo sia il più semplice, il più efficace e il più simile alle copertura dell’epoca, come si vede, ad esempio, in questa antica rappresentazione della sommità della fortezza di Livorno.

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La vera difficoltà sta nell’avere il permesso della Soprintendenza, che non ci ha detto di no, ma neppure di sì… Noi però non abbiamo desistito, teniamo duro, e ancora ci proviamo, anche se ci rendiamo conto che siano necessari TANTI DIFFICILISSIMI AUGURI… https://amicidellarocca.org/2016/11/04/lumachino-si-parte/

Comunque, se alla fine non riusciremo a convincere la Soprintendenza, ci aspettano TANTI ALTRI PROGETTI DI RESTAURO, di cui la nostra rocca e gli altri monumenti soncinesi hanno estremo bisogno e già ci stiamo muovendo, in varie direzioni.

Intanto ci rinfranchiamo chiudendo l’anno con la conclusione del restauro conservativo degli affreschi della torre sud orientale della rocca https://amicidellarocca.org/2016/03/31/operazione-restauro-affreschi/ ; un lavoro davvero importante ed efficace quello realizzato dai fratelli Mariani: quelle che qui vedete non sono stelle…

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un lavoro finanziato anche da tanti soncinesi, oltre al sostanziale apporto degli Amici della Rocca, del comune e degli sponsor Fondazione Banca Popolare Crema per il Territorio, l’impresa Bueto, di Primo Grazioli e la ditta Iter, di Emilio Merlo; un restauro “sotto traccia” è il caso di dire, che punta alla durata, in linea con lo spirito e i criteri che hanno caratterizzato il nostro consolidamento del ponte di fuga; lo illustreremo con un bel filmato che proietteremo in filanda, LA SERA DEL 2 FEBBRAIO, in una serata che ci vedrà sostenuti anche dalla corale San Bernardino.

In questa annata abbiamo anche dato inizio al progetto AntiSpam, cioè la sistematica raccolta di cartacce e rifiuti abbandonati nei luoghi tipicamente turistici  https://amicidellarocca.org/2017/03/14/operazione-anti-spam/

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avremo modo di parlarne in dettaglio fra non molto, perchè l’iniziativa vuole avere sviluppi, per incidere positivamente sul senso civico collettivo.

Abbiamo anche dato inizio a “DOVE ERAVAMO…”, una sorta di Quiz, sfidando i soncinesi a riconoscere luoghi suggestivi e di altri tempi…

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con l’intento di dare profondità e conoscenza alla nostra visione di Soncino, spesso superficiale e troppo ancorata  al presente… Simpatiche e istruttive le interviste a chi quei luoghi li ha direttamente vissuti  https://amicidellarocca.org/2017/12/11/soluzione-primo-quiz-con-filmato/

Segnaliamo che prosegue anche l’OPERAZIONE DRONE e cioè l’acquisizione di importanti filmati degli angoli più caratteristici e suggestivi di Soncino

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Non si tratta di aggiungere immagini a immagini,  bensì di avere prezioso materiale e documentazioni originali per favorire possibili ambiziosi progetti di restauro…

Da ultimo ricordiamo che chi crede nell’utilità della nostra azione e vuole fattivamente sostenerci, può già iniziare a sottoscrivere la tessera per il 2018: si tratta dei soliti 10 euro annuali (ma anche più, se qualcuno volesse darci una maggior spinta…) che possono essere consegnati direttamente a qualunque membro del direttivo (Mauro Belviolandi, Marisa Marchesi, Grazioli Michele, Carla Peri, Mary Brocchetti, Paola Cominetti, Franco Occhio, Marika Oprandi), che poi provvederanno a consegnarvi la tessera, in formato cartaceo o digitale; è possibile anche con bonifico bancario agli Amici della Rocca, iban: IT62A0503457172000000002106

A proposito di digitale, annuncio che stiamo allestendo un nuovo sito internet, grazie all’aiuto della ditta Divisible Odd, del nostro vicepresidente Michele Grazioli; sarà più aggiornato e potente dell’attuale, che verrà appunto sostituito; tra le novità, che non mancheremo di illustrare, ci sarà la possibilità di sottoscrivere e pagare la tessera direttamente via rete, con le modalità ormai diffuse e ben conosciute per gli acquisti online.

