Soncinesi dell’Anno: una filanda stipata per una bella serata

Molte delle persone più attive degli AdR hanno preferito evitare le luci della ribalta; a maggior ragione è d’obbligo iniziare con questa foto dell’istante della proclamazione degli Amici della Rocca quali Soncinese dell’Anno 2018, che vede, nell’ordine, i soci Beppe Brescianini, Michele Grazioli, Mauro Belviolandi e Paola Cominetti ricevere il titolo dalle mani della presidente del Consiglio Comunale Chiara Rossi.
FotoConsegna Per la giunta comunale, presente al gran completo, si notano nella foto, oltre a Chiara Rossi,  anche il sindaco Gabriele Gallina, il vicesindaco Fabio Fabemoli, e l’assessore Roberto Gandioli (seminascosto). Inutile ripetere che la premiazione ci gratifica molto, anche perchè ci siamo sentiti molto onorati di condividere la serata con gli altri premiati, e cioè ARGO (rappresentata dalla presidente Marinella Pedrini e dal deus ex machina dell’associazione Giorgio Torriani) e i simpaticissimi Vittorio Deste e Alessia Lupo Stanghellini. Premiati02

Sicuramente il brivido di emozione più intenso ci è venuto proprio da Vittorio e Alessia, con la trasparenza della loro gioia sincera, ed anche da tutti i loro colleghi artisti, componenti della premiatissima  orchestra “Magica Musica” ; non si tratta solo di ricordare i successi televisivi a Tu si que vales, ma con gran sorpresa, proprio durante la serata, il loro maestro e direttore Piero Lombardi ha dato notizia che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha convocato la nostra compagine per un’udienza al Quirinale; per motivi logistici pare che la cosa non si possa fare, ma a noi piace lo stesso pensare che viviamo in una comunità in cui può capitare di incrociare per strada due persone speciali che sono addirittura all’attenzione della massima carica dello Stato, e ne siamo veramente orgogliosi.

Non possiamo certo dimenticare la presenza della Corale San Bernardino, che ha animato la serata sotto la direzione del bravissimo Maestro Giorgio Scolari e la sempre brillante conduzione di Angelo Losi. Sono stati proposti anche brani di Mina, il che dimostra la vitalità artistica di questa corale, che proprio non dimostra di essere fra le più antiche associazioni soncinesi. CoraleSB Per chi non l’avesse letto, alleghiamo l’articolo odierno tratto da La Provincia. Alla prossima, Mauro Belviolandi p.s. un grazie per le foto all’amico Luigi Carniti, anche lui citato dal sindaco durante la serata, per il suo album che raccoglie dati e curiosità dei 52 anni dall’istituzione del premio Soncinese dell’Anno. Adr-Soncinesi dell'anno 2018-la provincia 141118 (1)
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GLI AdR SONCINESI DELL’ANNO

A nome di tutti i soci, ringrazio l’Amministrazione Comunale per il conferimento all’associazione Amici della Rocca del graditissimo e importante titolo di Soncinese dell’Anno.

Sono particolarmente felice che domenica 11, alle 21, in sala ciminiera,  il nostro direttivo possa condividere la scena con due giovani soncinesi,  Vittorio Deste e Alessia Lupo Stanghellini: simpaticissimi e bravissimi musicisti, hanno saputo distinguersi anche in trasmissioni televisive di largo ascolto, a livello nazionale e non c’è dubbio che siano, più che meritatamente, i Soncinesi dell’Anno.

Onoratissimo anche di essere a fianco di una importantissima associazione come Argo, una vera e propria istituzione, capace di vivacizzare il clima culturale soncinese ormai da moltissimi anni, senza mai un calo di tensione creativa, e sempre con estrema varietà di proposte e iniziative: inevitabile il pensiero commosso al carissimo amico Fabrizio Abbiati, che ne è stato l’anima.

Per quanto riguarda noi, non posso che congratularmi con tutti quanti: l’associazione cresce e si stanno formando vari gruppi con diversi settori di intervento; l’entusiasmo non manca, e contiamo di onorare anche in futuro  questo importante titolo.

Mauro Belviolandi

AdR -articolo provincia 7-11-2018

TRACCE 2… BRIVIDI CENTO ANNI DOPO

Un conto è vedere un filmato in tv di luoghi lontani nello spazio e nel tempo, altro conto è intersecare pagine documentali che grondano sangue soncinese, in ore drammatiche, ma anche gloriose…

Si tratta di luoghi quotidiani, che la consuetudine ci offre ogni giorno senza che ci facciamo particolare attenzione… si tratta di cognomi noti, che ci suonano famigliari… magari letti con distrazione su lapidi stravolte dal tempo e dall’oblio.

