La chiameremo Carla, e la pianteremo qui…

Sì, la chiameremo Carla e la pianteremo qui, a fianco del naviglio…

E’ un impegno importante piantare una quercia di queste dimensioni, ma tutto il Direttivo ha fortemente appoggiato questa iniziativa per ricordare Carla, nostra socia fondatrice.

Ringraziamo il Comune che ci ha concesso l’area, ma anche i docenti universitari e i colleghi e amici di Carla che hanno elargito un forte contributo e che ha reso possibile raggiungere il nostro obbiettivo.

Oltre a piantarla, provvederemo all’irrigazione, che sarà necessaria almeno per i primi due o tre anni; ringraziamo il Consorzio Irrigazioni Cremonesi, nella persona del direttore ing. Luca Milanesi, che ci consentirà di attingere direttamente dal naviglio.

Una quercia in zolla alta 8-10 m subisce un forte shock perchè la zolla, per quanto grande, determina la recisione di molte radici; fondamentale e non facile sarà il nostro impegno per farla attecchire, ma abbiamo deciso di affrontare questo rischio e raccogliere anche questa sfida.

Da ultimo abbiamo il piacere di pubblicare le due dediche che i colleghi e amici di Carla le hanno dedicato.

Anche se non ti vediamo più

Carla

noi ti serbiamo sempre nei nostri cuori e siamo certi che tu stessa ci guardi e vegli affettuosamente su di noi.

Eugenio e Giovanni

———

Carla

il tuo luminoso esempio di generosità, di dolcezza e di serena accettazione del destino avverso resterà sempre vivo nell’affettuosa memoria degli amici di una vita.

Emanuele Marta, Eugenio Giovanni, Lodovica, Giovanni, Lynn, Emma Alessandro, Marisa Leo, Stefania Umberto, Valeria, Monica Roberto, Magda

Chiudiamo così,

Mauro Belviolandi

Ci ha lasciati Carla, ispiratrice degli AdR e socia fondatrice

Ci ha prematuramente lasciati Carla Peri, dopo un lungo periodo di sofferenze e di dura lotta contro una inesorabile malattia.

Soncino, settembre 2013, Carla nel gruppo che poi diede vita agli Amici della Rocca

Ho disagio a parlare di lei, perchè la sua vita è stata così esemplare che le mie parole potrebbero sembrare inscritte in uno scontato scenario celebrativo, ma non è così.

Tutte le attività in cui l’abbiamo vista impegnarsi hanno un denominatore comune, che si chiama grazia, gentilezza, rispetto, attenzione agli altri, visione, equilibrio, intelligenza, impegno civile…

Era docente universitaria di matematica, prima a Milano, poi a Piacenza e collaborava a varie ricerche, anche in team internazionali.

Ma non trascurava Soncino, con un impegno anche politico, nel senso più alto del termine; e in particolare noi non possiamo che ricordarla quale ispiratrice e fondatrice della nostra associazione: senza di lei forse non saremmo mai nati, e dietro tante nostre iniziative c’è l’appoggio fattivo della sua operosa creatività… almeno fino a quando, nell’estate del 2019, arrivarono i primi “scusatemi tutti, non sto molto bene, ma fatemi sapere che cercherò di collaborare lo stesso”; poi vennero i tanti “non posso ancora uscire, ma vi seguo e vi ringrazio per il vostro impegno”; infine, terribili messaggeri, tanto crudi quanto gentili, fu la volta degli ultimi “ciao Mauro, sto facendo l’ennesimo ciclo, sono molto stanca, ma ce la metto tutta, salutami tutti”, come a voler attenuare il nostro disagio per un tragico presagio, con l’improbabile ottimismo della sua proverbiale tenacia.

Ce l’ha messa tutta Carla per aggrapparsi alla vita, come sempre, in tutti i suoi impegni, e a noi non resta che augurarle di raggiungere quello stato di eterna serenità che la sua inattaccabile fede riserva ai buoni e ai giusti.

Non me la sento di andare oltre, e a nome di tutti gli Amici della Rocca, con grande dolore, esprimo alla sorella Mariangela e al fratello Mario le nostre più sincere e partecipate condoglianze.