Non mi resta che augurare a tutti, a nome del consiglio direttivo e con le immagini della nostra bravissima grafica Paola Cominetti,

i più calorosi auguri di buon Natale e di felice 2018

Mauro Belviolandi e tutto il Consiglio Direttivo

AuguriPaola

 

 

Soluzione Primo quiz (con filmato)

Troppo bravi! Temevo che Paola avesse posto un quesito troppo difficile, e invece…; già subito dopo un’oretta l’avv. Tita Cavalli ha individuato perfettamente il luogo e “passerà alla storia”(!) per essere stato il primo vincitore del primo quiz degli Amici! Successivamente si sono distinti Angelo Giovinetti, Gianmario, Demis Martinelli e infine Giuseppe Gasagrande; un plauso anche a chi non ha individuato il luogo, ma ha semplicemente tirato ad indovinare cogliendo perfettamente lo spirito giocoso dell’iniziativa.

Molti hanno dato risposte private via mail, oppure hanno chiesto spiegazioni privatamente; ribadiamo che il bello del gioco sta anche nell’azzardo di risposte anche se poco convinte, ma visibili a tutti.

Le due immagini mostrano la situazione di allora e quella attuale, e di seguito descriveremo meglio i luoghi grazie all’aiuto filmato di due soncinesi doc.

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Il severo torrione, il naviglio, le abitazioni dei bastioni Baradello (sulla sinistra) e di via Cesare Battisti ( in fondo al naviglio) sono i capisaldi che uniscono senza ombra di dubbio le due immagini, in un confronto altrimenti improponibile, se non nel calore nostalgico dei non pochi soncinesi che possono vantarsi di aver “vissuto” questo luogo, allora ricco di fascino.

Ora lo scenario è dominato da lamiere scintillanti e da segnaletica antismarrimento… ma un ammirato smarrimento nasce ugualmente, alla vista, carica di pathos, delle donne intente a lavare i panni, inginocchiate sulle “scrègnète” di legno…

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Notare che il naviglio qui era in asciutta (il periodo festoso, brulicante di pesce fresco e gratis, della sgüra) ma chi aveva progettato i lavatoi aveva previsto di lasciare un secondo gradino basso per consentire di lavare anche con poca acqua; ci pensavano le donne più giovani a lavare i panni delle più anziane, che faticavano a superare quel dislivello… come spiega bene la simpatica Maria in questo gustoso filmato (maduna=suocera; pèo, mamao= significato evidente dal contesto)

Un altro particolare che è rimasto miracolosamente intatto è lo scolo nella roggia Costa, ora tombinata, che a valle costeggia via Oberdan per poi dividersi tra il Borgo Mattina e via Ponte Nuovo…; identica anche l’abitazione e l’ingresso

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I giardini allora coprivano l’intero spazio addossato al naviglio, dal ponte di porta San Martino (in corrispondenza di via Bergamo) e via Cesare Battisti:

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Era un susseguirsi di panchine, siepi, alberi… luogo di pace e di giochi, scorci ora impossibili verso la cerchia murata, e una piccola vasca centrale con tanto di fontanella e di bel lampione, in una minuscola piazzola centrale:

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Noi rifuggiremo sempre da facili e retorici nostalgismi, ma sicuramente non disturba se qualche leggero fiocco di nostalgia riuscirà a imbiancare anche i ricordi più lontani, presepi di emozioni, sparsi qua e là, fra i tanti angoli del nostro amato borgo.

Ed ecco la descrizione dei luoghi, rivissuta con le espressive e ineguagliabili parole di Maria e Bibe:

Penso non ci sia nulla da aggiungere, se non sperare di aver dato modo a qualcuno di conoscere Soncino un po’ più in profondità, con sguardi forse capaci di attraversare le vesti non sempre migliori della nostra contemporaneità.

Il prossimo quesito verrà proposto ai primi di gennaio e, visto che siete stati bravissimi ad indovinare, sarà ancora più difficile!

