Bibe a pesca sotto le bombe…

Quante volte, per noi Amici della Rocca, tornano alla mente i detti o i racconti o le spiegazioni di Mario Reali, il nostro Bibe! Lui è stato una vera miniera, alla quale spesso attingiamo, ed è per questo che ci siamo ripromessi, a dicembre di ogni anno, di ricordarlo un po’ a tutti, in modo semplice, con un video o una foto…

C’è solo l’imbarazzo della scelta e, pescando a caso, vi proponiamo un video di pochi secondi che lo coglie tredicenne, in tempo di guerra, mentre, con un cugino già adulto e un amico, si trovavano all’Oglio, guarda caso, a pescare le “bose”, quando….:

https://youtub.com/horts/5RCR2R0vAb0

Se vai a pesca in tempo di guerra, può capitare che gli aerei mitraglino… ma Bibe, con qualifica di pescatore inserita in qualche tassello del suo DNA, definisce ironicamente quest’esperienza come “robe simpatiche…”.

Interessantissimi i suoi racconti, soprattutto in quegli anni difficili, tra il ’43 e il ’45, momenti di paura e di sofferenza, ma sempre affrontati con dignità; momenti drammatici, giovani e madri costretti a scelte cariche di insidie, per mesi e mesi, fino al benedetto giorno in cui le armi cessarono il loro tragico concerto. Conserviamo gelosamente questi video e, mano a mano, col permesso della moglie Maria e dei figli, li renderemo pubblici, perchè fanno senz’altro parte della storia di Soncino.

Alla prossima. Mauro Belviolandi

P.S. L’invito che tutti gli Amici della Rocca vi caldeggiano è di provvedere alla SOTTOSCRIZIONE DELLA TESSERA AdR 2026, 10€ BEN SPESI per chi apprezza e desidera sostenerci nel perseverare nella ideazione ed esecuzione di lavori di ripristino, restauro e valorizzazione culturale, come in questi anni abbiamo sempre portato avanti (consolidamento del Ponte di Fuga, restauro degli affreschi della torre sud-orientale della rocca, progetto e ripristino del movimento dei Matèi, digitalizzazione dell’Archivio Storico Soncinese…e molto altro ancora).

Per richiedere o rinnovare la tessera basta cliccare sul nostro logo con sovrapposta la scritta rossa “2026” che trovate in alto a destra del nostro blog. Se preferite il contatto diretto, basta incrociare un qualunque membro del nostro direttivo: Paola Cominetti, Mauro Belviolandi, Anna Comendulli, Gianfranco Maina, Marisa Marchesi, Clotilde Grazioli , Antonio Ceribelli, Giuseppe Brescianini, Rosaria Secchi, Michele Grazioli.

LA ROCCA SU PALI COME A VENEZIA!

Ecco cosa abbiamo fotografato sotto le fondazioni che reggono la torre cilindrica della nostra rocca:

Palificata sotto la torre cilindrica (eseguita nella seconda metà del 1400).

Si tratta di pali, fittissimi, probabilmente di rovere, in grado di reggere il peso della nostra massiccia torre.

Come a Venezia: infatti è a tutti noto che gli straordinari palazzi veneziani vennero costruiti sopra pali di legno infissi nei bassi fondali della laguna; i pali venivano affondati fino a trovare il terreno argilloso, in grado di reggere il grande carico degli edifici; la stessa torre di San Marco grava su queste palificate.

Immagine da VeniceWiki.org

Già da qualche anno, come AdR, abbiamo messo in evidenza alcune critiche fessurazioni, soprattutto alla base della torre cilindrica ed il Comune ha prontamente commissionato un sofisticato monitoraggio della fessurazione principale; il risultato di 4 anni di rilevamento in continuo ha certificato che la fessurazione è soggetta a un allargamento molto lento, ma non nullo.

Fase di montaggio degli estensimetri di monitoraggio delle fessurazioni esterne e interne.