Mauro Belviolandi

DIALETTO PERCHÈ

Qui non ci sono parole da aggiungere: ci pensa un poeta siciliano a rispondere, Ignazio Buttitta, in modo impareggiabile, con una composizione molto bella, profonda e struggente, e pure carica di una tristezza rassegnata, ma mai ostentata.

Lingua e dialetto.

Un popolo/ mettetelo a catene/ spogliatelo/ tappategli la bocca,/ è ancora libero.//

Toglietegli il lavoro/ il passaporto/ la tavola dove mangia/ il letto dove dorme,/ è ancora ricco.//

Un popolo,/ diventa povero e servo,/ quando gli rubano la lingua/ avuta in dote dai padri:/ è perduto per sempre.//

Diventa povero e servo,/ quando le parole non figliano parole/ e si divorano fra loro.//

Me ne accorgo ora/ mentre accordo la chitarra del dialetto/ che perde una corda al giorno.//

Mentre rammendo/ la tela tarlata/ tessuta dai nostri avi/ con lana di pecore siciliane.// 

E sono povero:/ ho i denari/ e non posso spenderli;/ i gioielli/ e non posso regalarli; / il canto,/ nella gabbia/ con le ali tagliate.//

Un povero,/ che poppa nel seno arido/ della madre putativa,/ che lo chiama figlio/ per ingiuria.//

Noi l’avevamo la madre,/ c’è stata rubata;/ aveva le mammelle a fontane di latte/ e ci bevvero tutti,/ ora ci sputano.//

A noi rimane la sua voce,/ la cadenza,/ la nota bassa/ del suono e del lamento: / questi non ce li possono rubare.//

Rimane la somiglianza,/ l’andatura,/ i gesti,/ i lampi negli occhi: /questi non ce li possono rubare.//

Non possono rubarceli,/ ma restiamo poveri/ e orfani lo stesso.//

LINGUA E DIALETTU

Un populu

mittitilu a catina

spugghiatilu

attuppatici a vucca,

è ancora libiru.

Livatici u travagghiu

u passaportu

a tavula unni mancia

u lettu unni dormi,

è ancora riccu.

Un populu,

diventa poviru e servu,

quannu ci arrobbanu a lingua

addutata di patri:

è persu pi sempri.

Diventa poviru e servu,

quannu i paroli non figghianu paroli

e si mancianu tra d’iddi.

Mi nn’addugno ora,

mentri accordu a chitarra du dialettu

ca perdi na corda lu jornu.

Mentri arripezzu

a tila camuluta

chi tisseru i nostri avi

cu lana di pecuri siciliani.

E sugnu poviru:

haiu i dinari

e non li pozzu spènniri;

i giuelli

e non li pozzu rigalari;

u cantu,

nta gaggia

cu l’ali tagghiati.

Un poviru,

c’addatta nte minni strippi

da matri putativa,

chi u chiama figghiu

pi nciuria.

Nuàtri l’avevamo a matri,

nni l’arrubbaru;

aveva i minni a funtani di latti

e ci vìppiru tutti,

ora ci sputanu.

Nni ristò a vuci d’idda,

a cadenza,

a nota vascia

du sonu e du lamentu:

chissi non nni ponnu rubari.

Nni ristò a summighianza,

l’annatura,

i gesti,

i lampi nta l’occhi:

chissi non nni ponnu rubari,

ma ristamu poviri

e orfani u stissu.

Ed anche a noi, “orfani lo stesso” di quelle “mammelle a fontane di latte“…. anche a noi “rimane la sua voce,/ la cadenza,/ la nota bassa/ del suono e del lamento: / questi non ce li possono rubare”... e “mentre accordo la chitarra del dialetto/ che perde una corda al giorno” continueremo lo stesso a strappare note dal nostro soncinese.

Alla prossima,

Mauro Belviolandi

TESSERAMENTO 2022: per un po’ ci permetteremo di ricordare, a chi apprezza le nostre iniziative, di provvedere a tesserarsi per il 2022 (basta cliccare in alto a destra sul richiamo al 2022, oppure contattare un qualunque componente del consiglio direttivo AdR). Grazie

TOUR: PICCOLA ANTICIPAZIONE

Ci ha piacevolmente stupito l’interesse che un brevissimo filmato sulla Pieve ha saputo suscitare sui social; in realtà non si tratta di una ripresa vera e propria, ma della riproduzione di quanto le panoramiche sferiche che abbiamo elaborato con software dedicati riescono a generare da una serie di foto che abbiamo sistematicamente scattato e che naturalmente faranno parte dell’ormai noto Soncino-Tour che nei primi mesi del prossimo anno sarà finalmente attivo.

