PONTE DI FUGA: MISSIONE COMPIUTA!
Dopo aver realizzato le arcate di rinforzo della volta occidentale, che era ormai a rischio crollo, come descritto nei due report precedenti:
si è affrontato il problema di rendere strutturalmente stabili anche i supporti verticali della volta, soprattutto gli angoli dei piloni di sostegno in modo da garantire che le spinte dell’insieme venissero stabilmente scaricate a terra.
Per questo, su tutti gli angoli che presentavano criticità si è scavato fino a raggiungere il piano di posa dei massicci piloni e da lì si è risaliti con le nuove costolature laterizie fino a raggiungere le arcate; come sempre sono stati abilmente realizzati degli ammorsamenti in modo da garantire la congruenza fra le fasce murarie.
Naturalmente questi robusti rinforzi non sono stati estesi a tutta la superficie dei piloni: avremmo reso un pessimo servigio all’austerità del ponte che, con le sue cavità e l’usura superficiale dei mattoni, deve trasmettere anche il fascino dei secoli trascorsi.
Anche il secolare stacco temporale è in sé un messaggio essenziale che deve essere trasmesso e compreso; per questo, dove le esigenze strutturali lo consentivano, sono stati “semplicemente” realizzati brevi tratti di corsi di mattoni, solidamente ancorati con perni d’acciaio, a contorno e sostegno delle fasce di vecchi laterizi a rischio “sfogliamento” :
E sopra le arcate? Anche qui, avendo ormai raggiunto l’obbiettivo della sicurezza strutturale, volevamo essere rispettosi dello stato del monumento così come ci è stato consegnato; il riempimento delle cavità comprese fra i due archi è stato realizzato, nel ‘400, con un misto irregolare di mattoni, calce, e sassi per passare poi a laterizi più ordinati sul camminatoio sommitale; per coerenza, abbiamo in parte recuperato i mattoni rotti che si erano nel tempo staccati dal manufatto ed abbiamo realizzato una copertura del tutto simile, e irregolare, non essendo assolutamente necessario dare effettiva pedonabilità al ponte di fuga:
Ma come possiamo esser certi che tutto il lavoro fatto possa resistere all’attacco degli agenti atmosferici ed agli sbalzi termici che nel corso degli anni solleciteranno non poco il nostro manufatto?
Qui entra in gioco l’abilità di Laura e Samuele, espertissimi restauratori, guidati come al solito dalla passione e dalla competenza del referente tecnico dell’impresa arch. Marika Oprandi, ed anche dagli occhi attenti della direzione lavori degli Amici della Rocca.

Innanzi tutto vengono sempre utilizzati materiali di primissima qualità, speciali malte di calci storiche e pozzolane naturali micronizzate, senza presenza di cementi, da miscelare con sabbia pura e finissima al fine di raggiungere un altissimo grado di coesione e di impermeabiltà…
Poi bisogna scavare ogni corso di malta, liberarlo dai pezzi ormai disgregati, pulirlo e realizzare una prima stilatura abbondante, tale da debordare dai corsi stessi… il tutto deve essere realizzato su tutte le superfici, nuove e vecchie, in orizzontale ed in verticale e pure sull’estradosso del ponte…
per intenderci, si passa da così…
…a così:

Ma non è sufficiente! Dopo aver passato tutti i corsi di malta, bisogna ripassarli ancora una volta, raschiando le escrescenze in esubero e formando delle leggere rientranze, in piano, in orizzontale e in verticale, avendo cura di creare delle agevoli vie d’acqua per far sì che neve e pioggia non possano mai creare dei ristagni…
Il lavoro è terminato in ogni sua parte… mica male ci pare…
Uno sguardo particolare a questa foto: si tratta della vista da sotto dell’arcata più accidentata, quella a rischio crollo (prima!!!). Qui si può leggere sullo sfondo il degrado della scarpa del muro di controripa; subito dopo, stringendo, si vede il lavoro di raccordo muro-ponte completamente sistemato per evitare che l’insieme possa indebolirsi e far sì che il ponte non subisca alcun danneggiamento; si notano infine le robuste arcate laterali che abbiamo appena ricostruito e che abbracciano, ma ben distinte, la sagoma iniziale della volta prima del nostro intervento: è importante che l’esile testimonianza dell’antica volta rimanga distinta e visibile, sia per coglierne l’affascinante autenticità, sia per interpretare correttamente, e col giusto registro, gli aspetti architettonici e dimensionali, restituendo in un sol colpo d’occhio la funzionalità e l’estetica della progettazione tardo-medievale:

