LAVORI AIUOLA : TUTTO A PRIMAVERA

Come avevamo annunciato, era nostra intenzione realizzare già quest’anno i lavori edili, idraulici ed elettrici per la riqualificazione dell’aiuola di piazza Piero Manzoni, e attendere la primavera solo per le opere da giardiniere, con la piantumazione delle rose sevilliane.

Purtroppo il permesso dalla Soprintendenza è arrivato un po’ tardi ed ora la scarsa disponibilità dei materiali, accompagnata da una certa criticità legata al tempestoso avvio di molte ristrutturazioni sull’onda dei Bonus 110%, porterebbe a realizzare la pavimentazione nel mese di dicembre, cosa un po’ rischiosa per questa tipologia di intervento.

Non resta quindi che rinviare tutti i lavori a questa primavera quando, anche col contributo del comune e di qualche sostenitore, potremo finalmente concretizzare questo ennesimo progetto degli Amici della Rocca.

Arrivederci alla rosea primavera!

Mauro Belviolandi

1.000.000 di sterline per un progetto formidabile: complimenti Andrea!

Questa volta si tratta del “THE EARTHSHOT PRIZE“, una sorta di Oscar dell’ambiente, che ha visto assegnare un milione di sterline britanniche (quasi 1.2 milioni di €) a “THE CITY OF MILAN FOOD WASTE HUBS“, un progetto coordinato dal nostro ANDREA MAGARINI PELLINI, Amico della Rocca dalla prima ora. Cinque erano i premi in palio, e quello milanese è risultato primo fra 750 progetti arrivati da tutte le parti del mondo.

L’annuncio dell’assegnazione è stato dato dal principe William duca di Cambridge accompagnato dalla moglie Kate Middleton. La premiazione è avvenuta  sul tappeto verde dell’Alexandra Palace nel nord di Londra, con un collegamento da Milano organizzato dalla BBC. Il video dice tutto e, tra vip e celebrità, si nota il sindaco di Londra Sadir Kahn. Aggiungo che so per certo che Andrea ha potuto parlare direttamente con i principi William e Kate, in un collegamento riservato (me l’ha detto lui stesso quando ci siamo sentiti e, invece di fargli gli auguri, mi sono limitato a dirgli bruscamente in dialetto soncinese: “la prosima olta che i ta premia, cerca almeno d’èndrisà la farfalina! (la prossima volta che ti premiano, cerca almeno di raddrizzare la farfallina!)”.

Con questo riconoscimento Milano consolida la sua leadership iniziata nel 2015 col  MILAN URBAN FOOD POLICY, sempre col coordinamento di Andrea, una sorta di patto fra sindaci delle città di mezzo mondo, fra cui anche le più grandi metropoli dei quattro continenti, che condividono concretamente gli stessi principi di lotta allo spreco e di promozione agro-alimentare. E’ anche, e forse soprattutto, per questo aspetto etico che siamo particolarmente orgogliosi del nostro socio, e ci complimentiamo con lui e con tutta la sua famiglia.

Alla prossima,

Mauro Belviolandi

M.Z. 99 ANNI: 1 – LA SPERA DÈ I ÖFF

Maria Zuccotti, 99 anni, viva e vegeta, ci dona alcune preziose testimonianze; la “spera dè i öff” è la prima: si tratta dell’importante selezione delle uova che venivano covate dalla chioccia (se avevano “èl cal” erano fecondate, se no erano “gnai”, da buttare perchè non erano neanche più commestibili) … ma per questo ci spiegano tutto i nostri docenti dialettali Maria Somenzi e Bibe Reali. Guardare per credere

Siamo felici anche di aver appreso che in dialetto “sperà” non attiene solo alla speranza, ma assume anche il significato di intravedere qualcosa di un po’ celato e opaco, in cui la luce passa a fatica (da cui l’espressione “na spera dè sul” e cioè un raggio di sole che traspare a fatica da un cielo nuvoloso e viene da osservare che pure la speranza è un intravedere insicuro…).

Non resta che salutarci: alla prossima!

Mauro Belviolandi

PS: invito chi non fosse convinto dell’efficacia e della ricchezza della lingua dialettale a trovare l’equivalente italiano di “spera dè sul”, ma altrettanto sintetico ed efficace.

IGHE FÜDÜCIA !!!

IGHE FÜDÜCIA!

