CONTAGIO!

No, non parliamo di Covid; c’è un contagio per cui la parola positività assume il suo significato migliore; a ben vedere nessuna delle nostre iniziative avrebbe potuto concretizzarsi se non grazie a un aiuto corale, che si è via via allargato e diffuso con un indice Rt, è il caso di dire, che ha presto superato l’unità e che ora viaggia forte.

Il contagio è così, neanche te ne accorgi e investe persone di ogni tipo, capaci di dare spinte propulsive che non ti aspetti, e che a volte ci lasciano stupiti e ammirati.

Oggi vogliamo segnalare i due casi più recenti; il primo ha il giovanissimo volto di Veronica e Fabio.

Sorprende l’idea che in una generazione in cui il nichilismo pare farla da padrone, spuntino questi esempi di semplicità e spontaneità a prendersi cura del nostro recente roseto di piazza Piero Manzoni: non adulti con le case che si affacciano sulla aiuola, ma, spuntati da non so quale vicolo, due volti giovanissimi, quasi fossero due fioriture in un unico atto… e i germogli non mancheranno!

L’altra sorpresa è di un giovane e affermato professionista, il geom. Paolo Radici.

E’ di Pumenengo, ma poco importa: quando i nostri progetti vengono divulgati, trovano spesso terreno fertile nell’animo di chi sa apprezzare l’impegno di valorizzazione di luoghi così carichi di storia e di bellezza; sanno trascendere la visione campanilistica, perchè attingono a valori che non hanno confini, e non richiedono certificati di residenza.

Paolo è dotato delle più sofisticate attrezzature di rilievo satellitare, dalle stazioni totali, ai gps, dai laser-scanner ai droni professionali, le cui acquisizioni sono poi elaborate dai software più avanzati…

è bastato un solo accenno alla ricostruzione virtuale di una Soncino seicentesca, ed ecco scattare il contagio: rilievi di ogni tipo diretti alla misurazione dei punti più significativi, quelli che celano messaggi altrimenti non rilevabili… il tutto con l’insuperabile entusiasmo della gratuità: grazie Paolo, a nome di tutti gli AdR!

Alla prossima,

Mauro Belviolandi

UOVO DI PASQUA CON SQUILLANTE SORPRESA!

I matèi veneziani di piazza del comune costituiscono una preziosa testimonianza storica e dal 1506 hanno scandito per secoli le ore e i quarti d’ora della nostra comunità.

Per questo, in coordinamento col Comune, abbiamo deciso di rimetterli in funzione ripristinandone i movimenti; restaureremo anche il quadrante in cotto, posato a metà degli anni settanta a cura del soncinese Fabrizio Pirletti e coadiuvato dall’artista prof. Agostino Ghilardi.

Già ora il quadrante è bellissimo, con la riproduzione in cotto dei segni zodiacali come a Venezia; il nostro restauro vorrebbe essere una sorta di completamento, un rivestimento che lo protegga dall’usura del tempo e delle precipitazioni atmosferiche, ma, nello stesso tempo, che lo renda coerente con gli splendidi cromatismi della tradizione veneziana, come potete apprezzare nel seguente video illustrativo.

Nei prossimi mesi stenderemo il progetto e, in accordo col comune, lo presenteremo alla Soprintendenza.

Se tutti i gradi di approvazione verranno superati, faremo immediatamente partire i lavori di restauro.

Vi terremo informati!

Mauro Belviolandi

Grazie ancora Primo!

Ieri mattina di buonora, alle 6.30 per la precisione, sono iniziati i lavori di sistemazione del monumento e dell’aiuola di piazza Piero Manzoni.

Per la concretizzazione di questo nostro progetto dobbiamo certamente ringraziare il Comune di Soncino, che non solo lo ha apprezzato, ma ha anche elargito un importante contributo.

