ANTICA ROCCA: DOCUMENTI E TOMOGRAFIE

“…del natio loco raunai le foglie sparte” – Fortunatamente Soncino, oltre a godere di un lascito storico-monumentale davvero ragguardevole, può contare anche sul grande e pregevole lavoro del conte Francesco Galantino; il massimo storico soncinese eseguì un grande lavoro di ricerca che si concretizzò nel 1869 con la pubblicazione dei tre preziosissimi volumi della monumentale Storia di Soncino (tutti accessibili dalla piattaforma google); il Galantino non solo portò brillantemente a sintesi la storia del nostro borgo ma, come doveroso, la corredò di tutti i riferimenti documentali e archivistici, specificando i fondi di riferimento e la precisa collocazione dei documenti in tali fondi; in questo modo agevolò il compito di tutti quanti avrebbero poi desiderato verificare e approfondire. Riportiamo il frontespizio del primo volume su cui troviamo una citazione tratta dall’Inferno dantesco, che ci pare molto appropriata e accattivante, oltre che curiosa, per aver sostituito la parola “fronde” con “foglie”: “…del natio loco raunai le foglie sparte”

Spero che ciascun Amico della Rocca possa essere in sintonia con quel motto e possa anche lui sentirsi degno di affermare: “…del natio loco raunai le foglie sparte”, fosse anche in misura minima. E di foglie sparse della nostra Soncino ce ne sono moltissime, letteralmente sparse in archivi pubblici e privati, perché il nostro borgo non fu certo una piazzaforte trascurabile.

È qui, a titolo di esempio, che ci ricolleghiamo alle ricerche sull’Antica Rocca: in un interessante passo del registro n.114 di una missiva citata anche dal Galantino (fondo Registro delle missive, aprile 1473, Archivio di Stato di Milano) il duca Galeazzo Maria Sforza dà istruzioni su dove depositare il materiale avanzato dall’abbattimento della “Casa” delle Monache di Santa Caterina (che ostacolava i lavori di costruzione della nuova Rocca, perchè posizionata grosso modo nella zona dell’attuale piazzale/rivellino ), specificando che il materiale era da utilizzare per ricostruire il convento nel terreno dell’Antica Rocca, una volta che questa fosse stata rasa al suolo.

E’ solo un esempio della notevole documentazione storica disponibile in vari archivi ma, nonostante questa sovrabbondanza, non siamo ancora riusciti a trovarne uno che dia indicazioni sufficientemente precise sulla esatta ubicazione, sull’estensione e sulla forma del fortilizio. Si possono fare anche supposizioni abbastanza verosimili, ma prima di lavorare a una ricostruzione virtuale 3D, vogliamo indagare più a fondo possibile. E’ per questo che, col sostegno della fondazione POPOLARE CREMA PER IL TERRITORIO, ci siamo decisi ad eseguire le famose prospezioni geoelettriche, una vera e propria tac del terreno.

I risultati sono confortanti, nel senso che hanno mostrato presenze interessanti nel sottosuolo. Purtroppo l’analisi eseguita con la tecnica dipolo-dipolo (e non polo-dipolo, causa la disposizione del suolo e i dislivelli) richiede di estendere i sondaggi anche alle aree limitrofe a quella indagata per poter validare le misure ai due estremi e per poter avere un quadro sufficientemente completo. Già ora, come riportato nella relazione tecnica dei geofisici, si è trovata “una zona con elevato rimaneggiamento antropico e/o costituita da materiali antropici…frammisti anche a terreno, comunque una zona a forte rimaneggiamento…” [di seguito una sezione verticale y-z]

Si legge anche : “.. Di particolare interesse si evidenzia una struttura resistiva…che è riconoscibile da circa -7 fino ai -4 metri di profondità dal piano campagna dell’indagine”. [di seguito una sezione xz con la corrispondente x-y]

Tradotto in termini più affini al comune linguaggio, si sta dicendo che le anomalie riscontrate non sono attribuibili a naturali alternanze di stratificazioni geofisiche, ma ad opere eseguite dall’uomo. Al momento possiamo quindi affermare che ci sono le premesse per poter ragionevolmente ipotizzare anche presenze fondazionali e/o murarie. Naturalmente ci siamo limitati a riportare solo alcune delle innumerevoli sezioni realizzate, ma il problema è che, stante i limiti fisici dell’indagine dipolo-dipolo (e non si poteva fare altrimenti), per poter avere la configurazione complessiva è necessario eseguire altri sondaggi al contorno.

