Come già anticipato, sabato scorso è stato montato il ponteggio che costituirà il piano di lavoro per il gruppo di restauratori guidato da Paolo Mariani.

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Alla base del ponteggio è stato installato un ampio tabellone che pubblica i nomi di quanti, istituzioni e privati cittadini, hanno contribuito al finanziamento dell’intervento, e che  illustra brevemente significato e metodi di restauro.

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Vogliamo anche rispettare la promessa di tenervi aggiornati sullo sviluppo del restauro, ed eccoci a descrivere molto sinteticamente i lavori in corso in questa prima fase.

Lo stato degli affreschi, come è evidente, è assai precario: immagini incomplete, disordinatamente affioranti su più strati, e tantissime vacazioni, sia sulle pareti che sui soffitti a volte incrociate.

Ciò che è meno evidente è la precarietà dell’intonaco che fa da supporto agli affreschi: abbiamo constatato come sussistano ampie sacche di distacco che, senza un adeguato intervento, potrebbero portare alla perdita totale di ampie superfici affrescate.

Paradossalmente la fase più importante è proprio l’attuale, e cioè i primi 15-20 giorni, apparentemente statica e quasi inoperosa, ma che cela un paziente e prudente lavoro di indagine, di cauta battitura, di prelievo  e di analisi che porterà a modulare l’intervento al meglio, in collaborazione con la Soprintendenza, in modo che non venga curato solo l’aspetto superficiale e immediatamente fruibile dal visitatore, ma venga anche garantito che l’interazione muro-intonaco-intonachino-pellicole pittoriche sia adeguatamente considerata e porti a un risultato ottimale, destinato a reggere la sfida dei tempi “storici”.

In figura sono rappresentate fasi di riadesione dell’intonaco e dell’intonachino.0-Tecnica2

Posto che i metodi e i particolari di restauro devono essere concordati con la Soprintendenza solo dopo l’esame dei rilievi eseguiti in questa prima fase, possiamo già dire che l’azione di restauro sarà di tipo conservativo; non sono ammesse aggiunte a completamento di parti mancanti; nei grandi spazi vuoti, spesso intonacati in epoche relativamente recenti addirittura con intonaci cementizi, si provvederà a una regolarizzazione e a una stabilizzazione del sottofondo per poi procedere a una blanda colorazione, con sfumature “mosse”, che si adatti il più possibile al contesto cromatico.

Vi faremo senz’altro sapere delle risultanze dei rilievi e delle decisioni che verranno conseguentemente concordate con la Soprintendenza.

Mauro Belviolandi

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