AFFRESCHI E DINTORNI

Il restauro degli affreschi procede per il meglio; il lavoro più grande è quello sotto intonaco: sono stati eseguiti numerosissimi collegamenti per garantire la stabilità dello strato portante, che è risultato molto più precario del previsto; la funzionaria della sovrintendenza arch.Colucci e lo stesso Sovrintendente hanno espresso apprezzamento per il lavoro fino ad ora eseguito… ma ne riparleremo presto, e in modo esteso.

Ora vogliamo illustrarvi una curiosità: a lato degli affreschi il paramento murario presenta alcuni mattoni fortemente erosi, dei veri e propri buchi, e i fratelli Mariani, esecutori del restauro, si sono assunti gratuitamente l’onere di sistemare la cosa; non si può certo togliere il mattone rotto e sostituirlo con uno nuovo, perchè una simile operazione creerebbe uno scasso enorme: il filmato che presentiamo illustra l’interessante operazione, descrivendo ampiamente materiali e la tecnica.

Per chi fosse interessato… buona visione!

Mauro Belviolandi

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Grazie al Lumachino!

Ricordate il nostro progetto di rendere accessibile a tutti la veduta dal Lumachino?

La Soprintendenza, prima di esprimersi, ci ha imposto di ritrovare documenti che attestino il pensiero dell’arch. Luca Beltrami in merito al restauro dello stesso. Per questo stiamo da tempo effettuando onerose ricerche, con la collaborazione di un’esperta archivista, presso gli archivi milanesi;  sapendo anche che, dopo il rilievo del 1883, il progetto di restauro venne inviato al Ministero della Pubblica Istruzione, abbiamo chiesto all’onorevole Silvana Comaroli se poteva aiutarci in questa ricerca… e la risposta della senatrice soncinese è stata immediata e efficacissima: non senza difficoltà, è alla fine riuscita a rintracciare e a far scannerizzare in alta risoluzione i manoscritti originali del Beltrami e anche la relazione redatta dal Conte Francesco Galantino.

La nostra rocca era conciata veramente male nel 1876, quando l’ultimo rampollo degli Stampa, marchese Massimiliano Cesare,  cedette la proprietà al comune di Soncino.

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Notate che il fronte del rivellino era ormai privo di merlature;una folta vegetazione comprometteva la conservazione delle cortine; la cinta del fossato era priva di parapetto…

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Notate il particolare del ponte levatoio: la struttura era ridotta ormai a un esile arco…

Il giovane arch.Luca Beltrami (che poi diverrà uno dei più celebri maestri dell’architettura di fine ‘800 e dei primi decenni del ‘900, realizzando, tra l’altro, il celeberrimo restauro del castello di Milano), fresco degli studi di specializzazione in Francia alla scuola di Eugène Viollet-le-Duc, progettò e diresse uno strepitoso restauro che ci consegnò la rocca nello splendore che ancor oggi possiamo ammirare.

Stiamo esaminando la relazione del Beltrami e stiamo anche cercando di rintracciare le tavole esecutive del suo progetto; dopo attento esame, presto pubblicheremo sul nostro sito tutta la documentazione, perchè riteniamo che qualunque documento storico che riusciremo a rintracciare debba essere messo a disposizione di tutti i soncinesi, veri eredi di un grande patrimonio di civiltà.

Mauro Belviolandi

ps: di seguito alcuni stralci del manoscritto del Beltrami e del Galantino

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PERICOLO INFILTRAZIONI

1 – IL PROBLEMA

La questione è già all’attenzione del comune, che si è detto disponibile a risolvere il problema. Una consistente quantità d’acqua si infiltra nelle camere interrate (1) dell’ex torrione presso la scaletta che scende da piazza Enea Ferrari e ai piedi dello stesso torrione (2) ; l’acqua scorre secondo vie da ricercare e  sbuca in due rigagnoli a valle del ponte levatoio (3) passando, tra l’altro,  sotto il pilone del grande arco del ponte levatoio, per poi convergere verso lo scolo del fossato; questo corso d’acqua può produrre  danni considerevoli alle mura e alla struttura merlata del ponte levatoio.

Notare due fatti significativi:

  • Il rigagnolo d’acqua, ormai continuo da qualche anno, era presente anche il 1/09/2017, e cioè con il naviglio che  da una settimana era molto basso;
  • Da mesi praticamente non pioveva, e il rigagnolo persisteva

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2 – COSA PROPORREMMO DI FARE

  1. Crediamo che sia meglio partire dalla ricognizione più semplice: in zona 2, ai piedi del torrione, dietro la scala che scende verso il naviglio, c’è una griglia metallica delimitata da due muretti: si nota che lì c’è acqua (anche se non piove) che impregna il terreno alla base delle mura; probabile che sia in comunicazione (causa o conseguenza) con l’acqua che allaga le stanze interrate raggiungibili dallo scivolo in piazza; poi l’acqua da lì, filtrando ai piedi delle mura, scende per affiorare in zona 3, dopo aver impregnato (e forse anche attraversato) le basi delle mura e del grosso pilone centrale del ponte levatoio, per poi scorrere nello scolo del fossato. Se tutto partisse da questa grata saremmo a posto: dopo averlo accertato scoperchiando, sondando e scavando ai piedi delle mura per accertarsi di come stanno le cose, basterebbe posare alla giusta quota un tubo drenante che scorra ai piedi delle mura e porti nello scolo del fossato dopo il ponte levatoio.
  2. Forse, diciamo forse, sussiste anche un’altra causa o concausa, un antico scarico che è stato otturato tra il 1999 e il 2000 (ci sembra):

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Cosa scaricasse non lo sappiamo, ma se fosse attivo potrebbe aver trovato una nuova via di scarico, magari all’interno delle mura, fino alle camere interrate che ora sono allagate.