Ecco dunque il breve video, accompagnato dalle note gregoriane dell'”Adoro Te devote” che si fondono nel profondo e poetico testo latino attribuito a san Tommaso.

In realtà con le funzionalità di Soncino-Tour si potrà vedere molto di più dei luoghi più interessanti del nostro borgo, perchè innanzi tutto ciascuno potrà girare, zoomare e orientare lo sguardo a suo piacimento, ed inoltre potrà ricevere direttamente informazioni cliccando su piccoli simboli attivi disposti ad esempio su un affresco, su una statua, su una particolare conformazione architettonica, ecc…

Infine, vorrei ricordare a tutti che la campagna di tesseramento 2022 è appena iniziata; il vostro apporto è indispensabile per consentire agli Amici della Rocca di continuare nelle loro concrete iniziative di promozione culturale e di valorizzazione del patrimonio storico soncinese

Le tessere sono pronte, e già sono avvenuti i primi rinnovi; non esitate ad iscrivervi rivolgendovi direttamente alla segretaria e vicepresidente Paola Cominetti o a un qualunque membro del Consiglio Direttivo; da ultimo, come già lo scorso anno, potete anche iscrivervi online cliccando sul simbolo della tessera 2022 riportata in alto a destra di questa pagina.

Grazie per l’attenzione e arrivederci alla prossima,

Mauro Belviolandi

SI PARLA DI NOI: “lavori in parallelo”

Ringraziamo il quotidiano La Provincia per la generosa considerazione con cui evidenzia il nostro operato, e cogliamo l’occasione per ricordare a chi ci segue, o che ancora non lo sapesse, le peculiarità del nostro modo di operare che, viste le tante iniziative contemporaneamente aperte, potrebbe indurre qualcuno a considerarlo un po’ eccessivo o forse anche dispersivo: non ci pare proprio e, di seguito, sotto l’articolo di Andrea Arco, cerchiamo di chiarire semplicemente il perché.

Sette anni fa, quando siamo nati, puntavamo alla progettazione e alla realizzazione di singoli progetti (ad esempio il restauro del ponte di fuga, o il restauro degli affreschi della torre sud-orientale). Poi abbiamo constatato che, non disponendo di risorse finanziarie consistenti (essenzialmente le tessere da 10€ dei tanti soci e qualche aiuto esterno) e dovendo quasi sempre agire noi stessi, il tempo di realizzazione di un qualunque progetto era molto dilatato nel tempo; d’altra parte il numero abbastanza significativo di soci in grado di agire in diverse attività poteva essere valorizzato solo se si offriva ai vari gruppi idee progettuali diverse fra loro e consone alle caratteristiche dei gruppi stessi. Ecco perchè noi “lavoriamo in parallelo”: diversi obbiettivi concreti, e gruppi che li portano avanti per il tempo che occorre, proporzionato alla complessità di ciascun progetto ed alle disponibilità materiali di ciascun gruppo… e un po’ alla volta, in modo asincrono, qualche cosa di bello e visibile mi pare che non venga mai a mancare!

Un caro saluto ai tanti sostenitori e un cordiale arrivederci alla prossima,

Mauro Belviolandi

p.s. : ricordo che il modo più semplice per sostenere le nostre iniziative è quello di tesserarsi:

TESSERAMENTO AdR 2022, 10€, A PARTIRE DAL PROSSIMO DICEMBRE

Grazie

LAVORI AIUOLA : TUTTO A PRIMAVERA

Come avevamo annunciato, era nostra intenzione realizzare già quest’anno i lavori edili, idraulici ed elettrici per la riqualificazione dell’aiuola di piazza Piero Manzoni, e attendere la primavera solo per le opere da giardiniere, con la piantumazione delle rose sevilliane.

