NON CI SONO PAROLE…

No, non ci sono parole per esprimere il dolore per la morte di Alberto Magarini Pellini, 25 anni, e di Lorenzo Adamo Secchi, 24 anni (e non so nulla della giovanissima compagna di 21 anni, cremasca, che pare molto grave).

Ci uniamo all’indicibile dolore della mamma Antonella, del nostro Andrea e dell’altro fratello Alessio, e anche di tutta la famiglia Adamo-Secchi.

No, non ci sono parole, e non resta che una invocazione, attinta dalle radici più profonde della nostra millenaria cultura: “L’eterno riposo dona a loro, o Signore…”

per tutti gli AdR, Mauro Belviolandi

…però quel ragazzo.. ♬♪.. ne ha fatta di stradaaaa.. ♫♬♪♩

– “Sì, effettivamente Andrea Magarini Pellini ne ha fatta di strada” – così mi verrebbe da dire pensando al lontano 2014 quando nel mio ufficio, assieme alle architette Marika Oprandi e Marisa Marchesi, abbiamo prodotto a tempo di record un’idea progettuale chiamata Genius Loci; non si trattava di recuperare semplicemente la torre civica, ma lo sguardo era assai più esteso, e contemplava la concreta e orchestrata mobilitazione di tanti fattori di crescita e valorizzazione; peccato che il progetto non abbia avuto seguito, ma già lì, agli albori delle iniziative degli Amici della Rocca, Andrea mostrava chiaramente la sua non comune capacità di coordinare le idee più felici con perfetti cammini realizzativi.

Non stupisce, anche se rallegra e conforta molto, che nella prestigiosa cornice di Palazzo Marino, Andrea abbia ricevuto un riconoscimento così importante, come si può ben vedere in questo estratto-video girato nella cinquecentesca sede del comune di Milano, così come restaurata dal “nostro” grande architetto Luca Beltrami [per i pochi che non lo sapessero, colui che, a fine ottocento, ha meravigliosamente restaurato la nostra rocca]. Il sindaco e il presidente del consiglio comunale milanese conferiscono, in occasione della cerimonia degli Ambrogini d’Oro, un importante riconoscimento ai protagonisti della gigantesca operazione MILANO AIUTA, a sostegno delle fasce più in sofferenza della comunità milanese durante il periodo dell’emergenza Covid; fra i tre massimi responsabili, figura il nostro Andrea, quale coordinatore dell’importante settore Milan Food Policy:

Non solo solidarietà, perchè il Milan Food Policy è promotore di importanti iniziative produttive che hanno portato alla fioritura di tante start-up in campo agroalimentare; ha promosso e sostiene anche un grande progetto di valenza mondiale, chiamato MILAN URBAN FOOD POLICY, una sorta di patto fra sindaci delle città di mezzo mondo, fra cui anche le più grandi metropoli dei quattro continenti, che condividono concretamente gli stessi principi di lotta allo spreco e di promozione agro-alimentare.

E’ in questo contesto, che vede Andrea spostarsi continuamente per relazionarsi quanto più possibile con le 210 realtà urbane che aderiscono al patto, che emergono le sue capacità e che ci inducono, senza tema di smentita, a qualificare un cittadino soncinese quale vero e proprio cittadino del mondo.

Questa immagine, ad esempio, ritrae Andrea in videoconferenza, 3 giorni fa, col consiglio comunale di Washington:

Per meglio spiegare questa complessa attività, crediamo che non ci sia niente di meglio che dare la parola allo stesso Andrea:

Dopo questa brillante esposizione di Andrea, vi saluto e vi do appuntamento per esporre le risultanze delle prospezioni geoelettriche alla ricerca di eventuali resti dell’antica rocca, prospezioni che inizieranno questo lunedì. e verranno elaborate ai primi di gennaio.

per gli Amici della Rocca, Mauro Belviolandi

BUONE NOTIZIE: approfondiamo!

Studiare a fondo, esaminare in profondità: questo è il significato che il vocabolario riporta alla voce “approfondire”, e direi che ci pare anche il verbo più appropriato per quanto ci accingiamo a fare, proprio nei prossimi giorni, alla ricerca di qualche traccia sommersa dell’Antica Rocca soncinese.