Bisognava proprio avere fiducia per ideare e realizzare il LESSICO DIALETTALE MULTIMEDIALE SONCINESE… non è roba da poco, ma pare che tra qualche mese l’opera, frutto del lavoro di molti,   sarà a disposizione di tutti, prima sul nuovo sito degli Amici della Rocca, e poi forse anche in formato cartaceo

Alla prossima,

Mauro Belviolandi

PERCHE’ SONCINO 3D ? (ed anche “MILLENARIA”)

Soncino ha il privilegio di possedere una bella e completa cinta muraria; vanta pure una rocca notevolissima, chiese straordinarie, dentro e fuori le mura, e molto altro ancora e, per giunta, si affaccia al terrazzo alluvionale dell’Oglio, contesto naturalistico tutt’altro che trascurabile.

Sorge spontaneo il quesito: “Che bisogno c’è di ricostruirla in 3D ?

Innanzi tutto vorrei sottolineare che noi non intendiamo creare una “cartolina” e neppure un edulcorato fascicolo da turismo domenicale. Il nostro intento, da sempre, è quello di offrire anche un minimo di prospettiva storica, fare in modo che le immagini trasmettano scorci per cui la visione di un presente ancora ricco di fascino si coniughi con la conoscenza di un passato in cui questi monumenti hanno potuto essere pensati e costruiti, quando ora, a stento, riusciamo a conservarli. Solo allora, quanto più sarà diffusa e condivisa la conoscenza del nostro passato, avremo adempiuto al compito che abbiamo ben evidenziato con una frase particolarmente significativa su una sezione del nostro portale: “Il motivo ultimo del nostro operare è dunque la consapevolezza che conservare e lavorare per le nostre mura e i nostri monumenti significa ritrovare noi stessi, e sentirci parte dell’ingegno creativo di chi li ha concepiti“.

Perchè rappresentare Soncino proprio ai primi del ‘700?

Qui le risposte sono molto più facili. Innanzitutto perchè disponiamo delle copie dei file delle 72 tavole che coprono l’intero territorio soncinese di quell’epoca: li abbiamo acquistati dall’Archivio di Stato di Cremona e ci danno una rappresentazione planimetrica molto precisa del borgo e delle sue campagne.

Archivio di Stato di Cremona – tav.n° 46 di 72

Inoltre la Soncino di quell’epoca può essere considerata molto simile a quella del periodo aureo. Neppure il giovane geometra Federico Shultz che, il 30 ottobre 1722, si apprestò a dirigere il gruppo di agrimensori che in meno di 8 mesi portò a termine questo importantissimo lavoro, poteva rendersi conto che stava consegnando alla storia non solo un indispensabile strumento fiscale, ma anche il plastico più spettacolare e rappresentativo di Soncino fra i tanti secoli della sua millenaria storia.

TERRITORIO DI SONCINO PROVINCIA CRE

MONESE TERRA SEPARATA Misurato dal

Geometra Federico Scultz, principiata il giorno 30 Ottobre

1722, e terminata il giorno 27 Giugno 1723 in occasione

della Misura Generale del Novo Censimento de

llo Stato di MILANO Coll’assistenza di Domenico

Albertello, Gio.Battista Remedio e Pietro Martire

Remedio

Copiata dalli disegnatori Angelo Cillenio e

Lodovico Annone in fogli 72

Non c’è dubbio che nei primi cinque secoli del secondo millennio Soncino si sia trasformata, prima, da modesto borgo rudemente fortificato a significativo centro murato di stampo medievale, per poi assurgere, verso la fine del ‘400, al rango di ricco ed operoso borgo rinascimentale, dotato di discreta autonomia e di importanti strutture militari, monumentali e produttive. Con l’arrivo dei francesi prima, e degli spagnoli poi, venne però imboccata la lunga e triste via di una lenta decadenza; possiamo però senz’altro affermare, come si intuisce dalla planimetria del Catasto Teresiano sopra riportata, che ai primi del ‘700 la sua configurazione era ancora molto simile alla Soncino rinascimentale: tutti i monumenti più significativi, che ancora oggi possiamo ammirare, erano praticamente intatti (avremo modo di essere molto più precisi); una enorme piazza d’armi partiva dalla rocca, copriva tutta la zona ora occupata dalle scuole elementari, passava a fianco della porta di San Rocco (quella verso il Borgo Sera) e, ricoprendo tutta la zona ora occupata dagli edifici a nord di piazza Manzoni, raggiungeva le mura nord (Bastioni Balestrieri); ampi spazi a verde formavano suggestivi terrazzi sulle mura meridionali; l’intera cerchia muraria, verso l’interno, godeva di una fascia ancora quasi completamente libera da costruzioni e perfettamente transitabile; palazzi, chiese e campanili svettavano su tutto questo pregevole tessuto urbano… insomma, penso che gli scorci e i video che la vista 3D potrà offrirci non ci lasceranno indifferenti e, per i motivi appena illustrati, la prossima ricostruzione virtuale potremo tranquillamente chiamarla “SONCINO RINASCIMENTALE“, perchè, ribadisco, la mappa teresiana poco si discosta ed è solo un utile e preciso mezzo tecnico su cui appoggiare le nostre modellazioni tridimensionali, testurizzate dalla bravissima Paola Cominetti.

