2025: QUADRANTE STELLARE!!!!

Un nuovo straordinario progetto ci attende per questo 2025 e ha a che fare con le stelle!

Nel 2024 siamo riusciti a ripristinare il funzionamento dell’orologio dei Matèi: gli storici locali fanno risalire al 1506 la prima posa dei nostri due “mori veneziani”, quando la Serenissima Repubblica di Venezia ne fece dono al nostro borgo nel decennio della sua dominazione (1499-1509). Dopo decenni, i Matèi sono tornati a scandire le ore e i quarti d’ora  nella piazza del Comune. Non è stata un’impresa semplice, ma grazie alla ditta specializzata che ha  realizzato il lavoro e anche, dobbiamo dirlo, al nostro lungo impegno per tarare il complesso gioco delle leve e dei fili (grazie Renato per quanto hai fatto e ancora stai facendo!), questo gioiello della tradizione storica soncinese è stato recuperato

Bene per i Matèi! Ma ci attende ora la principale e emozionante sfida: IL RESTAURO E LA VALORIZZAZIONE DEL QUADRANTE ZODIACALE, che al momento si trova in uno stato precario e richiede un intervento importante; in una sola immagine, non ancora definitiva, diamo un’idea di come lo vorremmo a fine restauro.

progetto di restauro del quadrante (in fase di elaborazione)

-si noti anche l’intonazione, materica e cromatica, con la torre e la retrostante guglia della Pieve-

Come ormai tutti sanno, il quadrante attuale è stato realizzato nel 1977 su progetto di Fabrizio Pirletti; le magnifiche formelle in cotto, che rappresentano i 12 segni zodiacali, sono state realizzate dal prof. Agostino Ghilardi, affermato artista e scultore, per decenni docente di questa affascinante materia all’Accademia Santa Giulia di Brescia e da poco in pensione, il quale ci ha confermato la sua preziosa collaborazione anche in fase di restauro.

Naturalmente il progetto dovrà essere approvato dalla Soprintendenza ed il passaggio non è scontato. Infatti, pur restando inalterata la matrice in cotto, le formelle, come è nella tradizione veneziana, sono previste con rivestimento in oro su sfondo blu stellato: non si tratta di una semplice questione estetica!

Un orologio zodiacale, ai tempi della posa dei Matèi (di pochi anni posteriori ai mori del celeberrimo orologio di piazza San Marco), esprimeva la summa delle aspirazioni umane verso i misteri del tempo e del cielo, ma anche il deposito millenario di osservazioni astrologiche, astronomiche e tecnologiche; per Venezia erano anche il simbolo stesso della sua potenza commerciale e delle più ardite navigazioni guidate dalle carte della volta celeste. Per questo in ogni orologio zodiacale viene rimarcata la presenza del cielo e delle stelle: nel nostro, la lancetta più lunga segna le ore (il quadrante presenta 24 ore) mentre quella più corta ruota in senso antiorario compiendo un giro in un anno, indicando via via le dodici costellazioni dello zodiaco; intanto i matèi battono le ore e i quarti d’ora. Avremo modo di approfondire questi aspetti molto interessanti che hanno lasciato uno storico palinsesto decorativo e tecnologico così importante nel cuore della nostra piazza soncinese (Anche per questo siete tutti invitati alla Serata degli AdR in filanda, sala conferenze, alle 20.45 di venerdì 21 febbraio).

Una possibile configurazione della facciata restaurata

Il progetto è frutto della collaborazione del sottoscritto ing. Mauro Belviolandi, con la vicepresidente Paola Cominetti, e l’AdR arch. Antonio Ceribelli. Nulla graverà sulle casse del Comune (che ha comunque sostenuto questa iniziativa e che la completerà con adeguato restauro e tinteggiatura della facciata): il progetto, pur essendo ancora in fase di elaborazione, è stato molto apprezzato e possiamo già sbilanciarci a dire che sarà totalmente coperto dalla generosità degli sponsor. Inoltre ci fa piacere segnalare che anche il Lions Club Soncino collaborerà a questa importante iniziativa.