Importante anche l’intervento della ditta di Cesare Ruggeri, che ha gratuitamente fornito due speciali corpi illuminanti e i relativi collegamenti elettrici fino alla cabina all’interno dell’edificio scolastico: aspettare qualche giorno per vedere…

Doverosissimo citare la fondazione Popolare Crema Per il Territorio, presieduta dal dott. Giorgio Olmo, fondamentale punto di appoggio per tutte le iniziative che nei nostri 8 anni di vita abbiamo portato avanti.

Ma anche i privati cittadini han detto la loro!… e, nella generosa spontaneità delle offerte, spesso non desiderano neanche essere citati. Fra questi è però d’obbligo ricordare il consistente aiuto di Beppe Lanzanova, sempre pronto a intervenire di suo, quando si tratta di abbellire il nostro Borgo.

Bene, ora, dopo tutti questi doverosi ringraziamenti, consentitemi di confezionare un grazie particolare, direi all’ennesima potenza, per PRIMO GRAZIOLI e la sua impresa Bueto; lo farò citando un significativo episodio di 8 anni fa; eravamo alle origini, avevamo progettato la puntellazione del ponte di fuga della rocca, a rischio crollo; la Soprintendenza ci impose giustamente una struttura molto rigida, per evitare qualunque movimento durante i futuri lavori di consolidamento; non disponevamo di alcun finanziamento e l’arch. Marisa Marchesi mi consigliò di rivolgermi a Primo. Non lo conoscevo, e quando lo incrociai gli parlai del progetto e mi limitai a chiedergli se poteva darci un aiuto per l’acquisto del legname (era il massimo che un inesperto presidente osò chiedere, e con non poco imbarazzo). Risposta secca: “Sì certo!”. Stupito provai a rilanciare: “…se mi può fare anche un preventivo per il taglio a misura…”. Altra risposta immediata: “Ovvio, taglio, fornitura e posa tutto a carico mio!”. Io rimasi senza parole, e Primo, che colse il mio imbarazzo, aggiunse: “Se posso aiutare iniziative così belle io sono pronto e, se c’è di mezzo anche la bellezza dei nostri monumenti, non mi tirerò mai indietro”. Il piacere di ben lavorare per “qualcosa di bello”… è questa la lezione ricevuta e su cui ci siamo ritrovati in perfetta assonanza, che non ha tardato a trasformarsi in amicizia… intendo quella vera, fatta di poche parole asciutte, di pochi sguardi d’intesa e di tanti fatti concreti. Devo dire che in tutti questi anni non ho fatto altro che apprezzare la qualità del suo lavoro unita a questa sua grande e costante generosità, e i lavori odierni su questa aiuola ne sono l’ennesima testimonianza; tutta Soncino dovrebbe essergli grata.

Avremo modo in questi giorni di descrivere meglio i lavori, che proseguiranno anche nelle prossime settimane, ma per quelli edili solo di sabato, per evitare pericoli agli alunni delle elementari. Intanto qualcosa già si comincia a vedere…

A presto,

Mauro Belviolandi

P.S. se apprezzate le nostre iniziative, l’acquisto della tessera 2022 degli AdR (10€) è un bel modo di aiutarci. In alto a questa pagina, a destra, potete provvedere all’iscrizione oppure, nel modo più tradizionale, potete contattare un qualunque membro del direttivo. Grazie.

Giovane e bella, di nome Carla

Quando in Consiglio Direttivo abbiamo deciso di dedicare una bella quercia di almeno 10 m alla memoria della nostra cofondatrice Carla Peri, non abbiamo avuto alcuna esitazione, nonostante la spesa d’acquisto, trasporto e impianto non fosse di poco conto in relazione alle nostre disponibilità.