Ci è infatti appena giunto dalla Soprintendenza di Mantova, che ha competenza anche su Brescia e Cremona, il parere favorevole al nostro progetto di sondaggio geoelettrico, una sorta di TAC a quel verde terrazzo; avevamo già individuato da tempo la possibile ditta esecutrice dei lavori, sulla base della competenza e della convenienza economica, per cui abbiamo immediatamente inviato l’ordine di inizio lavori alla TECNOGEOFISICA S.n.c, di Carpi (MO); ora sarà solo il meteo a condizionarne l’avvio, che si spera possa avvenire prima di Natale; è necessario infatti che non si formi il ghiaccio di notte, perché uno strato anche superficiale, può alterare il campo elettromagnetico e, in ultima analisi, la precisione della ricostruzione tridimensionale di ciò che potrebbe essere sepolto sotto quegli orti.

Mi sento di esprimere il forte ringraziamento degli Amici della Rocca alle famiglie Grazioli quali proprietari/residenti della zona del rilevamento, e in particolare all’amico e residente Valter Bettinzoli che ha saputo sensibilizzare tutti sull’importanza di questi sondaggi e sul necessario permesso di operare.

Oltre ai soci AdR, che, in più di cento, ogni anno ci sostengono col loro spontaneo tesseramento, dobbiamo in particolare ringraziare la Fondazione Popolare Crema Per il Territorio e la famiglia Paolo Arlango-Mariagrazia Gagliardoni per i contributi fornitici, senza i quali difficilmente avremmo potuto intraprendere questa onerosa iniziativa.

Come già ebbi modo di esporre, questi tipi di sondaggi, assolutamente non invasivi,  consentono di riconoscere i materiali interrati sulla base della differenza di resistività elettrica; i dati vengono trasformati in mappe tridimensionali e a colori, in modo da evidenziare anche le strutture murarie in profondità; software dedicati, provvedono automaticamente a trasformare i dati in volumi ben rappresentativi; tutto questo sarà essenziale per una non arbitraria ricostruzione tridimensionale dell’antico fortilizio.

E se non si trovasse nulla? Saremmo senz’altro dispiaciuti, ma l’importanza dei possibili ritrovamenti ci spinge a correre questo rischio ponderato: non solo i testi dei grandi storici soncinesi dei secoli scorsi (uno su tutti, il conte Francesco Galantino), ma anche originali missive ducali degli Sforza (Archivio di Stato di Milano) attestano la presenza del grande antico monumento e non abbiamo dubbi che sia giunto il momento di “approfondire”.

Non mancheremo di tenervi aggiornati, un caro saluto

Mauro Belviolandi

Il nostro vice presidente?… è la volta di Capital…

Ormai, per il nostro vice presidente Michele Grazioli, non si tratta più di exploit eccezionali: qui si tratta di una realtà sempre più concreta, in continua evoluzione, che non accenna a stupire e a riempirci di giusta ammirazione.

Se poi pensiamo che le realizzazioni più importanti di Michele sono avvenute in piena epidemia di Covid, con i mercati in forte ribasso e con i grandi imprenditori che gli han dato fiducia proprio in un periodo tanto avverso e delicato, non possiamo certo essere tacciati di partigiana benevolenza: è fuor di dubbio che siamo di fronte a imprese eccezionali, che meritano di essere evidenziate, se non altro perchè speriamo che infondano a tutti un po’ di fiducia, in un momento che invece ne esprime drammatica carenza.

Non aggiungiamo altro, penso che bastino le parole che abbiamo estratto dalla prestigiosa rivista.

Alla prossima,

Mauro Belviolandi

PORTONE S.M.d.G.: FINE LAVORI FALEGNAMERIA… ora ci aspetta la tinteggiatura

A prima vista non sembra cambiato molto…

… ma possiamo assicurare che il lavoro eseguito da Clotilde Grazioli, Beppe Brescianini e Anna Comendulli non è stato cosa di poco conto.