Rinnovo l’invito alla serata degli AdR la sera del 21 p.v. e ricordo che è stata da poco aperta la CAMPAGNA DI TESSERAMENTO 2025: per noi è vitale sentire l’appoggio e l’apprezzamento dei soncinesi (e non solo) e la tessera AdR (10€) ne è senz’altro un segno importante. Di anno in anno cresciamo di numero, nel ’22 abbiamo raggiunto il record delle 120 tessere, nel 23 abbiamo superato le 130 e nel ’24 le 140! Sono molte le iniziative che portiamo avanti ed è per questo che anche per il 2025 speriamo, col vostro aiuto, di confermare questa incoraggiante tendenza.

Grazie a tutti, a presto. Mauro Belviolandi

ANNO 1950: VIDEO DI UN COMMOVENTE “SÌ !“

Non ci sarà dicembre senza che gli Amici della Rocca non ricordino l’amico Bibe, ovvero Mario Reali: a due anni dalla scomparsa, resta troppo vivo  il ricordo e troppo prezioso il patrimonio di “sapere soncinese” che ci ha lasciato; abbiamo avuto la fortuna di conservarlo come appunti suoi e nostri, ma anche di immortalarlo in tante foto e suggestivi video, che saranno alla base di pubblicazioni originali.

La dinamica e  simpaticissima moglie Maria Somenzi ancor oggi collabora con noi per arricchire di detti e termini dialettali l’archivio del nostro lessico dialettale, che tanto deve all’apporto di Bibe.

Oggi Maria, vincendo la sua naturale ritrosia, ci ha concesso di pubblicare un brevissimo video di un momento molto particolare della loro lunga e prolifica unione: era il 1950, 74 anni fa… quando Bibe riesce a strapparle il fatidico “Sì!”, ovvero “SE!” dialettalmente parlando, una promessa di fidanzamento come era in uso all’epoca, ma che  l’estro e la verve dei nostri protagonisti colora subito di tinte allegre, ma inaspettate e sorprendenti.

Non un sì qualunque, un “SE!!!” di quei tempi, un sì che dura una vita… anzi due… e forse anche oltre!

Buona visione.

Mauro Belviolandi

P.S.: stiamo per aprire la campagna di tesseramento 2025: qualche anno fa raggiungemmo il record di 120 iscritti, lo scorso anno arrivammo a 130 e quest’anno abbiamo superato quota 140 soci; si tratta dei soliti 10€ annui, che potete consegnare a un qualunque membro del Direttivo degli AdR, o anche compilando online il modulo che trovate in alto destra all’apertura del nostro sito; questo ci sprona a fare sempre meglio e a giorni presenteremo un sorprendente progetto di restauro del quadrante zodiacale dell’orologio dei Matèi (Matèi che da quest’anno abbiamo messo in funzione, e son tornati a scandire ore e quarti d’ora nella piazza del comune). Sarà un progetto molto oneroso, ma col tempo abbiamo acquisito credibilità per i lavori che abbiamo portato a termine, e abbiamo già la certezza di contare su sponsor che intendono coprire l’intero intervento. Resta da convincere la Soprintendenza, e cercheremo di individuare la migliore soluzione che possa essere approvata. Poi illustreremo anche lo stato degli studi sulle fessurazioni della Torre Cilindrica, che il Comune ci ha affidato assieme alla spin-off universitaria Erre di Tre, dell’amico della Rocca ing. Stefano Cademartori, collaborazione che sta procedendo alla grande e con prospettive molto incoraggianti. Insomma, l’invito è molto semplice: seguiteci e restate con noi!

AQUARIA SOPRA E SOTTO: DA NON PERDERE!

Veramente un’iniziativa importante questa di GAAm-Gruppo Archeologico Ambrosiano -Sez. AQUARIA-Soncino; un’occasione da non perdere che come Amici della Rocca, oltre a Castrum Soncini e alla Pro Loco, abbiamo appoggiato con molta convinzione.