Un’ultima importante considerazione: Soncino Rinascimentale non sarà l’unica rappresentazione virtuale del nostro borgo; produrremo altre ricostruzioni di epoche antecedenti, al fine di rappresentare plasticamente, è il caso di dire, l’interessante evoluzione urbanistica del borgo e fornire grafiche precise e accattivanti alla importantissima narrazione storica che si svilupperà in parallelo, che avrà come titolo e sottotitolo: “MILLENARIA – Storia di Soncino“,….. ma questa è appunto un’altra storia, e avremo sicuramente modo di parlarne.

Non sono poche le persone che concorreranno, e che anzi già alacremente stanno lavorando a questa impresa, che ci impegnerà almeno per i prossimi 5 anni: anche di loro, del loro indispensabile apporto, avremo modo di parlare diffusamente. Colgo infine l’occasione per sottolineare che il nostro lavoro sarà aperto alla collaborazione di tutti; già abbiamo constatato, in questi ultimi anni, che lo scambio di esperienze e la collaborazione con altri studiosi della storia locale non è certo un usatissimo costume del fair play soncinese; noi però proseguiremo come abbiamo sempre fatto, aperti a chi condivide i nostri valori, mettendo a disposizione di tutti quanto riusciamo a fare per la valorizzazione culturale del nostro borgo.

Alla prossima,

Mauro Belviolandi

PS: alleghiamo un interessante articolo de’ La Provincia sulla ricostruzione 3D di Soncino Rinascimentale

https://drive.google.com/file/d/1dtCZs2zt1AXOXzBx9hugYExeK6cZm5uD/view?usp=sharing

AdR-CHI SIAMO?…Roberta ci aiuta a dirlo

In una intervista di poche sere fa, Roberta Tosetti, per CremonaSera, ci ha dato modo di pensare a ciò che siamo. è come se Roberta ci avesse sistemati sul lettino dello psicanalista e noi, naturalmente, non ci siamo sottratti: ne esce un quadro realistico, che, paradossalmente, può essere utile a noi stessi e lo vogliamo riportare per intero qui di seguito.

AdR un acronimo come molti che nasconde però grandi potenzialità. AdR sta per Amici della Rocca, generico nome di associazione che però se si contestualizza a Soncino prende un significato molto forte. Centoventi volontari che da circa sette ininterrotti anni lavorano silenziosamente per la salvaguardia del patrimonio culturale, artistico di Soncino. Sono stati gli artefici del progetto di digitalizzazione dell’Archivio Storico Comunale, forse tra i primi comuni in Italia e, di tanti altri progetti. Deus ex machina di questa associazione è il presidente Mauro Belviolandi, lungimirante uomo di cultura che grazie alle sue capacità e alla sua sensibilità storico-culturale è riuscito in poco tempo a creare sul territorio un qualcosa di unico e molto speciale. Belviolandi è disponibile e sempre pronto a ogni collaborazione. Lo abbiamo incontrato per fare il punto dell’associazione.

Presidente Belviolandi chi sono gli Amici della Rocca?

“Puntiamo ad essere non quello che ciascuno di noi personalmente crede, ma ciò che insieme riusciamo a realizzare; fin dall’inizio, circa 7 anni fa, abbiamo puntato su progetti specifici, ed è solo quello che abbiamo realizzato e che ci accingiamo a fare che determina la nostra vera identità; mi piace dire che “siamo ciò che facciamo”.