Il portone è stato consolidato strutturalmente ripristinando la solidarietà statica di tutti i suoi elementi attraverso giusti incollaggi e ripristinando le spinature… utilizzando anche le attrezzature offerte da Ivan Dalé, artigiano edile. Anche le parti in ferro sono state sistemate dai precisi interventi di Beppe.

Sono poi state sostituite le cornici più deteriorate, che si sfaldavano alla minima pressione delle dita. Le cornici nuove in rovere stabilizzato, perfettamente uguali all’originale, sono state gratuitamente prodotte, su nostro disegno, dalla Falegnameria Metelli di Pontoglio; inoltre un gran numero di sottili inserti di rovere sono stati pazientemente inseriti per colmare le fessurazioni più ampie, e le superfici più danneggiate; il tutto è stato riaggregato con stuccature speciali a base di araldite; questi sottili listelli a misura sono stati generosamente offerti e lavorati nel laboratorio di restauro di Paolo Gallina.

Per poter restaurare anche la parte a contatto col pavimento, dove spesso la pioggia riesce a infiltrarsi danneggiando la fascia inferiore, si son dovute sfilare le porte dai cardini, agendo con opportune leve e contando anche sull’apporto muscolare di Mario Grazioli

Ora il lavoro di falegnameria e di ferramenta può dirsi concluso e ci aspetta la parte che maggiormente appagherà l’occhio, ovvero la verniciatura finale, che conferirà bellezza e dignità a questo portone, rendendolo consono allo splendore dei cotti e degli affreschi di Santa Maria delle Grazie, preziosissimo gioiello del Rinascimento italiano.

Possiamo anticipare che non verranno utilizzate vernici sintetiche, ma si utilizzeranno terre di puro colore miscelate in olio di lino cotto, proprio come si faceva nel Rinascimento; la miscela verrà creata direttamente sul posto dal restauratore cremasco arch. Paolo Mariani, progettista e direttore dei lavori, nonché Amico della Rocca, che provvederà anche a stendere le prime parti di colore e ad assistere Clotilde, Beppe e Anna nelle delicate operazioni… ma di questo avremo modo di parlarne ampiamente, a lavoro eseguito.

Quando verrà finito? Noi siamo pronti, dipende dal tempo: questo tipo di pittura ha il pregio di durare negli anni, ma deve essere assolutamente stesa senza umidità… e noi lo faremo nel momento propizio, se occorre attenderemo la primavera.

A presto,

Mauro Belviolandi

PORTONE S.MARIA D.G. Ripresi i lavori!

Dopo la forzata pausa Covid, è ripreso il nostro restauro del portone di S.Maria delle Grazie.

Dapprima, e cioè venerdì scorso, il restauratore arch. Paolo Mariani, progettista e direttore dei lavori, nonché Amico della Rocca, ha eseguito le necessarie prove di colore su tre formelle, seguendo scrupolosamente le disposizioni impartite dalla Soprintendenza.

Paolo Mariani: prove di colore per Soprintendenza

Interessante sapere che non useremo vernici industriali, ma seguiremo fedelmente le metodologie tradizionali che risalgono al Rinascimento e anche oltre, calibrando nelle giuste dosi terre di puro colore e oli naturali; non è solo un omaggio al passato, ma è ormai provato che con queste tecniche qualità e durata sono notevolmente superiori.

Mercoledì 16 abbiamo iniziato i lavori di consolidamento e restauro. Abbiamo ridotto al minimo il numero degli operatori Amici delle Rocca, per garantire un distanziamento adeguato, oltre a lavorare sempre con mascherina. Oltre a Paolo Mariani, i lavori saranno guidati da Clotilde Grazioli per il restauro ligneo e da Beppe Brescianini per cardini, serrature e ferramenta varia: entrambi espertissimi nel loro settore. Anna Comendulli e Guido Fanelli completano il quadro, coadiuvando nelle varie fasi.