Il lavoro è terminato… rispettando anche i tempi di appalto… il ponte appare a sfondo dei resti della diga occidentale, ormai irriconoscibile, sprofondata il secolo scorso…
…il ponte di fuga nè crollerà, nè sprofonderà… lo possiamo dire con certezza…
con le sue robuste volte continuerà a testimoniare la sua originalissima funzione… di estrema via di scampo, immersa nelle acque del fossato, per l’ultimo manipolo di militi sotto assedio, costretti ad abbandonare anche la Torre del Capitano…


gennaio 2016 – Gli Amici della Rocca
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PROSSIMI POST:
- UNA FONDAMENTALE RIFLESSIONE SUL RESTAURO DEI NOSTRI MONUMENTI
- ASSEMBLEA GENERALE
Auguri
BUON NATALE E
FELICE ANNO NUOVO!!!!!

Con la bellissima grafica della nostra Paola, il consiglio direttivo degli Amici della Rocca augura a tutti un Buon Natale e un felice Anno Nuovo!
Presto pubblicheremo un report fotografico sui lavori di ultimazione del consolidamento e del restauro del Ponte di Fuga.
Ci pare che tutto sia andato per il meglio e vorremmo ringraziare:
- Tutti voi, Amici della Rocca, che con il vostro interesse e il vostro contributo avete reso possibile la fioritura della nostra associazione;
- Il Comune di Soncino, che ha appoggiato e finanziato, con la regione Lombardia, questo importante intervento
Vorremmo poi segnalare e ringraziare particolarmente la famiglia di Marika Oprandi che tanto ha contribuito per la logistica, dando un grande contributo alla realizzazione del lavoro.
Arrivederci a presto per il report illustrativo dei lavori e ancora auguri a tutti!
Il Consiglio Direttivo:
Mauro, Marika, Marisa, Franco, Sergio, Mariangela, ed anche Paola e Federica.
UN PONTE COI FIOCCHI!
Ripristinato il lato sud dell’arcata (vedi nostro report precedente https://amicidellarocca.org/2015/11/26/ce-qualcosa-di-nuovo-oggi-nel-fossato-anzi-dantico/) si è passati al lato nord che, come si può notare, si trova anch’esso in uno stato di degrado molto spinto, tale da far quasi pensare a un crollo imminente:

Di seguito le fasi dell’intervento….
FASE 1/2- impostazione arcate sinistra e destra, lato Borgo Sera, forature e inghisaggi (come già esposto per il lato Borgo Sotto): sono state rifatte le stesse operazioni già descritte per il lato Borgo Sotto, che qui ci limitiamo solo a citare sommariamente: legatura con giusta combinazione dei mattoni, predisposizione e soffiatura fori per le imperniature metalliche e successivo inghisaggio per “cucire” le nuove arcate all’esistente rimasto
La chiave dell’arco sta finalmente per chiudersi, e infatti…
…l’arcata, nella sua parte strutturale, ha raggiunto l’obbiettivo primario di reggersi con solidità e con un soddisfacente grado di sicurezza, sia nella direzione radiale che in quella assiale, e quindi…

