Quando in Consiglio Direttivo abbiamo deciso di dedicare una bella quercia di almeno 10 m alla memoria della nostra cofondatrice Carla Peri, non abbiamo avuto alcuna esitazione, nonostante la spesa d’acquisto, trasporto e impianto non fosse di poco conto in relazione alle nostre disponibilità.

Mai avremmo immaginato che la grande cerchia delle amicizie e delle parentele di Carla si sarebbe rivelata tanto vasta e tanto carica di affetto per la sua persona. Prova ne sia che, alla fine, tutta l’operazione è stata totalmente coperta dagli spontanei contributi di parenti e amici; anzi, abbiamo addirittura riscontrato un sensibile esubero, che noi recepiamo come un ulteriore concreto dono della stessa Carla, quasi volesse ringraziarci per aver dato corpo e nome alla sua presenza, che mai verrà meno

Stiamo anche valutando se con questo esubero sia possibile piantarne altre due, di dimensioni più limitate, in modo da sostituire o affiancare i ceppi delle due grandi querce secolari che fino a qualche anno fa troneggiavano maestose sui due ingressi della stessa camminata del naviglio: sarebbe un segnale di ecologico risveglio e di consapevole compensazione naturalistica che di sicuro Carla avrebbe caldeggiato con tutta la sua proverbiale determinazione.

L’impianto è avvenuto venerdì scorso; la quercia è arrivata alle 8 dal vivaio di Leno, trasportata da un bilico di circa 15 m , data la sua lunghezza; giunta alla periferia di Soncino, in coordinamento con la vigilanza urbana, è stata caricata su un camion di più modeste dimensioni, ma munito di un braccio ad azionamento pneumatico per tenerla sollevata a 45 gradi e consentire l’imbocco del ponticello sulla comuna in via Galantino; qui, nei pressi della destinazione finale, un escavatore cingolato ha provveduto al trasporto a metà alzaia, dove è avvenuto lo scavo e il definitivo posizionamento dell’albero.

La ditta fornitrice ha voluto utilizzare una tecnica di ancoraggio della zolla al terreno senza ricorrere a pali tutori o tiranti: si tratta di un incrocio di due pali orizzontali ancorati al terreno in profondità; dalle estremità dei pali partono due fasce che cingono in sommità la zolla. Il fornitore assicura che si tratta di un sistema collaudato e efficacissimo: noi speriamo che abbia ragione e, in ogni caso, saremo sempre pronti ad intervenire in caso di necessità.

Una quercia di queste dimensioni subisce un forte trauma perchè la zolla, per quanto grande, ha subito il taglio delle radici eccedenti la sua perimetrazione: faremo di tutto per cercare di farla attecchire. Nostro impegno, in particolare dei volontari Anna Comendulli e Ettore Fanelli, sarà anche quello di garantirle la giusta quantità d’acqua, specie nei primi anni, quando progressivamente le radici dovrebbero consolidarsi in profondità; per questo, in accordo con il Consorzio Irriguo Cremonese, attingeremo direttamente dal naviglio e travaseremo nel catino di terra creato attorno al tronco.

Operazione terminata? No, assolutamente, per vari motivi: come detto le cure irrigue proseguiranno, e forse riusciremo anche a piantare le altre due querce, ma soprattutto perchè contiamo che la presenza di questo albero e lo spirito che ne è sotteso sapranno ispirarci tante altre iniziative.

A presto,

Mauro Belviolandi e tutto il Direttivo AdR

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