MOSTRA CORNINI: BELLO SU BELLO, VERO SU VERO

MOSTRA DI MARCO CORNINI

Da troppo tempo, in Italia e nel mondo, assistiamo alla esposizione di forme e rappresentazioni che, più che all’arte, paiono condurre a una vana esercitazione, non certo priva di giustificazioni economiche, a cavallo fra la presunzione filosofica e la ricerca di qualche suggestiva codifica di un vuoto di sostanza; tanto più vuoto, quanto più l’atto artistico viene preceduto, se non determinato, da roboanti costruzioni logiche e verbali tese contraddittoriamente a consacrare ora l’utile, ora il funzionale, ora il superfluo, ora l’etico o il trasgressivo o altro ancora, ma comunque sempre a concettualizzare ciò che, invece, è essenzialmente, anche se non esclusivamente legato alle emozioni ed alle intuizioni più forti ed immediate.

L’arte come pensiero autonomo, come espressione dell’animo, non più relegata a precettistiche formali, è sicuramente una conquista della modernità, ma, paradossalmente, la degenerazione di queste grandi acquisizioni a livello teoretico e filosofico pare far decadere molto spesso verso un formalismo ancor più spinto, tale da autorizzare affermazioni tanto false quanto presuntuose, del tipo: ”il concetto sotteso da queste “installazioni” è così elevato che non puoi capire, se non sei un grande studioso…”. Noi, da umani semplici, suggeriremmo di stare alla larga da quel mercato dell’estetica.

Con uno scultore della portata di Marco Cornini siamo fortunatamente sul versante opposto, dove l’arte, col suo indefinito di bellezza e verità, sfida la consuetudine e il conformismo dell’anticonformismo. Nel nostro piccolo, vorremmo celebrare nel migliore dei modi la sua mostra, con immagini immersive in un’ambientazione che ne rafforza il valore, vero su vero, bello su bello, il tutto molto immediato, palpabile ed emozionante.

Per ora una sola immagine, ma ne parleremo ancora…

Mauro Belviolandi

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Un posto fresco, ristoratore… a Soncino… pieno centro… evitare perditempo

Un posto molto fresco, ristoratore… a Soncino… pieno centro… solo veramente  interessati, evitare perditempo!

No, non è un volantino da ufficio immobiliare, se non ci credete potete provare facilmente: da piazza del comune girate verso il Monumento per via IV Novembre (in realtà il nome originale era via Lanfranco Goto, non a caso…) e subito a sinistra entrate nella splendida chiesa di San Giacomo, la percorrete tutta e scendendo a fianco della grande scalinata vi ritroverete in Santa Corona, un luogo dove la presenza del divino sembra palpabile…

SANTA CORONA – è la cripta di San Giacomo, sotto l’altare principale, accessibile da due porte di marmi intarsiati ai lati della grande scalinata centrale; si scende in un ambiente carico di fascino, illuminato con discrezione da due basse finestre; un tempo, neanche troppo lontano, quando ci si ritrovava in un ambiente piuttosto buio e isolato, si rimarcava il concetto col detto dialettale: “Sarùm mia èn Santa Curuna!?”. Venne costruita attorno al 1470 (poco prima della nostra Rocca) con lo scopo di custodire degnamente la reliquia della Sacra Spina; il frate soncinese Ambrosino de’ Tormoli (autore delle splendide vetrate policrome poste sopra il coro nell’altissima abside) la ottenne dal convento milanese di Santa Maria della Rosa, a compenso di alcune vetrate che dipinse qualche anno prima. Ai fianchi dell’altare potete vedere due affreschi: l’Assunzione e Incoronazione della Vergine e l’Incontro di Cristo con la Madre; nelle lunette sono inserite sette scene della Passione di Cristo, dette I Sette Spargimenti, opera del pittore viadanese Domenico Savi (circa metà del 1600)… tutto questo sarà molto meglio visibile, in grandi dimensioni e con molti dettagli, nel sito di Soncino Tour che contiamo di attivare entro l’anno… che però non è nulla rispetto alla sacralità del luogo.

Buon agosto!

Mauro Belviolandi

AI PIEDI DELLA SCALINATA DI SAN GIACOMO

Continua il lavoro di formazione del programma Soncino Tour e, giusto per ricordarlo, vi offriamo una delle tante immagini immersive tridimensionali con cui chiunque potrà entrare e navigare nelle pieghe più suggestive dei monumenti e del paesaggio soncinesi: si tratta dell’interno della Chiesa di San Giacomo, ripreso ai piedi della splendida scalinata.

Buona visione a tutti

Mauro Belviolandi

 

QUIZ 04 – SOLUZIONE CON VIDEOCLIP

Sempre più difficile… ma anche stavolta qualcuno ha mostrato un occhio superlativo: Giuseppe Casagrande ha indovinato in pieno, senza il minimo aiuto; ma affidiamo a questo brevissimo video di pochi secondi, montato dalla nostra Paola,  la spiegazione del luogo.

Come indicato da Giuseppe, si tratta dell’estremo sud di via Orfani, all’intersezione di via della Valle, a pochi passi dal bar del Rivellino.

Come si poteva capire? Oltre alla conformazione delle porte e delle finestre, la chiave della soluzione mi pare possa essere questa grata…

E’ un’inferriata molto grande e particolare, non ce ne sono altre a Soncino, e da tempo immemore è presente a dar luce a un suggestivo scantinato; la stessa grata si intravede sotto il braccio della nostra Babi, involontaria modella, che pare quasi consapevole di prestare la sua giovane ed elegante bellezza a una foto che, a distanza di quasi 60 anni, ancora ci lascia ammirati.