Mai avremmo immaginato che la grande cerchia delle amicizie e delle parentele di Carla si sarebbe rivelata tanto vasta e tanto carica di affetto per la sua persona. Prova ne sia che, alla fine, tutta l’operazione è stata totalmente coperta dagli spontanei contributi di parenti e amici; anzi, abbiamo addirittura riscontrato un sensibile esubero, che noi recepiamo come un ulteriore concreto dono della stessa Carla, quasi volesse ringraziarci per aver dato corpo e nome alla sua presenza, che mai verrà meno

Stiamo anche valutando se con questo esubero sia possibile piantarne altre due, di dimensioni più limitate, in modo da sostituire o affiancare i ceppi delle due grandi querce secolari che fino a qualche anno fa troneggiavano maestose sui due ingressi della stessa camminata del naviglio: sarebbe un segnale di ecologico risveglio e di consapevole compensazione naturalistica che di sicuro Carla avrebbe caldeggiato con tutta la sua proverbiale determinazione.

L’impianto è avvenuto venerdì scorso; la quercia è arrivata alle 8 dal vivaio di Leno, trasportata da un bilico di circa 15 m , data la sua lunghezza; giunta alla periferia di Soncino, in coordinamento con la vigilanza urbana, è stata caricata su un camion di più modeste dimensioni, ma munito di un braccio ad azionamento pneumatico per tenerla sollevata a 45 gradi e consentire l’imbocco del ponticello sulla comuna in via Galantino; qui, nei pressi della destinazione finale, un escavatore cingolato ha provveduto al trasporto a metà alzaia, dove è avvenuto lo scavo e il definitivo posizionamento dell’albero.

La ditta fornitrice ha voluto utilizzare una tecnica di ancoraggio della zolla al terreno senza ricorrere a pali tutori o tiranti: si tratta di un incrocio di due pali orizzontali ancorati al terreno in profondità; dalle estremità dei pali partono due fasce che cingono in sommità la zolla. Il fornitore assicura che si tratta di un sistema collaudato e efficacissimo: noi speriamo che abbia ragione e, in ogni caso, saremo sempre pronti ad intervenire in caso di necessità.

Una quercia di queste dimensioni subisce un forte trauma perchè la zolla, per quanto grande, ha subito il taglio delle radici eccedenti la sua perimetrazione: faremo di tutto per cercare di farla attecchire. Nostro impegno, in particolare dei volontari Anna Comendulli e Ettore Fanelli, sarà anche quello di garantirle la giusta quantità d’acqua, specie nei primi anni, quando progressivamente le radici dovrebbero consolidarsi in profondità; per questo, in accordo con il Consorzio Irriguo Cremonese, attingeremo direttamente dal naviglio e travaseremo nel catino di terra creato attorno al tronco.

Operazione terminata? No, assolutamente, per vari motivi: come detto le cure irrigue proseguiranno, e forse riusciremo anche a piantare le altre due querce, ma soprattutto perchè contiamo che la presenza di questo albero e lo spirito che ne è sotteso sapranno ispirarci tante altre iniziative.

A presto,

Mauro Belviolandi e tutto il Direttivo AdR

AIUTI ALL’UCRAINA

Non possiamo girarci dall’altra parte di fronte alla cruda guerra che sta insanguinando il suolo di quella grande nazione.

Lo dobbiamo alle tante ucraine che da anni aiutano le nostre famiglie, ma anche a un popolo che con tanta fierezza ed eroismo sta lottando per la sua libertà.

Per questo, per quanto possibile, daremo il nostro appoggio al volontariato soncinese che mercoledì 2 marzo ore 21, presso l’AVIS, si riunirà per studiare iniziative di aiuto ai bambini/famiglie in fuga/rimasti in Ucraina- eventualmente in collegamento con realtà già organizzate.

Speriamo che anche molti altri soncinesi possano fare altrettanto.

A presto,

Mauro Belviolandi

La chiameremo Carla, e la pianteremo qui…

Sì, la chiameremo Carla e la pianteremo qui, a fianco del naviglio…

E’ un impegno importante piantare una quercia di queste dimensioni, ma tutto il Direttivo ha fortemente appoggiato questa iniziativa per ricordare Carla, nostra socia fondatrice.