Purtroppo il permesso dalla Soprintendenza è arrivato un po’ tardi ed ora la scarsa disponibilità dei materiali, accompagnata da una certa criticità legata al tempestoso avvio di molte ristrutturazioni sull’onda dei Bonus 110%, porterebbe a realizzare la pavimentazione nel mese di dicembre, cosa un po’ rischiosa per questa tipologia di intervento.

Non resta quindi che rinviare tutti i lavori a questa primavera quando, anche col contributo del comune e di qualche sostenitore, potremo finalmente concretizzare questo ennesimo progetto degli Amici della Rocca.

Arrivederci alla rosea primavera!

Mauro Belviolandi

1.000.000 di sterline per un progetto formidabile: complimenti Andrea!

Questa volta si tratta del “THE EARTHSHOT PRIZE“, una sorta di Oscar dell’ambiente, che ha visto assegnare un milione di sterline britanniche (quasi 1.2 milioni di €) a “THE CITY OF MILAN FOOD WASTE HUBS“, un progetto coordinato dal nostro ANDREA MAGARINI PELLINI, Amico della Rocca dalla prima ora. Cinque erano i premi in palio, e quello milanese è risultato primo fra 750 progetti arrivati da tutte le parti del mondo.

L’annuncio dell’assegnazione è stato dato dal principe William duca di Cambridge accompagnato dalla moglie Kate Middleton. La premiazione è avvenuta  sul tappeto verde dell’Alexandra Palace nel nord di Londra, con un collegamento da Milano organizzato dalla BBC. Il video dice tutto e, tra vip e celebrità, si nota il sindaco di Londra Sadir Kahn. Aggiungo che so per certo che Andrea ha potuto parlare direttamente con i principi William e Kate, in un collegamento riservato (me l’ha detto lui stesso quando ci siamo sentiti e, invece di fargli gli auguri, mi sono limitato a dirgli bruscamente in dialetto soncinese: “la prosima olta che i ta premia, cerca almeno d’èndrisà la farfalina! (la prossima volta che ti premiano, cerca almeno di raddrizzare la farfallina!)”.

Con questo riconoscimento Milano consolida la sua leadership iniziata nel 2015 col  MILAN URBAN FOOD POLICY, sempre col coordinamento di Andrea, una sorta di patto fra sindaci delle città di mezzo mondo, fra cui anche le più grandi metropoli dei quattro continenti, che condividono concretamente gli stessi principi di lotta allo spreco e di promozione agro-alimentare. E’ anche, e forse soprattutto, per questo aspetto etico che siamo particolarmente orgogliosi del nostro socio, e ci complimentiamo con lui e con tutta la sua famiglia.

Alla prossima,

Mauro Belviolandi

M.Z. 99 ANNI: 1 – LA SPERA DÈ I ÖFF

Maria Zuccotti, 99 anni, viva e vegeta, ci dona alcune preziose testimonianze; la “spera dè i öff” è la prima: si tratta dell’importante selezione delle uova che venivano covate dalla chioccia (se avevano “èl cal” erano fecondate, se no erano “gnai”, da buttare perchè non erano neanche più commestibili) … ma per questo ci spiegano tutto i nostri docenti dialettali Maria Somenzi e Bibe Reali. Guardare per credere

Siamo felici anche di aver appreso che in dialetto “sperà” non attiene solo alla speranza, ma assume anche il significato di intravedere qualcosa di un po’ celato e opaco, in cui la luce passa a fatica (da cui l’espressione “na spera dè sul” e cioè un raggio di sole che traspare a fatica da un cielo nuvoloso e viene da osservare che pure la speranza è un intravedere insicuro…).

Non resta che salutarci: alla prossima!

Mauro Belviolandi

PS: invito chi non fosse convinto dell’efficacia e della ricchezza della lingua dialettale a trovare l’equivalente italiano di “spera dè sul”, ma altrettanto sintetico ed efficace.

IGHE FÜDÜCIA !!!

IGHE FÜDÜCIA!

Bisognava proprio avere fiducia per ideare e realizzare il LESSICO DIALETTALE MULTIMEDIALE SONCINESE… non è roba da poco, ma pare che tra qualche mese l’opera, frutto del lavoro di molti,   sarà a disposizione di tutti, prima sul nuovo sito degli Amici della Rocca, e poi forse anche in formato cartaceo

Alla prossima,

Mauro Belviolandi