Alla fine, incrociando i dati storici e archivistici con le geoprospezioni, contiamo di arrivare a una identificazione dell’antica rocca soncinese la più veritiera possibile. Naturalmente questi dati saranno messi a disposizione di tutti; è anche auspicabile che altri ricercatori locali decidano di seguire questa nostra impostazione di totale trasparenza; addirittura, se potessero essere divulgate perfino le non meglio identificate “cartine” dell’antica rocca, come qualcuno alludeva in un articolo de’ La Provincia di gennaio u.s., si inaugurerebbe finalmente una nuova e più evoluta consuetudine a beneficio di tutta la comunità.

In ogni caso gli Amici della Rocca non hanno dubbi: avanti con le ricerche su ogni fronte, “del natio loco” a radunar “le foglie sparte”.

A presto. Mauro Belviolandi

FUGA DALLA ROCCA

Molti turisti, ma forse anche alcuni soncinesi, passando per il profondo fossato della nostra rocca, vengono attratti dalla grandiosità delle torri e dalla suggestione di un paesaggio che appare e scompare come in un piccolo viaggio avventuroso, ma difficilmente colgono l’importanza del geniale apparato di cui il ponte di fuga è solo una parte, volutamente assai dimessa; fin dalla sua iniziale concezione progettuale, attorno al 1470, gli ingegneri sforzeschi previdero vani e apparati mobili inseriti nel grande spessore della cortina muraria, e un sistema di alimentazione idrica del fossato per cui una prima poderosa diga consentiva all’acqua di tracimare ad un livello tale da occultare il ponte stesso.

Ad opinione degli storici, giustamente, il sistema era stato concepito per offrire una estrema e nascosta via di fuga partendo dalla torre del capitano, quella più impervia, accessibile solo attraverso ponti levatoi (che in seguito vennero eliminati per le esigenze residenziali degli Stampa). Del resto, fare dei tunnel sotto il fossato risultava impresa difficilissima, perchè la sua eccezionale profondità portava a interferire con una falda ricchissima, oltre alle prevedibili infiltrazione dalla roggia Bina, che esisteva già ai tempi (mentre il Naviglio Nuovo era ancora ben lungi dall’essere costruito).

Oltre alla salvezza estrema, è facile e logico immaginare che il ponte di fuga potesse essere anche una via di segreto approvvigionamento o di soccorso, in caso di assedio, ma su questo interessante argomento torneremo in un prossimo futuro.

Questo breve filmato, oltre a un’evidente invito al tesseramento, vorrebbe “plasticamente” chiarirne la funzione, nella convinzione che un’animazione tridimensionale possa offrire una insuperabile immediatezza narrativa.

In effetti tutto il Direttivo degli AdR è convinto che l’utilizzo delle tecnologie multimediali, unito a serie ricerche storiche e documentali, oltre a elaborazioni dell’orografia del territorio con software dedicati, darà modo nei prossimi anni di riscrivere in modo molto originale e accattivante, ma anche con il dovuto rigore ed inediti approfondimenti, la “MILLENARIA STORIA SONCINESE“.

a presto, Mauro Belviolandi

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“Io proteggo”… la rocca come non l’avete mai vista

La rocca come non l’avete mai vista… anzi, in questo caso possiamo sicuramente aggiungere: “mai vista e mai sentita”

https://www.castelli-fantasmi-leggende.it/anna-martinenghi.html

Solo una speciale Amica della Rocca come Anna Martinenghi poteva donarci questa preziosa interpretazione: da leggere, da recitare e, per chi dispone di un cuore non troppo miope, da “vedere”.

MB

Antica Rocca: studiate!… prima di fare i compiti…

[primi del 1700, estratto dal foglio 46 del catasto teresiano, disegnato da Federico Shultz, Archivio di Stato di Cremona – zona del convento di Santa Caterina, ora sede dell’asilo San Martino, zona dove fino al 1400 era ubicata l’antica rocca soncinese e dove abbiamo iniziato ad eseguire tomografie del terreno in profondità ]

“Studiate! prima di fare i compiti” questo il “garbato” invito con cui potremmo sintetizzare quanto Ermete Rossi ci trasmette dalle colonne de’ La Provincia odierna [v.allegato].