Quante persone costituiscono l’Associazione Soncinese?

“Mediamente ci siamo attestati sul centinaio di soci; l’anno scorso ad esempio eravamo in 120 circa. Quest’anno siamo ancora ben avviati. Io sono fiancheggiato da due vice presidenti: Paola Cominetti e Michele Grazioli. Gli altri componenti del direttivo sono Carla PeriMarisa MarchesiAnna ComendulliFranco Occhio, Beppe Brescianini e Franco Maina.”

Quali progetti avete realizzato a Soncino?

Siamo partiti progettando il consolidamento e il restauro del ponte di fuga della nostra rocca, un elemento fondamentale, in quanto unico nell’architettura militare medievale. Un’arcata stava crollando e prima siamo intervenuti direttamente puntellandola, poi la Soprintendenza ha approvato il nostro progetto e, grazie ai fondi che il comune ha ottenuto dalla regione, abbiamo diretto i lavori di restauro.

Abbiamo anche raccolto 9000€ per il restauro degli affreschi collocati al primo piano della torre sud orientale del nostro “castello” e, assieme ad un ulteriore contributo del comune, abbiamo recuperato questa preziosa testimonianza a cavallo fra il ‘400 e il ‘500.

Abbiamo anche studiato il restauro della torre civica (Genuis Loci) e del Rivellino, progetti che il comune ha poi portato avanti autonomamente, ma siamo contenti di aver fornito l’input iniziale, come del resto per lo studio della torre cilindrica (sotto monitoraggio), anche se qui mi pare non sia per il momento partito nulla di concreto.

Su scala minore, ma non certo trascurabile, abbiamo restaurato il portone d’ingresso della rocca e, ancor più impegnativo, abbiamo restaurato, sotto la sapiente guida del dott. Paolo Mariani, il portone di Santa Maria delle Grazie. Qui l’intervento ha comportato anche la sostituzione di molte cornici e un consolidamento delle due grandi ante; un minuzioso lavoro di falegnameria e di ferramenta, che ha preceduto la tinteggiatura finale; abbiamo utilizzato l’antica tecnica di sovrapposizione di più mani di terre colorate miscelate in puro olio di lino cotto, che mi pare abbiano sortito un ottimo risultato, e contiamo anche che sia durevole. 

Due anni fa abbiamo progettato la sistemazione della grande aiuola di piazza Manzoni (Piero, non Alessandro), con un’integrazione delle cordonature attorno al monumento e la formazione di un fitto tappeto di rose sevilliane, completo naturalmente di pacciamatura naturale e di impianto automatico di irrigazione. Anche in questo caso siamo in grado di coprire quasi tutta la spesa, grazie soprattutto al nostro socio Primo Grazioli, titolare dell’impresa Bueto; se qualcosa mancasse alla totale copertura, ci penserà il comune, come già ha deliberato. Ci è stato recentemente comunicato che il comune ha provveduto a inviare il nostro progetto in soprintendenza e speriamo di non dover aspettare ancora troppo tempo.

Di particolare rilievo anche l’opera del gruppo cosiddetto Antispam; una volta al mese, esclusi i mesi invernali, ripuliamo i luoghi turistici e paesaggistici più importanti, contribuendo a fornire un’immagine più positiva agli occhi dei turisti, ma anche dei soncinesi”.

Quindi i vostri sono sempre obbiettivi specifici e concreti?

“Questa elencazione di lavori, che mi hai richiesto, non vorrei portasse a pensare che per “concretezza” noi intendessimo solo opere materiali, che si vedono e si toccano; non è assolutamente così, anzi noi diamo la priorità alla valorizzazione e alla divulgazione culturale di cui le opere eseguite non sono altro che una espressione concreta, una sorta di testimonianza. È fondamentale e prioritario puntare sulla conoscenza storica, architettonica e artistica del nostro importante patrimonio, per evitare il paradosso di ridurci a distratti turisti in casa nostra. In altre parole noi pensiamo che si ama solo ciò che si conosce, e se si ama si accentua l’importanza e la necessità della conservazione e della valorizzazione: il beneficio all’aspetto turistico e commerciale deve essere la conseguenza e non il fine della nostra azione come AdR, considerando che poi entrambe le componenti se ne gioveranno reciprocamente”.

A quali iniziative culturali vi riferite?