E’ grazie alla bella mostra Tracce 2, in sala giunta a partire dal 15 dicembre, che avremo tutti modo di onorare la memoria di  luoghi e persone di cui dovremmo sentirci riconoscenti debitori.

Complimenti al Comune di Soncino per questa bella iniziativa, alla consigliera con delega alla cultura Roberta Tosetti e alla bravissima archivista Ilaria Fiori.

Mauro Belviolandi

BELLISSIMA NOTIZIA! INIZIATO IL RESTAURO DELLE LUNETTE DEL CAMPI

Leggiamo su La Provincia di ieri (v. articolo allegato) che è iniziato il restauro degli “unghioni” del Campi; si sta parlando di 6 affreschi di grande valore, dipinti dal giovane Giulio Campi, attorno al 1530, nelle lunette alla base degli spicchi del catino absidale di Santa Maria Delle Grazie.

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Naturalmente non si tratta dei tondi che oggi possiamo ammirare: ciò che oggi vediamo rappresenta il ciclo decorativo antecedente, risalente al 1510; attorno al 1530, sopra questi stessi affreschi, Giulio Campi dipinse altrettanti mezzi busti di Santi carmelitani “dal solenne e audace romanismo per la modernità degli scorci e il piglio arguto delle espressioni” [Mario Marubbi – Soncino: Arte e Monumenti -ed.Pro Loco].

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I dipinti vennero “strappati” dalle lunette durante i restauri degli anni ’60, e vennero depositati presso lo stesso convento di S.M.d.G.; il supporto non risulta particolarmente stabile, ed era veramente indispensabile intervenire per fermare il degrado e consolidare il tutto.

Il progetto è stato redatto dallo stesso prof. Mario Marubbi ed ora le opere si trovano alla scuola di restauro di Botticino.

Ci complimentiamo in particolare col soncinese don Gianluca Gaiardi per l’avallo della Curia, e con don Giuseppe Nevi che, da quando è arrivato a Soncino, ha saputo imprimere una grande accelerazione ad importantissimi lavori di manutenzione e di restauro del patrimonio monumentale ecclesiastico soncinese: ce n’era veramente bisogno.

Da ultimo, è doveroso il ringraziamento ad Argo e alle associazioni di volontariato soncinesi che hanno da tempo caldeggiato l’intervento, a partire dalla raccolta di firme per la campagna 2013 del FAI “I luoghi del cuore”; si tratta di un’iniziativa in cui gli Amici della Rocca, benché non citati nell’articolo,  sono stati fra i promotori più attivi, fornendo e stampando le locandine e la modulistica, e raccogliendo un gran numero di firme; ci pare doveroso specificarlo per rispetto dell’impegno con cui i nostri soci si sono distinti.

Alla prossima,

Mauro Belviolandi

Allegato: art. de’ La Provincia

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ARCHIVIO STORICO: UN ALTRO GRANDE IMPEGNO

L’archivio storico del comune di Soncino è costituito da circa 30.000 antiche carte.

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In esse possiamo ritrovare tracce del nostro passato… ma chi mai ha pensato di andare a visitarlo? Pochissimi! Bisogna accordarsi con l’impiegata addetta, che poi consulta l’archivista incaricata, che a sua volta ricerca i documenti che sono di interesse…: un lavoro non certo agevole e poco incoraggiante, con consumo di tempo e di personale pubblico, con possibilità di rovinare i documenti più antichi, ormai esili filigrane pronte a disfarsi del tutto…

Per questo, dopo un attento e articolato confronto col comune, sentiti i volontari AdR che si sono generosamente messi al lavoro, abbiamo deciso di imbastire un progetto molto impegnativo: la digitalizzazione e la pubblicazione on-line del nostro importante archivio storico.

Come al solito il comune collabora in misura essenziale perchè, oltre a essere il proprietario responsabile di questo patrimonio, ha coinvolto la bravissima e appassionata archivista comunale dott.a Ilaria Fiori; Ilaria, grazie alla sua esperienza e alla sua preparazione, sta collaborando alla stesura del progetto che dovrà essere approvato dalla Soprintendenza Archivistica di Milano; solo allora il lungo lavoro potrà avere effettivo inizio.

Avremo occasione di parlarne nel dettaglio, si tratta non solo di scannerizzare i documenti in alta risoluzione, ma anche di codificarli secondo specifici standard, di “regestarli” e, in alcuni casi, di traslitterarli; il tutto dovrà essere accessibile via web, in modo che la ricerca di uno studioso o di uno studente possa essere guidata da parole chiave di rapida individuazione; gli stessi documenti potranno anche essere liberamente scaricati, in modo da favorire ricerche e pubblicazioni; la speranza è anche quella di essere accolti nel sistema archivistico nazionale ed europeo; in tal caso Soncino costituirebbe una vera rarità nel panorama comunale italiano, e le occasioni di scambi culturali, anche ad alto livello, saranno fermento e  crescita culturale garantita.