Tra l’altro scrive (colgo solo dal virgolettato): “prima di fare i compiti bisogna studiare… lo sappiamo già dalle lettere del duca… è tutto documentato all’archivio di Stato di Milano… troveranno le mura… lo sanno tutti. Lo scrissi già tempo addietro, bastava studiare”.

Beh, a parte quello sprezzante “bastava studiare”, allora noi, seguendo il filo del suo discorso, potremmo rispondere che lui poteva fare a meno di scriverlo sui suoi libri, visto che persino i bambini delle elementari l’avevano già scritto molti anni prima di lui sotto dettatura dei loro bravi maestri che, a loro volta, avevano attinto dalle insuperate opere del massimo storico soncinese Francesco Galantino.

Dovevamo prima studiare? Sì quello, nel nostro piccolo, cerchiamo di farlo sempre, ma per sapere dov’è (o dov’era) l’Antica Rocca non c’era effettivamente bisogno di consultare quanto aveva scritto lui, visto che a lato della zona c’è perfino una via di nome “Via Antica Rocca”!

E poi ci chiediamo, dove avremmo dovuto fare la ricerca? forse dove pensavamo che non ci fossero le mura? Ci pare tutto molto risibile.

Di interessante troviamo solo l’affermazione: ”abbiamo perfino le cartine”. Queste “cartine” noi non le abbiamo mai trovate, né mai abbiamo potuto vederle. Chissà se un giorno Rossi deciderà di mostrarle anche al volgo…: se esistono, perché no?
Noi invece, col coordinamento scientifico della Soprintendenza di Mantova (che copre anche Cremona), proseguiamo con ricerche e studi, con l’appoggio, anche diretto, di più di cento soncinesi (e non solo) che condividono la nostra costante e precisa volontà di mettere a disposizione di tutti il materiale ritrovato negli archivi e quanto pensiamo possa essere utile a coloro che vorranno onorare e studiare, senza presunzione, la millenaria e avvincente storia della nostra Soncino.

Su sentito, pressante e unanime invito dell’intero Direttivo

il presidente degli AdR

Mauro Belviolandi

P.S.: a chi ritiene che le nostre iniziative siano degne di sostegno, ricordiamo che può iscriversi o rinnovare la tessera degli Amici della Rocca compilando i moduli online sul nostro sito, o contattando direttamente i membri del direttivo:

Mauro Belviolandi, presidente

Michele Grazioli e Paola Cominetti, vice presidenti

Beppe Brescianini, Anna Comendulli, Franco Maina, Marisa Marchesi, Franco Occhio, Carla Peri – consiglieri

ALLEGATO: ARTICOLO SU LA PROVINCIA

NEVE IN ROCCA… IERI E OGGI

Ringraziamo i professori Fausto e Felice Riccardi, che ci hanno concesso la pubblicazione di queste belle riprese del loro indimenticato padre, maestro Nino Riccardi.

E’ un volo all’indietro di quasi sessant’anni; la neve e la rocca, più o meno, sono le stesse, ma è quella spensieratezza e quella gioia irrefrenabile, basate su un senso di libertà responsabile, materia obbligatoria di scuola e di vita, che fatichiamo a rintracciare sui volti dei nostri giovanissimi… tra i banchi o anche sotto la neve.

Alla prossima, con la fuga dalla rocca sotto assedio…

Mauro Belviolandi

PS: è aperto il tesseramento 2021, già abbiamo fatto, e molto vorremmo ancora fare; fra le tante iniziative, con 10€ ci aiuterete a ricostruire e a rivedere Soncino, anche nei secoli più remoti…

MICHELE? TROP BRAO!

C’è poco da dire… In piena bufera Covid, Michele Grazioli, che per inciso ci onoriamo di avere come vicepresidente degli AdR, non demorde, e crea a Milano un’importante società per azioni che significativamente chiama VEDRAI; il periodo è dei più difficili, non solo perchè tutto il mondo produttivo è in brusca frenata, ma anche per le tante restrizioni dovute al Covid: immaginate solo di dover istruire il nuovo personale di tecnici altamente specializzati e doverlo fare a distanza!

Ma tagliamo corto: difficoltà di ogni tipo, importante società creata da pochi mesi e, potremmo dire, non ancora neppure svezzata, eppure… eppure VEDRAI è promossa nelle TOP10 società europee di intelligenza artificiale (AI).