La proposta, una vera e interessantissima novità, si sviluppa in tre fasi:

  • una serata di introduzione in filanda,
  • una visita ai luoghi (sorgenti, acque, siti archeologici…),
  • una presentazione al museo di Aquaria in Rocca degli attuali risultati.

L’ingresso è libero, ci vediamo tutti in filanda venerdì 18 alle 20.45.

Presto pubblicheremo altre importanti notizie sulle iniziative AdR in corso, a presto!

Mauro Belviolandi

MATEI: LAVORO FINITO!…a chi dedicarlo?

E’ stato molto più difficile del previsto: l’antico meccanismo dei Matèi, ormai inutilizzabile, possedeva un tempo tutte le funzionalità meccaniche per gestire le cadute e le risalite dei battitori; ora invece, con i soli motori elettrici, si poteva contare solo sui leveraggi esterni, e si è lavorato molto per trovare, fra i tanti possibili, l’assetto ottimale e anch’io, ma soprattutto l’amico Renato Monfredini, non abbiamo contato le volte che siamo risaliti fin dietro ai Matèi per metterci un po’ del nostro.

Inutile esprimere ancora una volta la nostra gratitudine agli sponsor Aldo Vanoli per Ferramenta Vanoli, Giorgio Forloni per AVIS Soncino e dott. Giorgio Olmo per Fondazione Popolare Crema per il Territorio, oltre naturalmente al Comune di Soncino che da sempre supporta concretamente le nostre iniziative per la valorizzazione del nostro borgo. Grazie alla loro generosità non solo abbiamo potuto coprire tutte le spese, ma abbiamo anche un minimo di disponibilità per affrontare il successivo e impegnativo restauro del prezioso quadrante con i segni zodiacali in cotto…., ma di questo ne parleremo in un prossimo articolo ad hoc.

A CHI DEDICARE QUESTO GRADITO RITORNO DEI MATEI?

Già in un precedente articolo avevo accennato a una sottoscrizione di più di 200 soncinesi che, nell’agosto del ’96, chiedevano con forza al comune di ripristinare questa antica tradizione.

Ma, ancor più indietro nel tempo, negli anni ’60, una gentile e sensibile signora, in modo semplice e anche un po’ commovente, aveva esultato per l’ennesimo ripristino del suono dei Matèi, che ormai zoppicavano con troppa frequenza: si tratta di Lucrezia Manzella, classe 1902, nipote di Padre Giovanni Battista Manzella (Soncino gli ha dedicato una via centrale, è ricordato nella “sua” Sardegna, dove viene ancor oggi venerato come un Santo), ma parente anche di Dante Manzella che, con la moglie Maria Callegari (detta la Giupinéra), avevano incantato generazioni di soncinesi con i loro avvincenti spettacoli dei “gioppini”.

Lucrezia Manzella

Lucrezia non aveva studiato, come la maggior parte dei soncinesi di quell’epoca, ma è evidente che un gene di spiritualità e di poesia si aggira negli animi di questa antica famiglia soncinese e li accomuna un po’ tutti, ciascuno a modo suo; in questi giorni, grazie al nipote Giuseppe Manzella, mi è pervenuto un affascinante quaderno, simile a quello degli appunti di Bibe, con poesie molto semplici, in dialetto, ma cariche di sentimenti sinceri, con calligrafia d’altri tempi, un po’ stentata, come di chi non è avvezzo a scrivere, e quindi ancor più meritoria; tra queste poesie, una, dedicata ai Matèi, la vorrei porre alla vostra attenzione…

Mi pare bello pensare che, quando ci fermeremo a vedere e sentire i due Matèi battere le ore e i quarti d’ora, il nostro pensiero possa andare a Lucrezia, come per rassicurarla che la sua poetica esultanza e il suo invito a gioirne ci ha pienamente raggiunti, dopo un viaggio di oltre mezzo secolo; sappia anche che quei rintocchi sono dedicati proprio a lei; un messaggio che, con la forza e la persistenza dei valori semplici, speriamo possa risuonare nel tempo almeno quanto il suo.