Data l’assoluta importanza della sicurezza del nostro maggiore monumento, il Comune ha commissionato un’accurata “analisi statica di primo livello” per valutare il grado di sicurezza della torre; il lavoro è stato svolto dal nostroing. Stefano Cademartori (docente di Tecnica delle Costruzioni della facoltà di ingegneria dell’università di Bergamo, in qualità di socio di ErreDiTre Ingegneria, spin-off della stessa università) in collaborazione con gli Amici della Rocca che si sono occupati della ricerca storica sulle fasi costruttive della torre e sui lavori eseguiti sulla Rocca, oltre al rilievo interno ed esterno a mezzo laser-scanner, che ha consentito di evidenziare con precisione l’intero quadro fessurativo, indispensabile per orientare i calcoli strutturali.

Relazione tecnica recentemente consegnata al Comune.

E’ appunto durante questo studio, che ha richiesto anche prove penetrometriche eseguite a cura del geologo dott. Mattia Lucchi e scavi di sondaggio eseguiti da Giuseppe Maestri e assistiti dall’archeologo della Soprintendenza dott. Bishop, che abbiamo potuto rilevare, tra l’altro, la presenza della palificazione a circa 3m di profondità.

Prima fase di sondaggio del terreno.

I pali sono totalmente immersi nella falda, e questa è una situazione molto favorevole alla loro conservazione nei secoli. Come a Venezia, tra la testa dei pali e la muratura della torre, si è riscontrata la presenza di un assito di assicelle lignee per uno spessore complessivo di 10 cm.

La palificata è stata sicuramente essenziale per garantire la stabilità della torre per quasi 6 secoli; si pensi che abbiamo valutato il peso della torre in circa 2670 tonnellate e, solo per dare un’idea plastica delle forze in gioco, corrisponderebbe al peso di 1780 automobili di media cilindrata, messe una sopra l’altra per un’altezza complessiva superiore a 2,5 Km!

Bisogna proprio complimentarsi con i progettisti dell’epoca, oltre a restare sbalorditi per l’immane sforzo costruttivo. Si pensi solo all’esecuzione dell’immenso scavo che arrivò a ben 3 m sotto la quota del fossato stesso, fin sotto il livello della falda e, da qui, aver infitto nel terreno migliaia di pali di rovere con battipali rudimentali! Si tratta di un’impresa che ai nostri giorni ci parrebbe impossibile, se non con le potenti escavatrici ed altre macchine operatrici di cui oggi possiamo avvalerci. Si noti anche che i pali non sono limitati alle fondazioni della torre cilindrica, ma probabilmente riguardano l’intera rocca: negli anni ’80 infatti, durante scavi di sondaggio sotto la cortina orientale (quella che nel ’60 fu interessata dal crollo dell’intera merlatura), furono intravisti dei pali lignei; non risulta che esista una foto di tale avvistamento, ma dagli schizzi dell’arch. Pepo Fontanini, si desume chiaramente la loro presenza sia pure in misura meno rilevante trattandosi di carichi molto inferiori rispetto alle torri della nostra rocca.

I corposi calcoli di verifica strutturale, magistralmente esposti dall’ing. Stefano Cademartori, hanno consentito di valutare i gradi di sicurezza rispetto a svariati stati limite ed hanno consentito di individuare con precisione le indagini e i carotaggi strettamente necessari per poter scegliere l’intervento risolutivo che potrà mettere in sicurezza la torre cilindrica.

Saggiamente il Comune ha mostrato la volontà di arrivare fino in fondo all’indagine, per poter procedere quanto prima all’esecuzione dei lavori di messa in sicurezza; pur non trattandosi di pericoli imminenti, si vuole drasticamente escludere la possibilità che si ripetano fenomeni già verificatisi in passato: ad esempio, in una notte dell’agosto del 1960, durante un classico temporale estivo, un grande boato squarciò il silenzio in cui il nostro borgo era immerso, e al mattino, tra fumi polverosi, apparve ai nostri occhi la sagoma della cortina nord-orientale della rocca (verso la filanda) completamente trasformata dal crollo di tutta la merlatura, compresi i beccatelli e parte del muro, fino oltre il marcapiano intermedio.