Beppe, Anna e Clotilde al lavoro, di primo mattino

La parte “portante” del lavoro è il consolidamento dell’antico portone: viene recuperata l’originale rigidezza ripristinando la solidarietà statica delle stratificazioni lignee, sia con incollaggi e solide ammorsature, sia ricercando e rifunzionalizzando le primitive spinature…

Abbiamo preparato cornici di rovere stabilizzato, identiche a quelle in essere: dove è possibile recuperiamo e consolidiamo l’esistente; dove le cornici sono inconsistenti e irrecuperabili eseguiamo sostituzioni mirate…

Data l’età del portone, che da secoli è esposto direttamente al sole e alle intemperie (non c’è gronda), qualunque innesto nuovo deve essere assoggettato a pazienti e precise lavorazioni di aggiustaggio, non senza la necessità di innesti, anche minimi, per impedire infiltrazioni. Per questo, anche le parti che sembrano messe a nuovo, in realtà saranno lavorate a più riprese, rispettando gli intervalli necessari per fare un lavoro accurato e durevole, e non mancheremo di descriverle nel dettaglio.

Non mancano gli apporti di artigiani, con mezzi e attrezzature, che in un modo o nell’altro ci aiutano e ci sostengono, e che avremo modo di citare nel dettaglio. Anzi, direi che l’aspetto più bello e accattivante che, proprio per la mia lunga esperienza di progettista e di direttore lavori pubblici e privati che, di contrasto, ho qui modo di apprezzare maggiormente, è proprio questo modus operandi: il piacere di affrontare qualunque ostacolo senza l’assillo dei tempi o dei costi, ma solo per il piacere di fare il meglio, gratuitamente, nella convinzione che qualunque imprevisto sarà uno stimolo per fare ancor di più e ancor meglio, grazie anche agli aiuti che sempre arrivano puntuali dalla silenziosa generosità soncinese.

Alla prossima, Mauro Belviolandi

Me è ‘l piantù

Il nostro dialetto soncinese, per quanto ridimensionato, nell’uso quotidiano, da una vita ormai ben lungi dalla sua naturale ambientazione, conserva notevoli risorse e sonorità, capaci di donare emozioni anche nella poesia e nel canto. Questo breve video, ne è una evidente riprova.

Alla prossima, Mauro Belviolandi

LIBERA TRASPOSIZIONE DIALETTALE DI UN NOTO BRANO DI UN FAMOSO CANTAUTORE; LO SCOPO E’ LA VALORIZZAZIONE DELLA CULTURA LOCALE SENZA ALCUN FINE DI LUCRO; NON È DIRETTAMENTE ACCESSIBILE SE NON DISPONENDO DEL LINK; SI INVITA PERTANTO CHIUNQUE NE VENGA IN POSSESSO A NON CONDIVIDERLO SUI SOCIAL; NEL CASO QUALCUNO ACCAMPASSE DIRITTI D’AUTORE, PROVVEDEREMO A CORRISPONDERE ALLE SUE INDICAZIONI, FINANCO A TOGLIERE LA DISPONIBILITA’ DEL LINK

PIAZZA PIERO MANZONI: NON SOLO ROSE…

Piazza Piero Manzoni non è solo una delle più grandi ed ariose di Soncino: da quando è stata demolita la moderna appendice della scuola elementare, vulnerabilissima sismicamente e esteticamente indegna del contesto, questa piazza dona al visitatore un’immediata e promettente anticipazione delle emozioni che Soncino sarà in grado di offrirgli; e lo fa proprio al varco della porta di San Rocco (verso il Borgo Sera), affacciata sul naviglio, e a due passi dal rivellino della maestosa rocca sforzesca.

E’ per questo che, dopo i necessari contatti col comune, che ha concesso il suo placet, ci siamo presi l’onore e l’onere di sistemare la grande aiuola che appare ormai in uno stato di abbandono non compatibile con l’importanza della piazza, ma anche e soprattutto col monumento dedicato al nostro illustre concittadino, del cui nome può fregiarsi.