“Non sono poche le iniziative a sfondo culturale, basti pensare alla digitalizzazione dell’intero archivio storico soncinese (ora siamo già a quasi 30.000 file),…..

….che ha dato origine ad altri due gruppi AdR di ricerca extra moenia, guidati sempre dall’archivista Ilaria Fiori, con capacità anche di regestazione e di traslitterazione; in tal modo abbiamo superato il limite documentale del 1575, anno in cui un rovinoso incendio ha completamente distrutto l’archivio soncinese, indagando presso Archivi di Stato, ma anche presso archivi privati.

Stiamo lavorando anche ad altre due importanti iniziative: la formazione del Lessico Dialettale Multimediale, e cioè una specie di vocabolario, che conta già 5000 lemmi, che sarà consultabile con strumenti di ricerca evoluta tipo Google, con la possibilità di ascoltare la pronuncia, visualizzare clip esplicative, ecc…

è poi di rilievo anche l’altra iniziativa, il progetto Soncino Tour, molto impegnativo, che è in fase di ultimazione, che non consentirà solo di viaggiare all’interno dei principali monumenti ruotando lo sguardo a proprio piacimento, ma fornirà informazioni preziose al solo click su un dipinto, o su una statua o comunque su quanto di significativo ci si voglia informare”.

Come vi rapportate al territorio e alle istituzioni?

Certamente è un aspetto rilevante, prova ne sia il costante apporto che ci arriva non solo dai soci, ma anche ad esempio dalla fondazione Popolare Crema Per Il Territorio, così come ovviamente collaboriamo col comune, che è tra l’altro l’ente proprietario di buona parte dei beni che cerchiamo di salvaguardare, ma stando sempre attenti a non perdere la nostra indipendenza e la nostra assoluta autonomia, così che in tal modo non si perda entusiasmo e piacere di operare in libertà, condizione imprescindibile per la nascita di sempre nuove idee.

Come immaginate Soncino nel 2030?

È presto detto: non ce la vogliamo immaginare. Perché, in linea con quanto ti ho premesso, meglio stare ai fatti senza troppe indagini sul futuro del mondo, anzi ti congederei proprio richiamando un noto passo di Giosuè Carducci: “meglio oprando obliar senza indagarlo, questo enorme mister ch’è l’universo”. Diciamo che facciamo semplicemente del nostro meglio, tutto qui.

Il viaggio all’interno degli Amici della Rocca è terminato. Tanti i progetti ancora in cantiere e, soprattutto molto è l’impegno concreto di questa realtà. Roberta Tosetti

DI ANTICHE CARTE, FIAMME E… FUMETTI!!!

Si tratta di un bel gruppo, una decina di persone guidate dall’archivista Ilaria Fiori, protese alla ricerca del tutto… o del nulla… non lo sappiamo, ma se così non fosse ogni ricerca perderebbe l’emozione di viaggiare a vista, nel buio più profondo, a cavallo del tardo medioevo e del rinascimento nostrano…

Tutto consegue da un giorno tra i più funesti per Soncino, 446 anni fa; correva l’anno 1575 e un disastroso incendio mandò in fumo parte del palazzo comunale e praticamente tutto l’archivio, in cui erano depositati preziosi documenti che avrebbero messo in luce secoli della nostra storia più antica, ora ancora in gran parte immersi in quello stesso impenetrabile fumo. Ecco dunque l’ambizioso obbiettivo del nuovo gruppo AdR: un cammino a ritroso, ben oltre il fatale 1575 e per giunta al di fuori dalla nostra cinta muraria, alla sistematica ricerca, in archivi pubblici e privati, delle tracce più significative della nostra storia, in particolare quelle antecedenti a quel rovinoso incendio.

In questo gruppo emerge in particolare l’attività di un team ristretto, chiamato AdR-STUDIOSI STORICI SONCINESI che, ben oltre una semplice ricerca, provvede a regestare o addirittura a traslitterare i documenti e le missive più interessanti: il team, sotto la guida di Ilaria, gode dei fondamentali apporti di Beppe Casagrande, acuto e attivissimo “detective documentale”, di Michela Lombardi, esperta e preparatissima studiosa, e della storica orceana Maria Carla Folli, di cui parleremo fra poco. Le possibilità di comunicazione via web aiutano molto; l’unica bussola è Soncino, o Sonzino o Sonzin…, oltre alle poderose e documentate ricerche del grande storico soncinese conte Francesco Galantino; ma lo spazio documentale, anche “solo” dell’Archivio di Stato di Milano, è proprio immenso; la sensazione è di navigare in un mare di contorte missive, per non dire un oceano, e l’ago della nostra bussola ci offre spesso sobbalzi imprevisti recuperando con difficoltà l’allineamento su un nord lontano e fuori dalla nostra vista. Ma, proprio per questa vastità, susciterà ancor più emozione l’avvistamento anche solo di una semplice e minuscola isoletta che richiami il profilo delle merlature a noi tanto care, e sono certo, a quel punto, che la soddisfazione sarà grande.