Crollo della merlatura della cortina orientale – agosto 1960 (archivio ditta Intergeo Perforazioni).

Allora non erano certo mancate evidentissime avvisaglie che “qualcosa” non andava, come si intuisce immediatamente dalla storica foto che segue.

Preoccupanti avvisaglie del futuro crollo- circa 1959 (archivio arch. Flavio Cassarino).

Ma come si riuscì a ricostruire la merlatura? Come sono messe le altre merlature, verso il borgo Sotto e verso il tennis? A questi interrogativi ci impegniamo a rispondere in un prossimo articolo.

E cosa possiamo fare ora? L’invito che tutti gli Amici della Rocca vi caldeggiano è di provvedere alla SOTTOSCRIZIONE DELLA TESSERA AdR 2026, 10€ BEN SPESI per chi apprezza e desidera sostenerci nel perseverare nella ideazione ed esecuzione di lavori di ripristino, restauro e valorizzazione culturale, come in questi anni abbiamo sempre portato avanti (consolidamento del Ponte di Fuga, restauro degli affreschi della torre sud-orientale della rocca, progetto e ripristino del movimento dei Matèi, digitalizzazione dell’Archivio Storico Soncinese…e molto altro ancora).

Per richiedere o rinnovare la tessera basta cliccare sul nostro logo con sovrapposta la scritta rossa “2026” che trovate in alto a destra del nostro blog. Se preferite il contatto diretto, basta incrociare un qualunque membro del nostro direttivo: Paola Cominetti, Mauro Belviolandi, Anna Comendulli, Gianfranco Maina, Marisa Marchesi, Clotilde Grazioli , Antonio Ceribelli, Giuseppe Brescianini, Rosaria Secchi, Michele Grazioli. Da tre anni abbiamo consecutivamente superato il record delle 130 iscrizioni: contiamo su tutti voi per mantenerci su questi elevati standard!

Un caro saluto e alla prossima! Mauro Belviolandi

ARGO e AQUARIA: due belle iniziative!

Con molto piacere segnaliamo due iniziative molto interessanti proposte da AQUARIA (sezione soncinese del gruppo archeologico milanese GAAM) e dalla rinnovata associazione ARGO di Soncino.

ARGO: si tratta di una interessantissima iniziativa, presentata dalla dott.ssa Francesca Perotti, intitolata SONCINO DISCOVERY, denominazione molto appropriata perchè può succedere che, pur convivendo con tanta bellezza, non ci si sia mai dati la briga di rinnovare le nostre conoscenze sul grande patrimonio storico e artistico soncinese. Subito questo giovedì 4 settembre, alle ore 21 nella sala convegni della ex Filanda Meroni, avverrà l’interessante presentazione, che si snoderà poi in 3 visite guidate gratuite nelle settimane successive. Per i particolari allego in fondo la specifica locandina.

AQUARIA: propone la terza e conclusiva tappa di un percorso teso a scoprire le risorse paesaggistiche e archeologiche soncinesi; dopo una serata di introduzione in filanda e una visita ai luoghi (sorgenti, acque, siti archeologici…), il ciclo si conclude con una visita guidata gratuita al museo archeologico sito nella nostra Rocca Sforzesca, assistiti dalla dott.ssa Elena Baiguera, curatrice del Museo: occasione da non perdere anche per chi non ha seguito le prime due tappe. Anche qui, per i particolari, rimando alla specifica locandina.

Alla prossima, MB

SI’, FA MOLTO CALDO, MA…

Sì sì, fa molto caldo, ma intanto…:

…il restauro del portone di Santa Maria delle Grazie è stato ultimato…

… le rose sono state trattate e potate e, dopo il gran caldo,
si aspetta la prossima fioritura…

…la piccola quercia (che presto avrà un nome evidente) viene irrigata…

…i matèi, oltre ad averli fatti funzionare,

li abbiamo garbatamente illuminati per la notte…

da così…

….a così

…le pulizie dei percorsi turistici proseguono

… avanzano gli studi per progettare i rinforzi strutturali della torre cilindrica
e presto si saprà cosa fare…

e tante altre iniziative proseguono, sotto traccia,

al riparo dal sole cocente.