Ecco perchè abbiamo progettato questo intervento, ma non solo: lo realizzeremo anche, e provvederemo direttamente alla sua conservazione e manutenzione. Questo è il video-rendering del nostro progetto

Si può notare che il piedistallo, realizzato da Demis Martinelli (che evoca le famose basi magiche del Manzoni, le quali, nell’intento dell’artista, trasformavano chi vi saliva nell’opera d’arte stessa) ora è attorniato d’erba (o da ciò che ne è rimasto); il che è un problema, perchè qualunque tappeto erboso verrebbe distrutto dal passaggio di quanti, e sono tanti, vogliono assurgere ad identificarsi come opera d’arte. Per questo abbiamo previsto di contornare il rialzo esistente su cui appoggia l’opera, con una riquadratura di cubetti di Luserna, gli stessi del rialzo, confinandoli sul lato verso la scuola con una cordonatura sempre di pietra di Luserna.

Lo stesso trattamento verrà riservato alla zona centrale, dove insiste una grossa lamiera per l’accesso a una cameretta interrata sede dell’impianto di decompressione del gas: la striscia di terra tra lamiera e cordolo di pietra verrà pavimentata e contornata allo stesso modo.

Le due aiuole risultanti verranno lavorate e ben livellate, poi verrà steso un telo semipermeabile per impedire la crescita di erbe infestanti; sopra il telo verranno disposte due nuove linee indipendenti di canne gocciolanti che serpeggeranno attorno alle 340 piante di Rose Sevilliane (5 al mq); la corretta irrigazione sarà garantita da una centralina programmabile in grado di gestire le elettrovalvole di controllo del flusso irriguo (centralina ed elettrovalvole ci sono già e dovranno solo essere controllate); il tutto sarà ricoperto da uno spesso strato di pacciamatura.

Perchè la scelta delle rose? Perchè vogliamo cautelarci nei confronti di lordure di animali o anche per scoraggiare vandalismi o passaggi sulle aiuole. E perchè abbiamo scelto la rosa Sevilliana? Perchè è una rosa rustica molto bella, e pare sia la più usata in assoluto nell’arredo urbano europeo; è resistente e richiede poca manutenzione. Per il momento pensiamo a questo tipo, ma poichè verrà posata intorno a marzo del prossimo anno, c’è tempo per considerare altri tipi, e inoltre, ovviamente, saremo sempre aperti a eventuali suggerimenti da parte del Comune.

Le tempistiche? I lavori edili (pavimentazioni e cordonature in pietre di Luserna, predisposizione e/o sistemazione degli impianti idraulici ed elettrici, con posa di due faretti a fianco del piedistallo, ecc..) son previsti per ottobre/novembre. Le opere da giardiniere, che concluderanno il tutto, sono previste per febbraio/marzo 2021.

I soldi? I nostri soci, che non a caso superano il centinaio, spesso non si limitano al pagamento della tessera, ma poichè credono nella serietà e nelle capacità progettuali ed esecutive dell’associazione, spesso si prodigano in vari modi. In questo caso la progettazione e la direzione è a cura del direttivo; le opere edili, che sono la parte più onerosa, sono offerte dal nostro socio benemerito Primo Grazioli (impresa Bueto e C) . La fornitura e la posa dei faretti viene offerta dal socio Cesare Ruggeri, dell’omonima ditta di Impianti Elettrici. Le varie ditte che opereranno saranno coadiuvate dai nostri soci Ettore Guido Fanelli per le opere da giardiniere e da Renato Monfredini per le opere da elettricista; i lavori di periodica manutenzione saranno garantiti soprattutto dall’impegno di Ettore Fanelli, coadiuvato dai nostri soci Beppe Brescianini e Anna Comendulli.

Purtroppo, per il momento siamo ancora scoperti per circa 4500€, soprattutto per le opere da giardiniere, nonostante la ditta che probabilmente eseguirà queste opere e dovrà garantire l’attecchimento, ci abbia offerto un buon prezzo. Naturalmente contiamo entro marzo di godere di altri contributi volontaristici, perchè molte sono le iniziative che stiamo portando avanti, e senza l’aiuto di tutti ci sarebbe impossibile far fronte a tutti gli impegni economici. Contiamo presto di pubblicare un bell’elenco dei cittadini benemeriti che avranno voluto contribuire a questa iniziativa.

A presto,

Mauro Belviolandi

Soncino 1400: ogni giorno rischiavi di morire…dalle risate!