Alla prossima, Mauro Belviolandi

POVERE ROSE! ma… anche Etica e Archeologia!

Nonostante il lunghissimo periodo piovoso, le nostre rose non ci avevano tradito e verso fine maggio, durante le giornate di “Soncino Borgo Fiorito”, si erano mostrate in tutto il loro splendore:

La pioggia le aveva però un po’ “ammaccate”, ma il colpo di grazia è arrivato con una crudele tempestata:

Pazienza! Forse era inevitabile, visto l’ormai notissimo detto “Sè piöf èl dé dè Santa Crus, per quaranta dé sarùm èn crus!” ( “Se piove il giorno di Santa Croce, cioè il 3 maggio, per quaranta giorni saremo in croce!”). Ma non ci siamo certo scoraggiati! Il gruppo Amici della Rocca-Roseto proprio stamattina è entrato in azione per ripulire e potare al meglio ciò che resta di quella splendida fioritura:

Dopo queste drastiche cure, unite alle costanti irrigazioni e manutenzioni, non abbiamo dubbi che in tarda estate le nostre rose ci riproporranno una nuova bella fioritura… cielo permettendo!

E che c’entra l’Etica? C’entra! La storia insegna che senza un’Etica condivisa una civiltà non può che tramontare; per questo ci pare interessante proporvi questo volantino di Banca Etica che è un invito a tutti a scoprire se è utopistico immaginare di non far stridere uno strano binomio: Etica e Denaro (domani sera, 18/06, sala conferenze in filanda, ore 21)

…e che c’entra l’Archeologia? c’entra! perchè come Amici della Rocca daremo la parola al nostro socio Pietro Occhio che, in 5 minuti di orologio, esporrà delle iniziative gratuite della rinata AQUARIA, la storica associazione archeologica Gallignanese-Soncinese, ora sezione GAAM: Pietro anticiperà le sue interessantissime proposte a cui noi aderiremo con grande convinzione ed entusiasmo, e che avremo modo fra non molto di divulgare per bene. NON MANCATE!

Buona serata. Mauro Belviolandi

I PROVERBI SONCINESI FUNZIONANO ANCORA?

Il tono è scherzoso, ma non troppo… Lo scorso Natale, riferendosi al clima mite di quei giorni, una gentile signora di nome Tiziana mi dice: “Nèdal al šök, Pasqua al fök!” (Natale al gioco, quindi all’aperto, Pasqua al fuoco, ritirato in casa davanti al camino – š corrisponde alla s dolce come “casa” –  ö corrisponde al suono francese eu come in fleur, fiore ). Io le risposi banalmente: “Eh… non c’è più il clima di una volta…”; poi, sarà certamente un caso, a Pasqua ci siamo beccati freddo e pioggia!

Temporale in arrivo – foto Antonella Cigognani

Bene, a inizio maggio pioveva, e Tiziana mi dice: “Sè piöf èl dé dè Santa Crus, per quaranta dé sarùm èn crus!” ( “Se piove il giorno di Santa Croce, cioè il 3 maggio, per quaranta giorni saremo in croce!”). Anche stavolta ci ho riso un po’ su, ma in effetti ha continuato a piovere… Non mi resta che attendere con speranza il 13 giugno! (per inciso, riferisco che alcuni dicono che il proverbio parla di 30 giorni e non quaranta, regolatevi!).

L’amico Francesco Premoli mi ha fatto notare che nel mese di Novembre un signore della val Trompia gli disse: “Quando nevica sulla foglia, il tempo non ha voglia!” e infatti ecco seguire un dicembre caldo con assenza di neve. Val Trompia? Certamente! Io parlo di proverbi “soncinesi”  non certo in senso esclusivo: la tradizione contadina accomuna gente ben oltre i nostri confini comunali, e quasi tutti i proverbi ne denunciano la comune matrice. Infatti a Soncino mi pare che esista il proverbio gemello: “Quant èl fiòcå ‘n sö la fòjå, èl tep èl ghè n’à pö òjå!