Da tutti gli AdR: Buona estate!

Mauro Belviolandi

DEGRADO E…PROFUMO DI ROSE

Oggi parliamo di aspetti “secondari”. Pare che antropologi e filosofi siano concordi nel paragonare la cultura di un popolo a una specie di inconscio collettivo: il corretto comportamento viene fin da giovani assimilato nel profondo, in modo che non ci sia più bisogno di richiamarne le regole, perchè tutti inconsciamente le dovrebbero conoscere, tanto da percepirle come ovvie e naturali. Tutti le conoscono… anche se a volte non le rispettano ma, se ci fosse una cultura profonda e condivisa, le eccezioni rimarrebbero tali e confermerebbero la regola. Se invece la regola è che siano le eccezioni a prevalere, allora sono guai seri, e i segnali si percepiscono anche per aspetti apparentemente secondari…

Nel nostro piccolo, come Amici dalla Rocca, ci sforziamo di valorizzare ciò che la nostra secolare cultura ci ha tramandato, e lo perseguiamo anche con i gesti apparentemente più umili; è il caso del gruppo AdR-Territorio che ogni mese (esclusi i 2 o 3 invernali) raccoglie cartacce varie nei fossati della rocca, lungo il viale delle Rimembranze e nelle principale vie turistiche del nostro borgo.

Non è un caso che la cadenza sia mensile; la periodica ripetizione delle uscite vuole rimarcare il valore della continuità, perchè il senso civico non è tale se si riduce ad un semplice atto estemporaneo: speriamo che il nostro impegno serva a qualcosa, che altri si uniscano a noi e chissà che qualcuno comprenda l’importanza di rispettare il territorio e di non spargere rifiuti.

Allo stesso modo opera il gruppo AdR-Roseto: quattro anni fa abbiamo pavimentato il contorno del monumento a Piero Manzoni e abbiamo realizzato un grande roseto nelle due aiuole retrostanti

il tutto sarebbe già degradato se non sussistesse il periodico impegno per una costante pulitura, una corretta potatura, una giusta concimazione e una graduale irrigazione

si sta avvicinando maggio, il mese della fioritura e siamo certi che il rosso bagliore delle rose ed il loro profumo si faranno apprezzare dai soncinesi e dai tanti turisti…. e anche questo speriamo possa essere percepito come un piccolo esempio di senso civico e di cultura.

Noi teniamo duro, molte sono le iniziative in corso e presto avremo modo di parlarne; intanto ci conforta il massiccio tesseramento che anche quest’anno si presenta più che incoraggiante.

Alla prossima! Mauro Belviolandi

STASERA TUTTI IN FILANDA!

Questa sera, venerdì 21/2/2025, alle ore 20.45 siete tutti invitati alla serata degli Amici della Rocca.

Si parlerà brevemente del progetto di restauro del quadrante zodiacale dei Matèi e sarete aggiornati sugli interessanti risultati intermedi relativi allo studio della stabilità della Torre Cilindrica della Rocca.

Apprezzerete senz’altro anche la sorprendente presenza di una fortissima signora soncinese che, dall’alto dei suoi 97 anni, vi lascerà stupefatti per quel che riuscirà a esprimere in meno di due o tre minuti!

Infine la Corale San Bernardino, con un eccellente accompagnamento strumentale, ci allieterà con il suo nuovo repertorio canoro.

NON MANCATE !!!

MB

2025: QUADRANTE STELLARE!!!!

Un nuovo straordinario progetto ci attende per questo 2025 e ha a che fare con le stelle!