dall’alto dell’impalcatura, ci pare comprensibile la soddisfazione di Marika, Marisa (che preferisce scattare la foto), Mauro, Sharif e Andrei che, a vario titolo, hanno concepito, diretto ed eseguito il lavoro…
FASE 2/2- legature in estradosso: UN PONTE COI FIOCCHI!
Ma come si può essere certi che l’esile strato di antichi laterizi, che costituiva l’ultima fragile testimonianza della volta, possa ora resistere e collaborare perfettamente con le arcate appena eseguite?
E’ vero che i corsi di malta fra un mattone e l’altro sono stati tutti rifatti con malte speciali; è vero che il tutto è stato collegato con connettori d’acciaio, ma in realtà abbiamo visto che i mattoni antichi sono quasi tutti usurati e fratturati.
Ecco il motivo per cui è necessario completare l’estradosso (cioè la parte superiore) della volta con un’ulteriore operazione di connessione diffusa…
Si eseguono fori radiali di profondità controllata, secondo una maglia in grado di intercettare sia i mattoni nuovi che quelli antichi nei punti più opportuni…
…Andrei inserisce nei fori delle candelette formate da fili di acciaio inox di adatto modulo di elasticità normale e vi cola della resina di idonea resistenza; queste candelette, dette connettori a fiocco (ecco perché abbiamo il diritto di chiamarlo PONTE COI FIOCCHI!) , verranno poi aperte ed annegate nei successivi strati di malta, intrecciandosi con altri fili di acciaio che ricopriranno tutta l’arcata…
Ecco Sharif nelle fasi di tessitura/cucitura delle arcate alternando strati malte a base di resine, fiocchi sfiocchettati e fibre di acciaio… la monoliticità dell’arcata è garantita!
Il lavoro pare procedere niente male… ma siamo solo a metà…
ARRIVEDERCI ALLA PROSSIMA!
Per gli Amici della Rocca
Mauro Belviolandi
C’è qualcosa di nuovo oggi…nel fossato, anzi, d’antico
Sono iniziati, sotto la nostra direzione, i lavori di consolidamento statico e di restauro del Ponte di Fuga: c’è veramente qualcosa di nuovo e d’antico che oggi sembrano congiungersi nel fossato della nostra rocca; lo abbiamo messo a chiare lettere anche nella home del nostro sito: il motivo ultimo del nostro operare non è solo il restauro in sé, ma è la consapevolezza che conservare e lavorare per le nostre mura e i nostri monumenti significa ritrovare noi stessi, e acquisire il diritto di sentirci parte dell’ingegno creativo di chi li ha concepiti; l’auspicio è che promuovere interventi concreti porti ad estendere questa consapevolezza al maggior numero di soncinesi, condizione indispensabile per affrontare autonomamente la sfida della conservazione del nostro grande patrimonio storico e architettonico. Ecco la sequenza della prima settimana di lavoro, già si vedono i primi risultati e noi contiamo di informarvi esaurientemente in tutte le fasi successive.
FASE 1 – accantieramento, recinzione e fornitura di energia elettrica e acqua: un grazie sentito al comune e al Tennis Club Soncino

FASE 2 – idrolavaggio e centinatura lignea, sorretta dalla solida e precisa puntellazione già predisposta nel nostro precedente intervento; si nota la totale disconnessione delle volte esistenti e lo stato di degrado delle connessioni delle antiche malte, oltre alle fratture in molti laterizi, tali da indurci, lo scorso anno, ad intervenire con la puntellazione dell’arco per evitarne il crollo definitivo:


FASE 3 – impostazione arcate sinistra e destra, lato Borgo Sotto: operazione difficile e strutturalmente delicata: si tratta di combinare malte e mattoni partendo da piccole sporgenze e fare in modo che il successivo prolungamento, sia nel piano dell’arco che nel piano assiale, riconduca le spinte sulle massicce pile di laterizi non prive, a loro volta, di grandi cavità da saturare; qui è emersa la bravura, l’esperienza e l’intelligenza di Sharif, l’operatore dell’impresa Leonardo, appaltatrice dei lavori
FASE 4 – predisposizione e soffiatura fori per le imperniature metalliche e successivo inghisaggio: oltre agli ammorsamenti con malte e mattoni, a maggior garanzia del raggiungimento di una solida coesione fra l’esistente e i laterizi di apporto (laterizi solo in parte recuperati nel fossato, ma in gran parte di recupero da demolizioni di vecchi edifici, con misure e fogge compatibili), si sono inseriti dei perni di acciaio allettati con resine “cucendo” il nuovo all’esistente
FASE 5 – completamento dell’arcata lato Borgo sotto: ci pare un risultato egregio, ma ancora perfettibile nelle fasi successive, come vedremo, che conferiranno all’insieme un aspetto molto più omogeneo; mi pare apprezzabile soprattutto il gioco delle rientranze che dona all’intervento quel giusto mix di solidità e di irregolarità che ben si coniuga con il resto dell’opera di quasi 6 secoli fa