Qui ne approfitto per evidenziare una particolarità ortografica: le “a” finali vengono da noi spesso pronunciate in dialetto, anche senza che ce ne accorgiamo, con un suono detto “a”, oppure “o”, celtica (non è casuale che se ci spostiamo poche centinaia di metri a sud di Villacampagna, frazione al confine meridionale di Soncino, questa “a” scompare); si tratta di un suono a metà fra la a atona e la o; molti testi la scrivono con questo simbolo “å” (che richiama una a con sopra una piccola o). Per scriverla basta tener premuto sul telefonino il tasto della “a” e subito appaiono quasi tutte le a particolari. Tranquilli però: poichè nello scrivere in dialetto ci si capisce lo stesso anche scrivendo la sola “a”, ritengo che non sia indispensabile, per il nostro scopo, scriverla come å.

Al contrario, per le “e” e le “o” acute (é, ó ) oppure gravi (è, ò), per le “š” o le “s”…. ( e poco altro ancora) è necessario dare altre spiegazioni ed è indispensabile, per saper scrivere e leggere, saperle utilizzare correttamente, per cui rimando a un agile manualetto che uscirà quest’anno e che gli Amici della Rocca metteranno a disposizione gratuitamente.

E’ ricco di esempi e di richiami anche video e audio per la pronuncia; l’ho preparato in questi anni con la consulenza del povero Bibe e di sua moglie Maria, e anche di altri volontari e, ultimamente, anche con la consulenza della dott.ssa Beatrice Stabile, studiosa di “linguistica formale” e “dialettologia”; ho già sperimentato l’utilizzo del manualetto con due o tre persone che, vi assicuro, in meno di un mese hanno imparato facilmente a scrivere e a leggere in dialetto, semplicemente scambiandosi qualche messaggio in dialetto (grazie anche alla facilità con cui il cellulare mette a disposizione direttamente tutti i fonemi semplicemente tenendo premuto il relativo tasto); appena riusciremo, completeremo anche il grande vocabolario multimediale, che sarà consultabile facilmente sul sito degli AdR.

lo scopo, molto ambizioso, è che la gente impari con facilità a scrivere e a leggere in dialetto, cosa quasi mai avvenuta, perché il dialetto si è tramandato quasi esclusivamente per via orale. Se ci riuscissimo sarebbe forse l’unico modo per tenerlo sempre in vita, prima che scompaia del tutto: speriamo in bene!

Alla prossima. Mauro Belviolandi

Uscite per pulizia: si riprende!

Gruppo di decoro urbano degli Amici della Rocca: sono riprese le uscite mensili per la pulizia dei principali percorsi turistici: piazzale della Rocca e tutto l’intorno, compreso il fossato, il Fagiolo, il viale delle Rimembranze, la pedonale lungo il naviglio, il parcheggio delle querce e delle Poste, la zona giardini pubblici di via Padre Zanardi, il parcheggio di via Belvedere, via Damiano Chiesa, Via Cesare Battisti, la pedonale del bosco urbano, Piazza Nassiriya, via Marconi e Piazza Piero Manzoni.

abbiamo operato anche in periodo covid…

Quest’anno abbiamo saltato l’appuntamento di Marzo perchè siamo incappati in giornate piovose, ma da sabato abbiamo ripreso e proseguiremo finchè il tempo ce lo consentirà (di solito fino a novembre); questa volta la gioia della ripresa è stata un po’ intaccata dalla mancanza di Ettore, un dolore ancora vivissimo…, ma poi il ricordo del suo sorriso e della sua operosità ha prevalso su tutto, come se ancora fosse fra noi…

Cosa si raccoglie? Un po’ di tutto, in particolare cartacce, lattine, vetro… ma anche mozziconi di sigarette (che sono molto inquinanti) e che si notano in costante aumento.

Ricordo che lo scopo non è solo di pulire, infatti per questo già sussiste un buon servizio pubblico; noi ci sforziamo, per quanto possibile, di dare il buon esempio, nella speranza che maturi una maggiore sensibilità sul tema della pulizia e del decoro del nostro borgo, ricco di monumenti, ma forse con qualche carenza di senso civico.