Nel 2024 siamo riusciti a ripristinare il funzionamento dell’orologio dei Matèi: gli storici locali fanno risalire al 1506 la prima posa dei nostri due “mori veneziani”, quando la Serenissima Repubblica di Venezia ne fece dono al nostro borgo nel decennio della sua dominazione (1499-1509). Dopo decenni, i Matèi sono tornati a scandire le ore e i quarti d’ora  nella piazza del Comune. Non è stata un’impresa semplice, ma grazie alla ditta specializzata che ha  realizzato il lavoro e anche, dobbiamo dirlo, al nostro lungo impegno per tarare il complesso gioco delle leve e dei fili (grazie Renato per quanto hai fatto e ancora stai facendo!), questo gioiello della tradizione storica soncinese è stato recuperato

Bene per i Matèi! Ma ci attende ora la principale e emozionante sfida: IL RESTAURO E LA VALORIZZAZIONE DEL QUADRANTE ZODIACALE, che al momento si trova in uno stato precario e richiede un intervento importante; in una sola immagine, non ancora definitiva, diamo un’idea di come lo vorremmo a fine restauro.

progetto di restauro del quadrante (in fase di elaborazione)

-si noti anche l’intonazione, materica e cromatica, con la torre e la retrostante guglia della Pieve-

Come ormai tutti sanno, il quadrante attuale è stato realizzato nel 1977 su progetto di Fabrizio Pirletti; le magnifiche formelle in cotto, che rappresentano i 12 segni zodiacali, sono state realizzate dal prof. Agostino Ghilardi, affermato artista e scultore, per decenni docente di questa affascinante materia all’Accademia Santa Giulia di Brescia e da poco in pensione, il quale ci ha confermato la sua preziosa collaborazione anche in fase di restauro.

Naturalmente il progetto dovrà essere approvato dalla Soprintendenza ed il passaggio non è scontato. Infatti, pur restando inalterata la matrice in cotto, le formelle, come è nella tradizione veneziana, sono previste con rivestimento in oro su sfondo blu stellato: non si tratta di una semplice questione estetica!

Un orologio zodiacale, ai tempi della posa dei Matèi (di pochi anni posteriori ai mori del celeberrimo orologio di piazza San Marco), esprimeva la summa delle aspirazioni umane verso i misteri del tempo e del cielo, ma anche il deposito millenario di osservazioni astrologiche, astronomiche e tecnologiche; per Venezia erano anche il simbolo stesso della sua potenza commerciale e delle più ardite navigazioni guidate dalle carte della volta celeste. Per questo in ogni orologio zodiacale viene rimarcata la presenza del cielo e delle stelle: nel nostro, la lancetta più lunga segna le ore (il quadrante presenta 24 ore) mentre quella più corta ruota in senso antiorario compiendo un giro in un anno, indicando via via le dodici costellazioni dello zodiaco; intanto i matèi battono le ore e i quarti d’ora. Avremo modo di approfondire questi aspetti molto interessanti che hanno lasciato uno storico palinsesto decorativo e tecnologico così importante nel cuore della nostra piazza soncinese (Anche per questo siete tutti invitati alla Serata degli AdR in filanda, sala conferenze, alle 20.45 di venerdì 21 febbraio).

Una possibile configurazione della facciata restaurata

Il progetto è frutto della collaborazione del sottoscritto ing. Mauro Belviolandi, con la vicepresidente Paola Cominetti, e l’AdR arch. Antonio Ceribelli. Nulla graverà sulle casse del Comune (che ha comunque sostenuto questa iniziativa e che la completerà con adeguato restauro e tinteggiatura della facciata): il progetto, pur essendo ancora in fase di elaborazione, è stato molto apprezzato e possiamo già sbilanciarci a dire che sarà totalmente coperto dalla generosità degli sponsor. Inoltre ci fa piacere segnalare che anche il Lions Club Soncino collaborerà a questa importante iniziativa.