Occorreranno mezzi, risorse finanziarie e umane: ci abbiamo studiato molto, si può fare, con l’aiuto di tutti, si può fare, e lo faremo!

Per ora prendo lo spunto da due interessanti scatti della nostra Paola Cominetti, per proporvi due sguardi di rilassante bellezza soncinese.

Vi terremo informati,

Mauro Belviolandi

 

MOSTRA CORNINI: BELLO SU BELLO, VERO SU VERO

MOSTRA DI MARCO CORNINI

Da troppo tempo, in Italia e nel mondo, assistiamo alla esposizione di forme e rappresentazioni che, più che all’arte, paiono condurre a una vana esercitazione, non certo priva di giustificazioni economiche, a cavallo fra la presunzione filosofica e la ricerca di qualche suggestiva codifica di un vuoto di sostanza; tanto più vuoto, quanto più l’atto artistico viene preceduto, se non determinato, da roboanti costruzioni logiche e verbali tese contraddittoriamente a consacrare ora l’utile, ora il funzionale, ora il superfluo, ora l’etico o il trasgressivo o altro ancora, ma comunque sempre a concettualizzare ciò che, invece, è essenzialmente, anche se non esclusivamente legato alle emozioni ed alle intuizioni più forti ed immediate.

L’arte come pensiero autonomo, come espressione dell’animo, non più relegata a precettistiche formali, è sicuramente una conquista della modernità, ma, paradossalmente, la degenerazione di queste grandi acquisizioni a livello teoretico e filosofico pare far decadere molto spesso verso un formalismo ancor più spinto, tale da autorizzare affermazioni tanto false quanto presuntuose, del tipo: ”il concetto sotteso da queste “installazioni” è così elevato che non puoi capire, se non sei un grande studioso…”. Noi, da umani semplici, suggeriremmo di stare alla larga da quel mercato dell’estetica.

Con uno scultore della portata di Marco Cornini siamo fortunatamente sul versante opposto, dove l’arte, col suo indefinito di bellezza e verità, sfida la consuetudine e il conformismo dell’anticonformismo. Nel nostro piccolo, vorremmo celebrare nel migliore dei modi la sua mostra, con immagini immersive in un’ambientazione che ne rafforza il valore, vero su vero, bello su bello, il tutto molto immediato, palpabile ed emozionante.

Per ora una sola immagine, ma ne parleremo ancora…

Mauro Belviolandi

Un posto fresco, ristoratore… a Soncino… pieno centro… evitare perditempo

Un posto molto fresco, ristoratore… a Soncino… pieno centro… solo veramente  interessati, evitare perditempo!

No, non è un volantino da ufficio immobiliare, se non ci credete potete provare facilmente: da piazza del comune girate verso il Monumento per via IV Novembre (in realtà il nome originale era via Lanfranco Goto, non a caso…) e subito a sinistra entrate nella splendida chiesa di San Giacomo, la percorrete tutta e scendendo a fianco della grande scalinata vi ritroverete in Santa Corona, un luogo dove la presenza del divino sembra palpabile…

SANTA CORONA – è la cripta di San Giacomo, sotto l’altare principale, accessibile da due porte di marmi intarsiati ai lati della grande scalinata centrale; si scende in un ambiente carico di fascino, illuminato con discrezione da due basse finestre; un tempo, neanche troppo lontano, quando ci si ritrovava in un ambiente piuttosto buio e isolato, si rimarcava il concetto col detto dialettale: “Sarùm mia èn Santa Curuna!?”. Venne costruita attorno al 1470 (poco prima della nostra Rocca) con lo scopo di custodire degnamente la reliquia della Sacra Spina; il frate soncinese Ambrosino de’ Tormoli (autore delle splendide vetrate policrome poste sopra il coro nell’altissima abside) la ottenne dal convento milanese di Santa Maria della Rosa, a compenso di alcune vetrate che dipinse qualche anno prima. Ai fianchi dell’altare potete vedere due affreschi: l’Assunzione e Incoronazione della Vergine e l’Incontro di Cristo con la Madre; nelle lunette sono inserite sette scene della Passione di Cristo, dette I Sette Spargimenti, opera del pittore viadanese Domenico Savi (circa metà del 1600)… tutto questo sarà molto meglio visibile, in grandi dimensioni e con molti dettagli, nel sito di Soncino Tour che contiamo di attivare entro l’anno… che però non è nulla rispetto alla sacralità del luogo.

Buon agosto!

Mauro Belviolandi