Ringraziamo il Comune che ci ha concesso l’area, ma anche i docenti universitari e i colleghi e amici di Carla che hanno elargito un forte contributo e che ha reso possibile raggiungere il nostro obbiettivo.

Oltre a piantarla, provvederemo all’irrigazione, che sarà necessaria almeno per i primi due o tre anni; ringraziamo il Consorzio Irrigazioni Cremonesi, nella persona del direttore ing. Luca Milanesi, che ci consentirà di attingere direttamente dal naviglio.

Una quercia in zolla alta 8-10 m subisce un forte shock perchè la zolla, per quanto grande, determina la recisione di molte radici; fondamentale e non facile sarà il nostro impegno per farla attecchire, ma abbiamo deciso di affrontare questo rischio e raccogliere anche questa sfida.

Da ultimo abbiamo il piacere di pubblicare le due dediche che i colleghi e amici di Carla le hanno dedicato.

Anche se non ti vediamo più

Carla

noi ti serbiamo sempre nei nostri cuori e siamo certi che tu stessa ci guardi e vegli affettuosamente su di noi.

Eugenio e Giovanni

———

Carla

il tuo luminoso esempio di generosità, di dolcezza e di serena accettazione del destino avverso resterà sempre vivo nell’affettuosa memoria degli amici di una vita.

Emanuele Marta, Eugenio Giovanni, Lodovica, Giovanni, Lynn, Emma Alessandro, Marisa Leo, Stefania Umberto, Valeria, Monica Roberto, Magda

Chiudiamo così,

Mauro Belviolandi

Ci ha lasciati Carla, ispiratrice degli AdR e socia fondatrice

Ci ha prematuramente lasciati Carla Peri, dopo un lungo periodo di sofferenze e di dura lotta contro una inesorabile malattia.

Soncino, settembre 2013, Carla nel gruppo che poi diede vita agli Amici della Rocca

Ho disagio a parlare di lei, perchè la sua vita è stata così esemplare che le mie parole potrebbero sembrare inscritte in uno scontato scenario celebrativo, ma non è così.

Tutte le attività in cui l’abbiamo vista impegnarsi hanno un denominatore comune, che si chiama grazia, gentilezza, rispetto, attenzione agli altri, visione, equilibrio, intelligenza, impegno civile…

Era docente universitaria di matematica, prima a Milano, poi a Piacenza e collaborava a varie ricerche, anche in team internazionali.

Ma non trascurava Soncino, con un impegno anche politico, nel senso più alto del termine; e in particolare noi non possiamo che ricordarla quale ispiratrice e fondatrice della nostra associazione: senza di lei forse non saremmo mai nati, e dietro tante nostre iniziative c’è l’appoggio fattivo della sua operosa creatività… almeno fino a quando, nell’estate del 2019, arrivarono i primi “scusatemi tutti, non sto molto bene, ma fatemi sapere che cercherò di collaborare lo stesso”; poi vennero i tanti “non posso ancora uscire, ma vi seguo e vi ringrazio per il vostro impegno”; infine, terribili messaggeri, tanto crudi quanto gentili, fu la volta degli ultimi “ciao Mauro, sto facendo l’ennesimo ciclo, sono molto stanca, ma ce la metto tutta, salutami tutti”, come a voler attenuare il nostro disagio per un tragico presagio, con l’improbabile ottimismo della sua proverbiale tenacia.

Ce l’ha messa tutta Carla per aggrapparsi alla vita, come sempre, in tutti i suoi impegni, e a noi non resta che augurarle di raggiungere quello stato di eterna serenità che la sua inattaccabile fede riserva ai buoni e ai giusti.

Non me la sento di andare oltre, e a nome di tutti gli Amici della Rocca, con grande dolore, esprimo alla sorella Mariangela e al fratello Mario le nostre più sincere e partecipate condoglianze.

Mauro Belviolandi

DIALETTO PERCHÈ

Qui non ci sono parole da aggiungere: ci pensa un poeta siciliano a rispondere, Ignazio Buttitta, in modo impareggiabile, con una composizione molto bella, profonda e struggente, e pure carica di una tristezza rassegnata, ma mai ostentata.