Ma che c’entrano i fumetti con tutto questo rigore archivistico? Beh, succede che nei giorni di bonaccia, quando le vele dei nostri ricercatori tirano il fiato, proprio allora si sprigiona l’attitudine creativa dell’orceana Maria Carla Folli che, affascinata dalle minuzie della antica quotidianità, più che dai grandi eventi storici, dà vita a curiose ambientazioni d’epoca; l’originalità sta nel fatto che nelle nuvolette dei fumetti ritroviamo frasi rigorosamente tratte da missive o carteggi o registri del Ducato Milanese; inoltre, ai piedi di ogni immagine, scorrono vivaci commenti in ottonari a rima alternata, un curioso mix che accosta il primo rinascimento, alle ormai storiche vignette del Corrierino dei Piccoli degli anni del dopoguerra e del boom economico.

Per dare un’idea ve ne propongo una delle tante: qui si parla del giovane Duca Galeazzo Maria Sforza -proprio quello che ha fatto edificare la nostra rocca (a cui curiosamente non è stata ancora intitolata neppure una via, e riteniamo che sarebbe opportuno dedicare almeno il cortile principale della rocca!)- che si deve barcamenare fra le scorribande del potente bresciano Ottaviano Martinengo, appoggiato da Brescia e da Venezia, e le lamentele di un possidente soncinese per la riscossione dei debiti contratti da due soldati del contingente militare del capitano di ventura Nicolò da Tolentino, inviato a Soncino dal duca stesso, per vegliare, difendere, e sollecitare i soncinesi che apparivano un po’ stufi e indolenti, proprio nel periodo di potenziamento delle mura e di costruzione della nuova rocca:

Bene, anche da parte mia non resta che un arrivederci alla prossima,

Mauro Belviolandi

Non basta un viaggio…

Sì, non basta proprio un viaggio, ma non solo perchè l’Ape di Guido Fanelli è in ferie per qualche giorno, ma soprattutto perchè la partenza di Gionni per Crema si vede, si sente. si tocca…

Ed è così che il gruppo degli Amici della Rocca, che mensilmente ripulisce le zone di maggior attrattività storico architettonica, ma anche quelle di maggior transito turistico, si ritrova una quantità più che raddoppiata di cartacce varie, bottiglie di plastica e di vetro, tappeti di mozziconi di sigarette, e mascherine e mascherine e mascherine… ed è per questo che non basta un viaggio…

…e i viaggi in discarica si susseguono.

Potrebbe essere scoraggiante, ma il gruppo non fa una piega e prosegue sicuro, anzi accade che altri si uniscano…

In effetti, chi non vuole starsene a piagnucolare con le mani in mano, può sempre unirsi a noi, nella nostra uscita mensile.

Alla prossima,

Mauro Belviolandi

Portone di S.Maria: presto sarà finito

AMICI DELLA ROCCA – 29/6/2021 – Il percorso è stato lungo, con tante fasi (progetto, permessi, falegnameria, ferramenta, covid…) ma oggi il tempo era ideale: caldo, brezza moderata, ombra… le condizioni ideali per l’assorbimento della prima mano di terre di colore e olio di lino cotto, esattamente come nel Rinascimento…

Siamo solo alla prima mano, ma in questi giorni sarà finito, chiudendo un altro capitolo di quel modesto libro che abbiamo aperto pochi anni fa. Confidiamo in un ottimo risultato finale, con le carte in regola per durare, come tutte le cose di valore.

E’ solo la prima mano, da far assorbire ben bene. Appena perfettamente asciutta si proseguirà.

Al termine illustreremo per bene il lavoro fatto, non per vantarci, ma per riflettere assieme.

A presto,

Mauro Belviolandi