Ulteriore significativo particolare: la rivista specializzata CIO APPLICATIONS EUROPE sceglie VEDRAI SpA, di cui appunto Michele è fondatore, presidente e CEO (amministratore delegato), quale società emblema delle TOP10.

A questo punto mi pare più che corretto affermare, senza paura di esagerare, che Michele è sul tetto d’Europa.

I complimenti a Michele sono ormai una consuetudine, così come le felicitazioni al papà Primo Grazioli, nostro importante socio e sostenitore, e a tutta la famiglia, e non ci resta che incrociare le dita, sperando che, non solo per Michele, ma per tutto il pianeta possa fiorire un 2021 di piena ripresa e prosperità.

Alla prossima, Mauro Belviolandi

PS: alla prossima parleremo un po’ di noi e del sostegno che vi chiediamo tesserandovi per il 2021

NON CI SONO PAROLE…

No, non ci sono parole per esprimere il dolore per la morte di Alberto Magarini Pellini, 25 anni, e di Lorenzo Adamo Secchi, 24 anni (e non so nulla della giovanissima compagna di 21 anni, cremasca, che pare molto grave).

Ci uniamo all’indicibile dolore della mamma Antonella, del nostro Andrea e dell’altro fratello Alessio, e anche di tutta la famiglia Adamo-Secchi.

No, non ci sono parole, e non resta che una invocazione, attinta dalle radici più profonde della nostra millenaria cultura: “L’eterno riposo dona a loro, o Signore…”

per tutti gli AdR, Mauro Belviolandi

…però quel ragazzo.. ♬♪.. ne ha fatta di stradaaaa.. ♫♬♪♩

– “Sì, effettivamente Andrea Magarini Pellini ne ha fatta di strada” – così mi verrebbe da dire pensando al lontano 2014 quando nel mio ufficio, assieme alle architette Marika Oprandi e Marisa Marchesi, abbiamo prodotto a tempo di record un’idea progettuale chiamata Genius Loci; non si trattava di recuperare semplicemente la torre civica, ma lo sguardo era assai più esteso, e contemplava la concreta e orchestrata mobilitazione di tanti fattori di crescita e valorizzazione; peccato che il progetto non abbia avuto seguito, ma già lì, agli albori delle iniziative degli Amici della Rocca, Andrea mostrava chiaramente la sua non comune capacità di coordinare le idee più felici con perfetti cammini realizzativi.

Non stupisce, anche se rallegra e conforta molto, che nella prestigiosa cornice di Palazzo Marino, Andrea abbia ricevuto un riconoscimento così importante, come si può ben vedere in questo estratto-video girato nella cinquecentesca sede del comune di Milano, così come restaurata dal “nostro” grande architetto Luca Beltrami [per i pochi che non lo sapessero, colui che, a fine ottocento, ha meravigliosamente restaurato la nostra rocca]. Il sindaco e il presidente del consiglio comunale milanese conferiscono, in occasione della cerimonia degli Ambrogini d’Oro, un importante riconoscimento ai protagonisti della gigantesca operazione MILANO AIUTA, a sostegno delle fasce più in sofferenza della comunità milanese durante il periodo dell’emergenza Covid; fra i tre massimi responsabili, figura il nostro Andrea, quale coordinatore dell’importante settore Milan Food Policy:

Non solo solidarietà, perchè il Milan Food Policy è promotore di importanti iniziative produttive che hanno portato alla fioritura di tante start-up in campo agroalimentare; ha promosso e sostiene anche un grande progetto di valenza mondiale, chiamato MILAN URBAN FOOD POLICY, una sorta di patto fra sindaci delle città di mezzo mondo, fra cui anche le più grandi metropoli dei quattro continenti, che condividono concretamente gli stessi principi di lotta allo spreco e di promozione agro-alimentare.

E’ in questo contesto, che vede Andrea spostarsi continuamente per relazionarsi quanto più possibile con le 210 realtà urbane che aderiscono al patto, che emergono le sue capacità e che ci inducono, senza tema di smentita, a qualificare un cittadino soncinese quale vero e proprio cittadino del mondo.

