Già ce l’aveva anticipato il nostro Paolo Danelli (ricordate il brevissimo filmato di quest’estate?); già qualcosa si sapeva… perchè qualcuno anni addietro aveva scavato…

Ma ora è proprio sotto gli occhi di tutti: il possente muro della merlatura orientale della nostra rocca presenta, sotto l’attuale piano cortile, una serie di archi molto profondi, che lo interessano in tutta la sua lunghezza e sulla cui funzione si possono solo fare alcune ipotesi. E’ molto probabile che, a campagna di scavo terminata, sia possibile parlarne con maggior cognizione di causa, sentito anche il qualificato parere degli amici dell’associazione Castrum Soncini, che da tempo operano e studiano le parti più suggestive e inaccessibili dell’affascinante dedalo sotterraneo soncinese.

Il comune, avuto il permesso di scavare, ha iniziato le ricerche finalizzate a scoprire le cause della voragine che si è formata all’ingresso del museo dei combattenti; sta anche provvedendo a fare in modo di creare un passaggio sicuro per accedere al museo stesso.

Speriamo dunque che, individuate e neutralizzate le cause del dissesto, si possa anche aggiungere un tassello di conoscenza in più del nostro massimo monumento.

Mauro Belviolandi

 

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6 thoughts on “DAL PROFONDO…

  1. E’ interessante notare che lo stesso tipo di struttura che si intravede sotto la superficie assomiglia a quella che si vede sotto la parte centrale del colosseo (per fare un esempio). Sarebbe interessante capirne la funzionalità oggettiva visto che, se fosse solo strutturale, avremmo trovato dei muri invece che degli archi, i quali sono ben più difficili da costruire rispetto ad un muro. Ciò significa che quelle che vediamo nelle foto sono strutture atte ad “ospitare” qualcosa o qualcuno più che a sostenere meramente un piano.

    • Non è certo per stare sulle mie, ma allo stato attuale non saprei che dire, perchè le ipotesi possono essere tante e dunque conviene aspettare che il comune abbia istruzioni dalla Soprintendenza per decidere il da farsi.

  2. La lunghezza delle strutture e l’altezza non indifferente dei muri,se fatta a muro pieno avrebbe comportato un enorme consumo di materiale edilizio,inutile in quella posizione in quanto interrato e interno. Gli archi,permettono di sostenere i camminatoi sugli spalti senza questi sprechi e senza compromettere comunque la robustezza delle fondamenta.
    A cosa sarebbero serviti altrimenti questi archi perimetrali sotto terra?Non certamente ad ospitare persone,merci o altro.

    • Premesso che la mia è una “gioiosa disquisizione sul tema” stimolata dalla felicità per il ritrovamento di queste strutture (sono un incurabile romantico, lo so), e con la premessa che è lungi da me il cercare delle soluzioni immediate:
      non saprei dire se il “muratore del tempo” abbia deciso di costruire degli onerosi (in termini di tempo e risorse) archi solo per sostenere gli spalti. Così, d’emblée, mi viene da pensare che se uno si mette a costruire archi non è certo per fare qualcosa che abbia una pura funzione strutturale, bensì voglia dare all’arco una funzione sia portante che di accoglienza. Che fossero merci, stalle, passaggi, io questo non lo so dire, ma il fatto che siano stati costruiti degli archi (anche se a onor del vero di una certa imponenza, li ho visionati stamattina) non giustifica a mio personalissimo avviso il solo scopo di sostenere gli spalti. Una considerazione interessante è quella del risparmio in termini di materiali, ma avendo visionato le ordinanze dell’epoca, le quali esortavano i costruttori ad agire con una solerzia, più volte rimarcata da parte del Duca, ad impegnare “tutte le fabbriche di laterizi della zona fino al completamento del fabbricato”, non riesco ad immaginare un risparmio, seppur logico, proprio in quelle che sono le strutture portanti di un edificio che, oltre che a dover ricoprire un ruolo di protezione dei beni in esso contenuti, dovesse anche garantire il completamento dell’opera stessa in tempi rapidissimi anche a discapito del materiale utilizzato. La costruzione di una serie di archi come quelli era all’epoca di complessa realizzazione così come lo sarebbe oggi, per cui le osservazioni che mi passano per la testa sono le seguenti:
      1) il piano di quel cortile, al tempo della costruzione era ben più basso di quanto non vediamo oggi.
      2) E se il castello fosse stato costruito sopra una struttura pre-esistente e questi fossero i resti di tale struttura? In questo caso il risparmio di materiali avrebbe una giustificazione.
      3) I laterizi utilizzati per la costruzione della Rocca, se provengono da “alcune” fabbriche locali, dovrebbero avere caratteristiche comuni fra di loro, quantomeno nella composizione dei materiali. E’ possibile riconoscerli per stabilire se questa struttura appartiene al fabbricato della fine del ‘400 o magari a qualche altro edificio pre-esistente?
      Grazie e complimenti ancora.
      Aldo Villagrossi

      • “gioiosa disquisizione sul tema”: certo, e ben accetta… io sono convinto che confrontare idee sia sempre utile, perchè se anche poi un’ipotesi risultasse smentita dai fatti, avrebbe sicuramente il pregio, per contrasto, di evidenziare meglio i contorni di una verità, sia essa accertata che presunta. Per cui coraggio, avanti, c’è posto per tutti.
        Anche l’ipotesi del risparmio non è del tutto scontata, vista la perentorietà degli ordini del duca…
        Circa l’ipotesi che si sia costruito su qualcosa che già esisteva, questo può essere avvenuto (vista la preesistenza di un convento, di cui si vedrebbe traccia però in altre posizioni delle fondazioni della rocca e non su quel lato), ma mi parrebbe più probabile che, in tale ipotesi, tutti gli archi sarebbero stati riempiti con altri mattoni per meglio adattarsi alle inevitabili irregolarità del preesistente.
        Restiamo dunque in attesa dei successivi scavi di sondaggio.
        MB

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