Pubblichiamo 5 minuti di una bellissima farsa dialettale (la durata completa è di un’ora), tutta soncinese, per testi, regia, sceneggiatura, attori e pubblico.

E’ stata presentata nella sala dell’oratorio San Paolo nel 1986.

“Le mèraviglie dèl munt”: il testo è di Angelo Losi e Chicca Grossi; la regia è pure di Angelo Losi, che è anche interprete di straordinario talento. Di grande pregio anche la prospettiva del “munt” (piazza Cabrino Fondulo, che i soncinesi chiamano ancora “èl munt“, perchè legata alla sede del Monte di Pietà, che per secoli operò nel nostro borgo): una quinta dipinta dall’artista soncinese Prospet Zuccotti e dalla figlia arch. Nadia.

Siamo a Soncino, nel “munt”, nella seconda metà del ‘400, e il borgo è onorato dalla visita del Duca di Milano (Nino Ghilardi) col seguito di dame avvenenti. Un aitante soncinese (Nicola Valcarenghi), ormai prossimo al matrimonio dopo 15 anni di fidanzamento, perde la testa per la figlia del Duca, l’altezzosa Euchessina (Rosaria Reali) sorella del principino Falqui; in realtà, invece di consumare una notte d’amore, cadrà in un rovinoso tranello che, oltretutto, comprometterà il rapporto con la futura suocera (Rosetta Maina) e con la promessa sposa (Michela Lombardi). Ma, grazie alla genialità di un trascinante concittadino (Angelo Losi), alla maestria di un vibrante mandolino (Michele Balacco), al calore di voce e chitarra del bravissimo Pino Gallina, il tutto si ricomporrà nel migliore dei modi.
Nota: nel sunto che appare all’inizio del video, compaiono due errate attribuzioni personaggi/interpreti, che l’autore ci ha gentilmente segnalato (Bibe non era il duca, ma il podestà di Soncino, e Rosaria era la figlia del duca)

I video delle farse dialettali ci sono stati gentilmente concessi dallo stesso gruppo che le ha ideate e interpretate, e costituiscono senz’altro un’importantissima testimonianza artistica che assolutamente non deve andare dispersa; esse occuperanno un settore ad hoc del nuovo sito AdR a disposizione di tutti, e ad esse attingeremo per estrarre brevissimi spezzoni che si integreranno nella spiegazione di molte espressioni vernacolari che saranno a supporto del Lessico Dialettale Multimediale Soncinese, a cui stiamo lavorando da tempo.

Buona visione,

Mauro Belviolandi

“L’albero ed io” di Guccini… in dialetto soncinese…

E’ evidente che il dialetto, al giorno d’oggi, esprime un “idioma” più limitato, subordinato e incalzato dalla lingua italiana; ma riteniamo che il limite stia solo nella sua ormai scarsa pratica e conoscenza, per la naturale dispersione di un gran numero di vocaboli ed espressioni legate ad aspetti di vita ormai inconsueti; e il semplice lavoro di traduzione, alla buona, del bel testo de’ “L’albero ed io” di Francesco Guccini, vorrebbe essere un piccolo esempio di quante risorse ancora possiamo attingervi.

“me è ‘l piantù”

Chi volesse, può anche vedere il servizio andato in onda sul TG delle 19 di CREMONA 1, lo scorso 22/04/2020.

Come evidenziato nel filmato, per noi il dialetto non è un’utopia; nè intendiamo impegnarci in fini disquisizioni linguistiche; e neppure riteniamo sia materia da studiare a scuola.

Pensiamo che sia un prezioso insieme di valori, trasmessi di secolo in secolo e di bocca in bocca, in questa piccola plaga affacciata sull’Oglio; valori che prescindono da considerazioni di tassonomia linguistica, ma che sopravvivono nel nostro sentire e nel nostro vivere.

E’ questo filone interiore, propriamente culturale, che andremo a cercare, convinti che sia essenziale che non si estingua, perché qui sì… che si può sicuramente parlare di nostra identità… e, come AdR, faremo tutto il possibile perché non si disperda.

Mauro Belviolandi

Qui sotto il breve servizio sul TG di CREMONA 1, alle 19 del 22 Aprile