Questa immagine, ad esempio, ritrae Andrea in videoconferenza, 3 giorni fa, col consiglio comunale di Washington:

Per meglio spiegare questa complessa attività, crediamo che non ci sia niente di meglio che dare la parola allo stesso Andrea:

Dopo questa brillante esposizione di Andrea, vi saluto e vi do appuntamento per esporre le risultanze delle prospezioni geoelettriche alla ricerca di eventuali resti dell’antica rocca, prospezioni che inizieranno questo lunedì. e verranno elaborate ai primi di gennaio.

per gli Amici della Rocca, Mauro Belviolandi

BUONE NOTIZIE: approfondiamo!

Studiare a fondo, esaminare in profondità: questo è il significato che il vocabolario riporta alla voce “approfondire”, e direi che ci pare anche il verbo più appropriato per quanto ci accingiamo a fare, proprio nei prossimi giorni, alla ricerca di qualche traccia sommersa dell’Antica Rocca soncinese.

Ci è infatti appena giunto dalla Soprintendenza di Mantova, che ha competenza anche su Brescia e Cremona, il parere favorevole al nostro progetto di sondaggio geoelettrico, una sorta di TAC a quel verde terrazzo; avevamo già individuato da tempo la possibile ditta esecutrice dei lavori, sulla base della competenza e della convenienza economica, per cui abbiamo immediatamente inviato l’ordine di inizio lavori alla TECNOGEOFISICA S.n.c, di Carpi (MO); ora sarà solo il meteo a condizionarne l’avvio, che si spera possa avvenire prima di Natale; è necessario infatti che non si formi il ghiaccio di notte, perché uno strato anche superficiale, può alterare il campo elettromagnetico e, in ultima analisi, la precisione della ricostruzione tridimensionale di ciò che potrebbe essere sepolto sotto quegli orti.

Mi sento di esprimere il forte ringraziamento degli Amici della Rocca alle famiglie Grazioli quali proprietari/residenti della zona del rilevamento, e in particolare all’amico e residente Valter Bettinzoli che ha saputo sensibilizzare tutti sull’importanza di questi sondaggi e sul necessario permesso di operare.

Oltre ai soci AdR, che, in più di cento, ogni anno ci sostengono col loro spontaneo tesseramento, dobbiamo in particolare ringraziare la Fondazione Popolare Crema Per il Territorio e la famiglia Paolo Arlango-Mariagrazia Gagliardoni per i contributi fornitici, senza i quali difficilmente avremmo potuto intraprendere questa onerosa iniziativa.

Come già ebbi modo di esporre, questi tipi di sondaggi, assolutamente non invasivi,  consentono di riconoscere i materiali interrati sulla base della differenza di resistività elettrica; i dati vengono trasformati in mappe tridimensionali e a colori, in modo da evidenziare anche le strutture murarie in profondità; software dedicati, provvedono automaticamente a trasformare i dati in volumi ben rappresentativi; tutto questo sarà essenziale per una non arbitraria ricostruzione tridimensionale dell’antico fortilizio.

E se non si trovasse nulla? Saremmo senz’altro dispiaciuti, ma l’importanza dei possibili ritrovamenti ci spinge a correre questo rischio ponderato: non solo i testi dei grandi storici soncinesi dei secoli scorsi (uno su tutti, il conte Francesco Galantino), ma anche originali missive ducali degli Sforza (Archivio di Stato di Milano) attestano la presenza del grande antico monumento e non abbiamo dubbi che sia giunto il momento di “approfondire”.

Non mancheremo di tenervi aggiornati, un caro saluto

Mauro Belviolandi

Il nostro vice presidente?… è la volta di Capital…

Ormai, per il nostro vice presidente Michele Grazioli, non si tratta più di exploit eccezionali: qui si tratta di una realtà sempre più concreta, in continua evoluzione, che non accenna a stupire e a riempirci di giusta ammirazione.

Se poi pensiamo che le realizzazioni più importanti di Michele sono avvenute in piena epidemia di Covid, con i mercati in forte ribasso e con i grandi imprenditori che gli han dato fiducia proprio in un periodo tanto avverso e delicato, non possiamo certo essere tacciati di partigiana benevolenza: è fuor di dubbio che siamo di fronte a imprese eccezionali, che meritano di essere evidenziate, se non altro perchè speriamo che infondano a tutti un po’ di fiducia, in un momento che invece ne esprime drammatica carenza.

Non aggiungiamo altro, penso che bastino le parole che abbiamo estratto dalla prestigiosa rivista.

Alla prossima,

Mauro Belviolandi