Per questo ci sforziamo di interessare alla raccolta anche bambini e ragazzi accompagnati dai genitori…

…ed è per questo che invitiamo chiunque fosse sensibile a questi temi ad unirsi a noi; in particolare l’invito è rivolto ai genitori, agli insegnanti e a tutto il personale scolastico, perchè è da lì che si dovrebbe incominciare.

Insomma, nel nostro piccolo, tra le varie iniziative, ci sforziamo anche di contribuire al decoro del nostro paese, e la foto, dello scorso anno, del roseto che abbiamo realizzato in piazza Marconi credo che ben si intoni al nostro intento

In attesa della prossima fioritura, contiamo su un ulteriore allargamento del nostro gruppo.

Mauro Belviolandi

Ciao Ettore, “APE presente!”

Qualche anno fa, in una strada assolata e ancora incompleta, a fianco dello stadio soncinese, vidi un signore con tanto di carriola, badile e cazzuola, intento a togliere le erbacce che crescevano attorno al cordolo in granito del marciapiede. Era un lavoro lungo e per niente leggero, soprattutto sotto quel bruciante sole di agosto; lo riconobbi, non era un operaio del comune, era Ettore Fanelli; anche se non avevo mai avuto a che fare con lui, scesi dall’auto incuriosito e, come nulla fosse, mi spiegò che era un lavoro utile e che rendeva la strada ordinata e bella. Mi venne allora da dirgli che gli Amici della Rocca avevano un gruppo che, ogni mese, si occupava di togliere le cartacce dai percorsi turistici. Lui mi rispose: “ah, ok”, e pensai che fosse solo un semplice segno di approvazione; invece, ai primi del mese, eccolo spuntare col suo furgoncino Piaggio, nel piazzale della Rocca, alla partenza del nostro gruppo delle pulizie: “Ape presente!”, fu questo il suo esordio e da allora quell'”Ape presente” segnò, con poche parole e molti fatti, ogni nostra iniziativa che riguardasse il decoro del suo amato territorio soncinese.

Non solo pulizie anzi, la cosa che più lo appassionava era la cura del verde; penso alla cura e alla potatura delle rose di piazza Manzoni…; e poi fu lui che mi diede le indicazioni per acquistare una piccola pompa per meglio irrigare le querce che abbiamo piantato lungo l’alzaia del naviglio: caricava la pompa sulla sua “Ape presente”, col badile sistemava il catino terroso che ricolmava d’acqua, e così anche le querce ebbero sempre modo di attingere alla sua generosità.

Sempre… si sa che sempre è un avverbio di tempo che poco si addice al nostro esistere, e un giorno, circa un anno fa, riconsegnò la pompa al gruppo che si occupa delle irrigazioni… doveva essere un congedo di breve periodo, perché era certo di poter affrontare la malattia con forza e tenacia e, con l’ottimismo dei giusti, contava proprio di spuntarla; questo è l’ultimo dei suoi messaggi, solo due mesi fa, quando ormai, anche tra l’affetto dei suoi cari, la speranza sembrava un irraggiungibile miraggio : “Ciao Mauro sono sempre sotto terapia chemio, mi stanno seguendo bene mi mescolano vari farmaci, io non ho dolore; passo passo andiamo avanti… dovrebbe essere arrivato un nuovo farmaco efficace… speriamo in bene“.

E sì! tutti ci abbiamo sperato ed ora rimane il ricordo del suo stile, allegro e fattivo, e soprattutto il suo esempio, assieme al suo singolare e simpatico motto che non dimenticheremo mai…“Ape presente!”

Con grande dolore gli Amici della Rocca esprimono le loro più sofferte condoglianze alla moglie Adriana, alle figlie Lorena e Simona, e a tutti i loro cari.

Mauro Belviolandi

ROSEE PROMESSE…

Un grande Grazie a tutto il gruppo di AdR che si cura del roseto di piazza Manzoni: Beppe, Anna, Franco, Serena, Ettore, Clotilde, Giusy, Marisa, Renato, Santina, Rosaria e Thomas.