Complimenti dunque a Giuseppe Casagrande: sarà lui a contendere a Tita Cavalli, per ora l’Amico più accreditato, il premio che verrà conferito nell’assemblea di fine anno?… staremo a vedere.

Buona domenica a tutti,

Mauro Belviolandi

 

 

 

QUIZ 04 – DUE SPLENDIDE RAGAZZE… MA DOVE???

“Ma quando proponete il Quiz n°4???”

…bene, eccoci qua!

Babi-Amica

Un’eleganza d’altri tempi,  ed un mix di serenità e spensieratezza sembra trasparire dall’immagine di queste due belle ragazze soncinesi… non si tratta certo dei nostri giorni, ma i luoghi, quasi intatti, sono ancora sotto i nostri occhi… MA DOVE SIAMO DI PRECISO?????

Rispondete sotto, nei commenti, potete fare anche tutti i tentativi che volete… contano solo le risposte giuste!

Teniamo aggiornata la classifica delle risposte ai quiz, c’è già chi avanza alla grande… ma la corsa avrà molte tappe… e bisogna vedere alla fine!

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Ricordiamo quanto scritto in precedenza:

Dovete scrivere le risposte nei commenti a questo nostro post, in fondo a questa pagina; potete anche porre delle domande, per essere aiutati… Non sono ammesse risposte sui social (facebook, ecc…) perchè ci sarebbe solo confusione per la loro dispersione nei vari siti.

Il luogo deve essere identificato con precisione; per esempio, se si trattasse di una foto sul lumachino, non sarebbe valido dire “siamo in rocca, o al castello”, oppure “su una torre del castello”… capito? 🙂

La soluzione del quesito verrà pubblicata fra un po’ di tempo, indipendentemente dal fatto che qualcuno abbia risposto correttamente o meno; grazie ad antiche foto, mostreremo meglio il luogo dove è stata scattata, ed anche la stessa zona ai nostri giorni; in ogni caso faremo i complimenti alle persone che un po’ ci avranno preso… o che avranno perfettamente indovinato.

Buon divertimento!

RESTAURO PORTONE OK… E VIDEO CON FINALE PICCANTE

Il restauro del portone della rocca è terminato, tranne alcuni pezzi di ferramenta non essenziali, che verranno tagliati e lavorati a cura di Beppe Brescianini  e Franco Perotti, oltre al famoso battaglio appannaggio di Eros Martinelli; il tutto sarà montato a luglio.

Come è andata? questi 3 minuti di filmato, con finale piccante, dicono tutto!

Noi ce l’abbiamo messa tutta, speriamo che si capisca che un bene pubblico, oltre che storico, vada rispettato… a cominciare dalle affissioni con puntine!

Un grazie calorosissimo al gruppo di restauro degli Amici della Rocca, guidato da Clotilde Grazioli e Beppe Brescianini, e ai validissimi collaboratori Franco Maina, Serena Soldo, Giuliana Bertani e Anna Commendulli.

Alla prossima

Mauro Belviolandi

L’ANELLO MANCANTE: LA SFIDA DI EROS MARTINELLI

Riuscirà Eros Martinelli a reggere il confronto con gli storici maestri del ferro battuto soncinese? Si tratta di gente del calibro di TorrianiGasparini e Patronaggio, grandissimi artisti del secolo scorso, ma anche dello stesso Valerio Martinelli che ci ha lasciati solo qualche anno fa, padre di Eros e di Demis,…

ErosInAnello

Gli Amici della Rocca, che stanno ultimando il laborioso restauro del portone, hanno forse trovato il sistema per far ricostruire il secondo battaglio, che un tempo pendeva a fianco del gemello, ad ornamento dello storico ingresso: hanno lanciato al giovane mastro ferraio soncinese una sfida molto più insidiosa di quel che sembra; infatti a prima vista sembra un lavoro sì difficile, ma non impossibile… in realtà non è proprio così!

Si tratta di partire da 3 tondini di lunghezza incognita, portarli a incandescenza per poi batterli e appuntirli progressivamente fino a raggiungere una certa lunghezza, pure incognita; poi si devono battere  assieme le  estremità incandescenti fino a fonderle in un unico pezzo; quindi bisogna torcerli tutti e tre, uno sull’altro, con passo d’elica variabile, ma nello stesso tempo devono anche piegarsi fino a formare una sorta di circonferenza un po’ schiacciata, cioè di diametro variabile, e anche lo spessore della treccia varierà lungo lo sviluppo; e  qui sorge il problema più difficile: mentre gli antichi artigiani potevano preparare prima tutti e sei i tondini uguali, e quindi  non erano vincolati a una forma e a una dimensione prestabilita, quel che veniva veniva, per Eros è assai più difficile perchè deve anche studiare il modo per cui, alla fine di tutte quelle complesse operazioni, l’anello, ripiegato e unito agli estremi, risulti molto simile a quello esistente… LA SFIDA E’ APERTA E A LUGLIO VEDREMO!

DueAnelli

…e se Eros vincerà la sfida vorrà dire che quell’anello mancante sarà metafora di una catena che  unisce una gloriosa tradizione a un rassicurante futuro.

Intanto il lavoro degli Amici della Rocca prosegue alla grande; sotto la guida di Clotilde Grazioli per le parti lignee, e di Giuseppe Brescianini per connessioni, chiodature, catenacci in ferro, ecc…, i lavori proseguono con buon ritmo grazie anche a Franco Maina, Serena Soldo, Giuliana Bertani e Anna Commendulli. Collaborano col gruppo anche artigiani locali, oltre a Eros anche Graziano Fanelli e Gabriele Alchieri, a riprova che quando si mettono in moto energie positive la parola contaminazione sa assumere il suo significato migliore.

Alla prossima,

Mauro Belviolandi