Qualora il tentativo di cui al punto 1) non desse esiti conoscitivi sufficienti, si potrebbe individuare e rimuovere la lastra prefabbricata in calcestruzzo in corrispondenza dell’antico scarico (vedi fig.successiva) e inserire una sonda con telecamera per capirci qualcosa.

La figura che abbiamo preparato, tenendo conto della prospettiva,  aiuta a individuare la buca pontaia in corrispondenza della quale si trova la lastra da rimuovere.

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La cosa è tutta da indagare, perché non ci sono al momento certezze, ma speriamo che questo nostro contributo possa essere d’aiuto alle indagini che il comune si appresta a fare.

Mauro Belviolandi

AFFRESCHI: FILM FASE 1 – PROBLEMI

Sì, in effetti la situazione riscontrata sulla volta è molto peggiore rispetto al previsto… in questo breve filmato/intervista potete vedere da vicino i problemi e come li risolveremo

Ci sentiamo alla prossima, dove evidenzieremo la differenza fra affreschi e tinteggiatura a tempera; entreremo ancora nei dettagli dei lavori di restauro che nel frattempo saranno stati fatti, oltre ad aggiornarvi sulle prescrizioni che avremo concordato con la soprintendenza.

Mauro Belviolandi

 

AFFRESCHI: FASE 1

Come già anticipato, sabato scorso è stato montato il ponteggio che costituirà il piano di lavoro per il gruppo di restauratori guidato da Paolo Mariani.

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Alla base del ponteggio è stato installato un ampio tabellone che pubblica i nomi di quanti, istituzioni e privati cittadini, hanno contribuito al finanziamento dell’intervento, e che  illustra brevemente significato e metodi di restauro.

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Vogliamo anche rispettare la promessa di tenervi aggiornati sullo sviluppo del restauro, ed eccoci a descrivere molto sinteticamente i lavori in corso in questa prima fase.

Lo stato degli affreschi, come è evidente, è assai precario: immagini incomplete, disordinatamente affioranti su più strati, e tantissime vacazioni, sia sulle pareti che sui soffitti a volte incrociate.

Ciò che è meno evidente è la precarietà dell’intonaco che fa da supporto agli affreschi: abbiamo constatato come sussistano ampie sacche di distacco che, senza un adeguato intervento, potrebbero portare alla perdita totale di ampie superfici affrescate.

Paradossalmente la fase più importante è proprio l’attuale, e cioè i primi 15-20 giorni, apparentemente statica e quasi inoperosa, ma che cela un paziente e prudente lavoro di indagine, di cauta battitura, di prelievo  e di analisi che porterà a modulare l’intervento al meglio, in collaborazione con la Soprintendenza, in modo che non venga curato solo l’aspetto superficiale e immediatamente fruibile dal visitatore, ma venga anche garantito che l’interazione muro-intonaco-intonachino-pellicole pittoriche sia adeguatamente considerata e porti a un risultato ottimale, destinato a reggere la sfida dei tempi “storici”.

In figura sono rappresentate fasi di riadesione dell’intonaco e dell’intonachino.0-Tecnica2

Posto che i metodi e i particolari di restauro devono essere concordati con la Soprintendenza solo dopo l’esame dei rilievi eseguiti in questa prima fase, possiamo già dire che l’azione di restauro sarà di tipo conservativo; non sono ammesse aggiunte a completamento di parti mancanti; nei grandi spazi vuoti, spesso intonacati in epoche relativamente recenti addirittura con intonaci cementizi, si provvederà a una regolarizzazione e a una stabilizzazione del sottofondo per poi procedere a una blanda colorazione, con sfumature “mosse”, che si adatti il più possibile al contesto cromatico.

Vi faremo senz’altro sapere delle risultanze dei rilievi e delle decisioni che verranno conseguentemente concordate con la Soprintendenza.

Mauro Belviolandi

VIA AL RESTAURO AFFRESCHI!

Finalmente si parte! Domani, sabato 24/06/2017, l’Impresa BUETO, di Primo Grazioli, in via totalmente gratuita, inizierà il montaggio del ponteggio che consentirà di realizzare il restauro degli affreschi della torre sud-orientale della rocca; il ponteggio sarà conformato per consentire anche, in piena sicurezza, visite guidate illustrative nel corso dei lavori, che dovrebbero terminare in ottobre.

Un grande tabellone di 2m x 1,5m verrà installato ai piedi del ponteggio: riporterà tutti i nominativi di coloro che hanno direttamente  contribuito al finanziamento dell’opera; saranno anche riportate alcune notizie sugli affreschi e verrà pure illustrata sinteticamente la tecnica di restauro utilizzata

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Vi terremo sistematicamente aggiornati sull’andamento dei lavori.

A presto,

Mauro Belviolandi