Abbiamo ancora tutti negli occhi la splendida fioritura dello scorso anno, ma era ormai arrivato il tempo della potatura ….

e anche di una leggera concimazione…

Ora resterà solo da provvedere a una corretta irrigazione, una saltuaria locale potatura e una settimanale lotta con i merli che si divertono a buttare all’aria la pacciamatura, che cercheremo di scopare ancora nell’aiuola.

Cos’altro? nulla, se non il piacere di attendere un rosea fioritura!

DIMENTICAVO: è scontato dirlo perchè ci accade spesso, ma mi piace ricordare che chiunque volesse partecipare alle nostre iniziative o collaborare a qualunque altro progetto, può contattare qualsiasi nostro consigliere AdR e verrà sicuramente accolto con grande piacere di tutti. AdR è un gruppo aperto.

Alla prossima, MB

CHE BELLA SERATA!

Ancora una volta la serata degli Amici della Rocca in sala conferenze della filanda ha registrato un evidente successo di pubblico, con la sala gremita di attenti ascoltatori.

Ottima la conduzione della vicepresidente Paola Cominetti (per la prima volta in 11 anni il presidente era assente a causa di un malanno di stagione).

Dopo una rapida introduzione è stato proiettato un breve filmato focalizzato sulle tante iniziative che gli AdR hanno promosso, con particolare riguardo al recentissimo restauro dell’orologio zodiacale con l’attivazione dei Matei, che son tornati a scandire le ore e i quarti d’ora, rinnovando una tradizione che viene fatta risalire ai primi del ‘500 https://youtube.com/shorts/Vo4VxUG2PVM ; per ora i Matèi, perfettamente funzionanti, rimarranno sotto osservazione per un periodo di qualche mese, in modo da collaudarli nell’assetto di taratura che verrà considerato migliore.

Ha poi preso la parola l’ing. Stefano Cademartori, socio degli Amici della Rocca e ricercatore di Tecnica delle Costruzione presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di BG.

Stefano ha brevemente illustrato lo studio e le ricerche che gli AdR stanno da tempo eseguendo sulla Torre Cilindrica della Rocca Sforzesca, che da decenni presenta fessurazioni alla base della scarpa in muratura; questi studi costituiscono le premesse fondamentali per affrontare un cammino diagnostico e progettuale importante e innovativo e verranno in questi giorni presentati al Comune dall’ing. Mauro Belviolandi e naturalmente dallo stesso ing. Stefano Cademartori.

Si tratta di una metodologia di lavoro integrata e incrementale che, in parole semplici, consente di affrontare progetti molto onerosi e complessi seguendo una sequenza scientifica progressiva, in grado, passo dopo passo, di limitare al minimo indispensabile gli oneri diagnostici e progettuali. L’Associazione Amici della Rocca si è dichiarata disposta a contribuire in notevole misura al finanziamento di questa prima fase, confidando nella generosità degli sponsor soncinesi; il comune, presente in sala col Sindaco Gabriele Gallina, il vicesindaco Fabio Fabemoli e la presidente del Consiglio Comunale Federica Brizio, ha espresso grande apprezzamento e interesse per questa collaborazione, che verrà probabilmente concordata nei prossimi giorni.

Dopo i doverosi ringraziamenti a Gigi Zuccotti per le riprese video e all’intera Corale San Bernardino del maestro Giorgio Scolari, che ogni anno ci offre sempre il meglio di sé, Paola ha salutato il pubblico ed ha dato inizio alla festosa parentesi musicale, che qui di seguito potete gustare in una sintesi di 6 min.

Ai vari brani tratti da famose operette, il pubblico ha risposto con calorosi applausi a tutta la corale e ai soprani:

Tetiana Petriv

e Kseniia Overko,

veramente splendide e bravissime. La serata si è conclusa ancora con tanti applausi e con la consegna dei bouquet gentilmente offerti da Chiara Pedrini di FIORIDEA.

Un caro saluto e arrivederci alla prossima,

Mauro Belviolandi