Rinnovo l’invito alla serata degli AdR la sera del 21 p.v. e ricordo che è stata da poco aperta la CAMPAGNA DI TESSERAMENTO 2025: per noi è vitale sentire l’appoggio e l’apprezzamento dei soncinesi (e non solo) e la tessera AdR (10€) ne è senz’altro un segno importante. Di anno in anno cresciamo di numero, nel ’22 abbiamo raggiunto il record delle 120 tessere, nel 23 abbiamo superato le 130 e nel ’24 le 140! Sono molte le iniziative che portiamo avanti ed è per questo che anche per il 2025 speriamo, col vostro aiuto, di confermare questa incoraggiante tendenza.

Grazie a tutti, a presto. Mauro Belviolandi

ANNO 1950: VIDEO DI UN COMMOVENTE “SÌ !“

Non ci sarà dicembre senza che gli Amici della Rocca non ricordino l’amico Bibe, ovvero Mario Reali: a due anni dalla scomparsa, resta troppo vivo  il ricordo e troppo prezioso il patrimonio di “sapere soncinese” che ci ha lasciato; abbiamo avuto la fortuna di conservarlo come appunti suoi e nostri, ma anche di immortalarlo in tante foto e suggestivi video, che saranno alla base di pubblicazioni originali.

La dinamica e  simpaticissima moglie Maria Somenzi ancor oggi collabora con noi per arricchire di detti e termini dialettali l’archivio del nostro lessico dialettale, che tanto deve all’apporto di Bibe.

Oggi Maria, vincendo la sua naturale ritrosia, ci ha concesso di pubblicare un brevissimo video di un momento molto particolare della loro lunga e prolifica unione: era il 1950, 74 anni fa… quando Bibe riesce a strapparle il fatidico “Sì!”, ovvero “SE!” dialettalmente parlando, una promessa di fidanzamento come era in uso all’epoca, ma che  l’estro e la verve dei nostri protagonisti colora subito di tinte allegre, ma inaspettate e sorprendenti.

Non un sì qualunque, un “SE!!!” di quei tempi, un sì che dura una vita… anzi due… e forse anche oltre!

Buona visione.

Mauro Belviolandi

P.S.: stiamo per aprire la campagna di tesseramento 2025: qualche anno fa raggiungemmo il record di 120 iscritti, lo scorso anno arrivammo a 130 e quest’anno abbiamo superato quota 140 soci; si tratta dei soliti 10€ annui, che potete consegnare a un qualunque membro del Direttivo degli AdR, o anche compilando online il modulo che trovate in alto destra all’apertura del nostro sito; questo ci sprona a fare sempre meglio e a giorni presenteremo un sorprendente progetto di restauro del quadrante zodiacale dell’orologio dei Matèi (Matèi che da quest’anno abbiamo messo in funzione, e son tornati a scandire ore e quarti d’ora nella piazza del comune). Sarà un progetto molto oneroso, ma col tempo abbiamo acquisito credibilità per i lavori che abbiamo portato a termine, e abbiamo già la certezza di contare su sponsor che intendono coprire l’intero intervento. Resta da convincere la Soprintendenza, e cercheremo di individuare la migliore soluzione che possa essere approvata. Poi illustreremo anche lo stato degli studi sulle fessurazioni della Torre Cilindrica, che il Comune ci ha affidato assieme alla spin-off universitaria Erre di Tre, dell’amico della Rocca ing. Stefano Cademartori, collaborazione che sta procedendo alla grande e con prospettive molto incoraggianti. Insomma, l’invito è molto semplice: seguiteci e restate con noi!

AQUARIA SOPRA E SOTTO: DA NON PERDERE!

Veramente un’iniziativa importante questa di GAAm-Gruppo Archeologico Ambrosiano -Sez. AQUARIA-Soncino; un’occasione da non perdere che come Amici della Rocca, oltre a Castrum Soncini e alla Pro Loco, abbiamo appoggiato con molta convinzione.

La proposta, una vera e interessantissima novità, si sviluppa in tre fasi:

  • una serata di introduzione in filanda,
  • una visita ai luoghi (sorgenti, acque, siti archeologici…),
  • una presentazione al museo di Aquaria in Rocca degli attuali risultati.