Mauro Belviolandi

P.S.: … poichè siamo in tema di ricordi, ed anche la prima neve è venuta a trovarci, penso che gradiate questo breve estratto di vita soncinese, da “L’erba di casa mia”, un bel romanzo di mio zio Alfredo Bettini (92 anni, ora vive a Rivolta d’Adda); son due o tre paginette ricche di poetica semplicità, scorci, amori e religiosità in una Soncino degli anni trenta, con tanta neve, scuole medie, cascine e personaggi dai nomi volutamente inventati (per chiarezza, il libro, pubblicato nel 2004, è andato subito esaurito, e quindi non può sussistere conflitto d’interesse per questa segnalazione – tra l’altro l’intero ricavato del libro è stato devoluto alla struttura sanitaria italiana di Mutoko – Zimbabwe e all’oratorio di Rivolta d’Adda)

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Dove eravamo? Primo quiz (difficile!)

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Dove eravamo?

Con la foto sopra riportata, vi proponiamo un quesito difficile, tanto per giocare un po’, ma nello stesso tempo per scoprire luoghi forse dimenticati e confrontarli con la situazione attuale.

Dovete scrivere le risposte nei commenti a questo nostro post, in fondo a questa pagina; potete anche porre delle domande, per essere aiutati… Non sono ammesse risposte sui social (facebook, ecc…) perchè ci sarebbe solo confusione per la loro dispersione nei vari siti.

Il luogo deve essere identificato con precisione; per esempio, se si trattasse di una foto sul lumachino, non sarebbe valido dire “siamo in rocca, o al castello”, oppure “su una torre del castello”… capito? 🙂

La soluzione del quesito verrà pubblicata fra un po’ di tempo, indipendentemente dal fatto che qualcuno abbia risposto correttamente o meno; grazie ad antiche foto, mostreremo meglio il luogo dove è stata scattata, ed anche la stessa zona ai nostri giorni; in ogni caso faremo i complimenti alle persone che un po’ ci avranno preso… o che avranno perfettamente indovinato.

Buon divertimento!

Paola Cominetti

Che roba è???

Che roba è? E’ un trasduttore potenziometrico capace di rilevare, istante per istante, l’andamento nel tempo dell’ampiezza delle fessure, con la precisione di 1/3 di millesimo di millimetro (è proprio così, la precisione strumentale è quella); è stato applicato alla torre cilindrica della nostra rocca.

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Ce n’era bisogno! Due sono le fessurazioni più critiche nella torre cilindrica (una interna e una esterna, praticamente corrispondenti)

Su nostra indicazione, il comune, che si è sempre mostrato molto attivo e attento alle problematiche di salvaguardia del nostro patrimonio storico-architettonico, ha deciso di impiegare l’avanzo residuato dai lavori del restauro del ponte di fuga per finanziare questo monitoraggio; così si potrà capire se siamo di fronte a un fenomeno in progressione, e quindi pericoloso, oppure se si tratta di un effetto, ormai consolidato, magari di qualche precedente assestamento del terreno.

La strumentazione, fornita e gestita dallo studio specialistico dell’ing. Gianpietro Bocchi di Cossirano,  è dotata di un rilevatore di temperatura con la precisione di 1/10 di °C e consente di elaborare i dati filtrando quelli legati alle dilatazione termiche e considerare solo quelli che derivano da un eventuale cedimento. I potenziometri sono accoppiati con una cella telefonica per la trasmissione dei dati che vengono registrati in continuo su un server remoto, elaborati e studiati per un anno intero (anche oltre se sarà necessario).

Le relazioni interpretative, che verranno consegnate anche in itinere, consentiranno di assumere, a ragion veduta, le decisioni più opportune.

Non è solo questione di sicurezza, la nostra torre cilindrica presenta caratteristiche costruttive ed estetiche uniche ( https://amicidellarocca.org/2016/07/15/torre-cilindrica-cose-mai-viste/ ), ed è naturale e doveroso che Soncino si preoccupi della sua conservazione.

Mauro Belviolandi