Lingua e dialetto.

Un popolo/ mettetelo a catene/ spogliatelo/ tappategli la bocca,/ è ancora libero.//

Toglietegli il lavoro/ il passaporto/ la tavola dove mangia/ il letto dove dorme,/ è ancora ricco.//

Un popolo,/ diventa povero e servo,/ quando gli rubano la lingua/ avuta in dote dai padri:/ è perduto per sempre.//

Diventa povero e servo,/ quando le parole non figliano parole/ e si divorano fra loro.//

Me ne accorgo ora/ mentre accordo la chitarra del dialetto/ che perde una corda al giorno.//

Mentre rammendo/ la tela tarlata/ tessuta dai nostri avi/ con lana di pecore siciliane.// 

E sono povero:/ ho i denari/ e non posso spenderli;/ i gioielli/ e non posso regalarli; / il canto,/ nella gabbia/ con le ali tagliate.//

Un povero,/ che poppa nel seno arido/ della madre putativa,/ che lo chiama figlio/ per ingiuria.//

Noi l’avevamo la madre,/ c’è stata rubata;/ aveva le mammelle a fontane di latte/ e ci bevvero tutti,/ ora ci sputano.//

A noi rimane la sua voce,/ la cadenza,/ la nota bassa/ del suono e del lamento: / questi non ce li possono rubare.//

Rimane la somiglianza,/ l’andatura,/ i gesti,/ i lampi negli occhi: /questi non ce li possono rubare.//

Non possono rubarceli,/ ma restiamo poveri/ e orfani lo stesso.//

LINGUA E DIALETTU

Un populu

mittitilu a catina

spugghiatilu

attuppatici a vucca,

è ancora libiru.

Livatici u travagghiu

u passaportu

a tavula unni mancia

u lettu unni dormi,

è ancora riccu.

Un populu,

diventa poviru e servu,

quannu ci arrobbanu a lingua

addutata di patri:

è persu pi sempri.

Diventa poviru e servu,

quannu i paroli non figghianu paroli

e si mancianu tra d’iddi.

Mi nn’addugno ora,

mentri accordu a chitarra du dialettu

ca perdi na corda lu jornu.

Mentri arripezzu

a tila camuluta

chi tisseru i nostri avi

cu lana di pecuri siciliani.

E sugnu poviru:

haiu i dinari

e non li pozzu spènniri;

i giuelli

e non li pozzu rigalari;

u cantu,

nta gaggia

cu l’ali tagghiati.

Un poviru,

c’addatta nte minni strippi

da matri putativa,

chi u chiama figghiu

pi nciuria.

Nuàtri l’avevamo a matri,

nni l’arrubbaru;

aveva i minni a funtani di latti

e ci vìppiru tutti,

ora ci sputanu.

Nni ristò a vuci d’idda,

a cadenza,

a nota vascia

du sonu e du lamentu:

chissi non nni ponnu rubari.

Nni ristò a summighianza,

l’annatura,

i gesti,

i lampi nta l’occhi:

chissi non nni ponnu rubari,

ma ristamu poviri

e orfani u stissu.

Ed anche a noi, “orfani lo stesso” di quelle “mammelle a fontane di latte“…. anche a noi “rimane la sua voce,/ la cadenza,/ la nota bassa/ del suono e del lamento: / questi non ce li possono rubare”... e “mentre accordo la chitarra del dialetto/ che perde una corda al giorno” continueremo lo stesso a strappare note dal nostro soncinese.

Alla prossima,

Mauro Belviolandi

TESSERAMENTO 2022: per un po’ ci permetteremo di ricordare, a chi apprezza le nostre iniziative, di provvedere a tesserarsi per il 2022 (basta cliccare in alto a destra sul richiamo al 2022, oppure contattare un qualunque componente del consiglio direttivo AdR). Grazie