Alla prossima dunque!
Per gli Amici della Rocca
Mauro Belviolandi
E’ morto l’Amico Fabrizio Abbiati
Homo FABER ipsius fortunae
(L’uomo è artefice-FABER della sua stessa fortuna)
Faber stesso mi espresse apprezzamento per aver aggiunto questa frase a una bellissima composizione che l’amata moglie Manu confezionò in una loro gioiosa ricorrenza.
Siamo sinceri, dobbiamo ammettere che il morale è maledettamente a terra per la sua scomparsa, ma ne tradiremmo la memoria se ci piegassimo allo scoramento; Faber non si è mai piegato, e noi vorremmo raccoglierne il testimone per onorare il senso di quel saggio motto latino, in cui Faber si rispecchia non solo nel nome, e meritare di sentirci parte viva della fortuna di cui lui stesso è stato artefice.
Grazie infinite a Faber e un abbraccio forte a Manu e ai famigliari tutti.
Per gli Amici della Rocca
Mauro Belviolandi
Ponte di fuga: fa più rumore un albero che cresce, di una foresta che cade…
fa più rumore un albero che cresce, di una foresta che cade…… no, purtroppo non ci siamo confusi invertendo i termini del noto aforisma di Lao Tzu: “Fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce”’.
E’ a tutti noto che l’antico motto significa che spesso risulta più eclatante un singolo fatto negativo, piuttosto di un gran numero di fatti positivi data la loro scontata normalità.
Ora noi pubblichiamo una buona notizia: ai primi di settembre il comune (che ha sempre sostenuto le nostre iniziative) dovrebbe appaltare i lavori del restauro conservativo del ponte di fuga; si tratta di un nostro progetto, molto più articolato di quanto sembri, che ci vedrà impegnati anche nella direzione dei lavori; ne siamo immensamente felici … cercheremo di darne risalto anche a mezzo stampa… ma noi non vorremmo che sia “il rumore dell’albero che cresce”… E’ appunto questo il senso del paradosso che abbiamo proposto; non vorremmo che risalti troppo questo singolo albero che cresce, e che passi sotto sordina una foresta che è già ricca di alberi che potrebbero cadere.
A cosa ci riferiamo? Non vogliamo qui dilungarci in tristi elenchi; basti ricordare lo sviluppo chilometrico delle mura di Soncino, e se ci aggiungiamo le mura del castello e quelle di contenimento del terrapieno sul perimetro del fossato, appare chiaramente impensabile che, in tempi di vacche magre, si possa immaginare di disporre delle risorse finanziarie per tutte le manutenzioni e i restauri; noi riteniamo che sia indispensabile promuovere iniziative e potenzialità locali che, nel rispetto della buona tecnica e dei vincoli della Sovrintendenza, possano far fronte sempre più massicciamente a gratuiti interventi di restauro, necessariamente parziali, ma significativi.
Per questo ce la stiamo mettendo tutta per superare i non pochi ostacoli di tipo normativo/legislativo che sembrano inesorabilmente frenare anche le iniziative più meritorie; è paradossale che un grandioso patrimonio architettonico possa progressivamente deteriorarsi a causa di normative che sono state ideate per salvaguardarlo.
Non mancheremo di tenervi informati sulle novità più significative; resta l’auspicio forte e sentito, che non manchi il sostegno della vostra presenza; per quanto silenzioso, per il momento, sarebbe il segno convincente di una foresta che cresce.
BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO
Nel ricordare a tutti che sono aperte le iscrizione per il 2015 (come sapete, ad ogni iscritto – 10 € – verrà consegnata gratis una bella formella in cotto con la riproduzione del “ponte di fuga” della nostra rocca), cogliamo l’occasione per porgere i nostri migliori auguri di buon Natale e di un felice 2015.
Il Direttivo degli Amici della Rocca
Franco,Marika, Marisa, Mauro, Mary, Sergio
ps: auguri realizzati dalla nostra fotografa e grafica Paola Cominetti
Progetto del Verde
E’ ripartito, dopo lunga incubazione, il gruppo del verde; purtroppo i tempi di sistemazione delle assicurazioni dei volontari da parte del Comune è stato più lungo del previsto, ma ora, grazie all’iniziativa del nostro socio Sergio Vaiani, che dirige appunto il settore, il gruppo è ripartito e promette di fare faville.