L’ingresso è libero, ci vediamo tutti in filanda venerdì 18 alle 20.45.

Presto pubblicheremo altre importanti notizie sulle iniziative AdR in corso, a presto!

Mauro Belviolandi

MATEI: LAVORO FINITO!…a chi dedicarlo?

E’ stato molto più difficile del previsto: l’antico meccanismo dei Matèi, ormai inutilizzabile, possedeva un tempo tutte le funzionalità meccaniche per gestire le cadute e le risalite dei battitori; ora invece, con i soli motori elettrici, si poteva contare solo sui leveraggi esterni, e si è lavorato molto per trovare, fra i tanti possibili, l’assetto ottimale e anch’io, ma soprattutto l’amico Renato Monfredini, non abbiamo contato le volte che siamo risaliti fin dietro ai Matèi per metterci un po’ del nostro.

Inutile esprimere ancora una volta la nostra gratitudine agli sponsor Aldo Vanoli per Ferramenta Vanoli, Giorgio Forloni per AVIS Soncino e dott. Giorgio Olmo per Fondazione Popolare Crema per il Territorio, oltre naturalmente al Comune di Soncino che da sempre supporta concretamente le nostre iniziative per la valorizzazione del nostro borgo. Grazie alla loro generosità non solo abbiamo potuto coprire tutte le spese, ma abbiamo anche un minimo di disponibilità per affrontare il successivo e impegnativo restauro del prezioso quadrante con i segni zodiacali in cotto…., ma di questo ne parleremo in un prossimo articolo ad hoc.

A CHI DEDICARE QUESTO GRADITO RITORNO DEI MATEI?

Già in un precedente articolo avevo accennato a una sottoscrizione di più di 200 soncinesi che, nell’agosto del ’96, chiedevano con forza al comune di ripristinare questa antica tradizione.

Ma, ancor più indietro nel tempo, negli anni ’60, una gentile e sensibile signora, in modo semplice e anche un po’ commovente, aveva esultato per l’ennesimo ripristino del suono dei Matèi, che ormai zoppicavano con troppa frequenza: si tratta di Lucrezia Manzella, classe 1902, nipote di Padre Giovanni Battista Manzella (Soncino gli ha dedicato una via centrale, è ricordato nella “sua” Sardegna, dove viene ancor oggi venerato come un Santo), ma parente anche di Dante Manzella che, con la moglie Maria Callegari (detta la Giupinéra), avevano incantato generazioni di soncinesi con i loro avvincenti spettacoli dei “gioppini”.

Lucrezia Manzella

Lucrezia non aveva studiato, come la maggior parte dei soncinesi di quell’epoca, ma è evidente che un gene di spiritualità e di poesia si aggira negli animi di questa antica famiglia soncinese e li accomuna un po’ tutti, ciascuno a modo suo; in questi giorni, grazie al nipote Giuseppe Manzella, mi è pervenuto un affascinante quaderno, simile a quello degli appunti di Bibe, con poesie molto semplici, in dialetto, ma cariche di sentimenti sinceri, con calligrafia d’altri tempi, un po’ stentata, come di chi non è avvezzo a scrivere, e quindi ancor più meritoria; tra queste poesie, una, dedicata ai Matèi, la vorrei porre alla vostra attenzione…

Mi pare bello pensare che, quando ci fermeremo a vedere e sentire i due Matèi battere le ore e i quarti d’ora, il nostro pensiero possa andare a Lucrezia, come per rassicurarla che la sua poetica esultanza e il suo invito a gioirne ci ha pienamente raggiunti, dopo un viaggio di oltre mezzo secolo; sappia anche che quei rintocchi sono dedicati proprio a lei; un messaggio che, con la forza e la persistenza dei valori semplici, speriamo possa risuonare nel tempo almeno quanto il suo.

Alla prossima, Mauro Belviolandi