Immaginate il 27 e il 28 del mese di marzo ultimo scorso… immaginate di essere in una modernissima città dell’Arabia Saudita affacciata sul Golfo Persico, Al Khobar ad esempio…

immaginate di essere in un super hotel da capogiro, diciamo il Kempinski Al Othman Hotel

kempinski

…immaginate anche una immensa sala convegni dove la più importante compagnia petrolifera al mondo, la Saudi Aramco (Saudi Arabian Oil Company), organizza una conferenza che raccoglie il contributo delle maggiori eccellenze tecnologiche esistenti sul pianeta, ad esempio Siemens, General Electric, Schneider Electric, Kaspersky

Ecco, appunto, qui sta l’eccezionale; immaginate infatti che fra tanti giganti, tutti con fatturati di qualche miliardo di dollari, avvenga che al tavolo dei relatori prendano la parola due ragazzi italiani della  Divisible Global, una azienda di sviluppo focalizzata sull’intelligenza artificiale, fondata e diretta dal nostro vicepresidente Michele Grazioli, 23 anni: bella soddisfazione direte voi! Ma non è finita…

MicheleGustavo

da sinistra, Gustavo Klaebisch e Michele Grazioli

Immaginate che, fra i tanti titolatissimi relatori, l’attenzione di tutti venga rapita proprio dagli algoritmi predittivi elaborati dai nostri ragazzi, che hanno lasciato di stucco tutte le aziende; da quel momento in poi la pressione sulla Divisible Global è diventata fortissima, tanto da trovarsi come in una situazione “capovolta”, non saprei se definire invidiabile; per dirla con le parole di Michele: “…al momento, vari player del settore si contendono la nostra partnership e valuteremo con chi collaborare sulla base della visione, più che del mero aspetto economico. Abbiamo puntato sulla concretezza, e mi ha stupito quanto queste realtà si siano riviste nel nostro discorso. Condividiamo con loro la consapevolezza di quanto sia importante essere un passo davanti agli altri e decideremo con chi rapportarci in termini di sintonia aziendale sul lungo periodo”… parole sagge, parole sagge, non c’è dubbio.

Rafforza il concetto l’amico e socio Gustavo Klaebisch: “Oltre all’onore di poter condividere il palco con aziende di altro volume di affari rispetto al nostro, va detto che il Medio Oriente rappresenta un mercato in forte crescita e molto sensibile alla centralità dei dati. Gli investimenti sugli strumenti di analisi sono visti come strategici per la generazione di valore. Insomma, un deciso passo in avanti in quella che riteniamo essere la giusta direzione per il nostro processo di internazionalizzazione”

MA DI CHE SI TRATTA???

Lasciamo ancora la parola a Michele: “Il nostro intervento verteva su come la correlazione causale possa essere la base per la creazione di framework molto più efficaci degli attuali per fare manutenzione predittiva. In questo modo si può capire in anticipo quando e in che misura ogni componente di un impianto avrà dei problemi con precisione maggiore. Permette dunque di capire quando un macchinario andrà in fermo o si romperà, e in questo modo si possono prendere tutte le misure precauzionali necessarie per evitare problemi”.

Ok, intelligenza artificiale, tecnologie d’avanguardia, algoritmi matematici complicatissimi… però non si tratta certo di novità, mi vien da obiettare, senza voler certo sminuire…; ma  mi viene in aiuto ancora Michele: “…il  punto di forza della nostra soluzione è l’utilizzo di una rete neurale proprietaria che definiamo “white box”. Questa soluzione è volta a risolvere la problematica principale delle reti neurali odierne. Infatti, quest’ultime sono affette dalla cosiddetta “black box”, una tipologia di analisi che non permette di comprendere le relazioni che intercorrono tra le variabili “input” in oggetto. Ne consegue che diventa difficile, se non impossibile, capire quando il sistema sbaglia perché bisogna semplicemente fidarsi. La nostra rete neurale è in grado di ricostruire il processo che il sistema ha effettuato per arrivare alla conclusione, con evidenti benefici di comprensione e trasparenza del risultato”.

E in impianti che macinano milioni di dollari in brevi periodi, aggiungo io, direi proprio che capire i guasti prima che avvengano e con capacità predittive molto superiori allo standard attuale, non deve essere cosa di poco conto.

Termino osservando che mentre Michele ha fondato e sviluppato in un tempo brevissimo questa azienda d’avanguardia, ha anche trovato il tempo di laurearsi alla Bocconi, ed ora, giusto per non annoiarsi, nei ritagli di tempo, sta seguendo un corso executive in intelligenza artificiale al MIT (USA), il Massachusetts Institute of Technology, una delle più importanti università di ricerca del mondo; qualche volo in America per superare i non pochi esami, e in breve tempo, come al solito, si ritroverà in tasca un altro biglietto da visita, non proprio secondario direi!

A nome di tutti gli Amici della Rocca, non ci resta che complimentarci caldamente col nostro Michele e con i suoi famigliari e augurargli di proseguire alla grande su questo suo cammino tanto promettente; noi gli siamo anche debitori, perchè Michele è molto legato a Soncino (oltre a Gallignano, la nostra massima frazione, dove risiede); ci sta anche aiutando nella messa a punto del nostro nuovo sito degli Amici della Rocca, che attiveremo fra qualche mese; col suo drone ci divertiamo anche a riprendere gli scorci più importanti del nostro Borgo, con cui arricchiremo il progetto Soncino Tour.

Alla prossima,

Mauro Belviolandi

maumich

 

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